venerdì 13 marzo 2026

I puntini


Oh, ma quelli che per spiegare ogni focolaio di conflitto puntano il dito indignati contro il petrolio, gli USA e le sette sorelle (e spesso hanno ragione), e che poi si incazzano come belve se osi mettere in dubbio il folle modello "Un'automobile a idrocarburi per ciascuno, anzi due, o anche tre!", mi chiedo, i puntini si limitano a fissarli inebetiti o li sanno anche unire?


giovedì 12 marzo 2026

Un po' di satira


Leggo di retate delle forze dell'ordine a seguito delle quali alcuni cittadini, non per essere stati beccati alla guida sotto l'effetto di cannabis, bensì per essere stati trovati in possesso di modiche quantità della sostanza, sono stati denunciati come consumatori. Ben fatto! C'era proprio bisogno di un bel giro di vite per questi DROGATI!
"Ma è una sostanza leggera..." ripetono piagnucolando 'sti cazzo di diversamente tossici! Leggera un paio di palle! Lo sanno tutti che se fai un tiro di spino sei spacciato, il tuo futuro è scritto, anzi iniettato, calato, sniffato, verso il disastro delle tossicodipendenze. È arcinoto che chi precipita nel burrone delle droghe pesanti è stato condannato dal quel tiro di canna, e non dai litri di vino, birra e spritz che si è fatto fino ad allora.
L'alcol è parte della nostra tradizione. È buono, nutriente e sano come tutto ciò che appartiene alla nostra gamma culinaria: le salsicce, il tiramisù o la pasta ai quattro formaggi, per esempio. Okay, magari queste pietanze non sono proprio sanissime, ma ci siamo capiti. Il vino e la grappa li conosciamo, sono nostri amici di vecchia data, come possono farci male? Danni al fegato? Pfui, semmai l'alcol il fegato lo fortifica! Cancro? Ma dai, è vino, mica amianto!
La marijuana invece è un intruso recente,

mercoledì 11 marzo 2026

Brutta bestia


L'autocompiacimento, specialmente quando ne è oggetto la propria attitudine nei confronti di usi, costumi o idee radicate nella cultura di appartenenza, è una brutta bestia.
Ci porta ad affermare o fare cose contro i nostri stessi interessi, a vantaggio di qualcuno che è spesso più ricco e potente di noi.
Ci convince a fare gratuitamente della propaganda a favore di chi ci danneggia traendone beneficio.
Un giorno ce ne pentiremo, inevitabilmente, amaramente e irrimediabilmente.
La cosa più assurda e che già lo sappiamo, ma ce ne freghiamo.

giovedì 5 marzo 2026

La raccolta delle ciliegie


Chiunque voglia condurre un'analisi storica, sociale o (geo)politica dovrebbe sempre partire senza preconcetti, raccogliere fonti di diversi orientamenti, valutarle, incrociarle, metterle alla prova e informarsi sull'attendibilità di chi le diffonde, per poi analizzarle, estrapolare i punti salienti e quindi arrivare ad una conclusione. La quale conclusione dovrà però sempre essere trattata "con le molle", tenendo a mente che le fonti consultate sono di seconda o terza mano e non si conoscono le vere motivazioni di chi le ha curate.
Il clima di polarizzazione che caratterizza ormai qualsiasi dibatto ha spazzato via anche le ultime tracce del metodo testé delineato.
Le nuove linee guida, utilizzate sia da profani incialtroniti con cattedra al Bar Centrale sia, purtroppo, da molti addetti ai lavori, si sono ormai consolidate così: 0) se non hai la conclusione già pronta, non inizi nemmeno la ricerca, 1) semplifica la complessità polarizzando 
il problema col più ridicolo manicheismo di cui sei capace, 2) decidi per quale polo fare il tifo in base alla conclusione di partenza, quella del punto 0, 3) cerca le fonti che corroborano la tua posizione totalmente arbitraria fottendotene con brio di approfondirne la veridicità e l'attendibilità, 3) scarta quelle che ti stanno antipatiche, per nessun altro motivo se non appunto il fatto che ti stiano antipatiche, e 4) ribadisci quindi la conclusione a cui eri d'altra parte già arrivato all'inizio, cioè al punto 0.
Potrebbe sembrare paradossale che una conclusione sia confezionata fin dall'inizio (il punto 0) e pure che serva fare tutto quel lavoro per andare dal punto di partenza al punto di partenza (di nuovo il punto 0): tu fidati, nell'ambito del paradigma polarizzato è dimostrabile empiricamente che questa tattica funziona alla grande.
Ci sono poi delle tecniche accessorie che possono tornarti utili: insulti, urla, ricatti morali, cambi di argomento mirati, paragoni tirati per le orecchie. Ce ne sono una marea, prova a chiedere a chatGPT. Anzi, se non hai tempo per il fastidioso iter proposto, puoi chiedere al tuo agente AI preferito di darti proprio la conclusione che cercavi, con tanto di fonti spazzatura allegate.

lunedì 2 marzo 2026

Riappropriazione


Restarsene soli, isolati, lontani,
sfondare le mura della propria cultura
e in terra di nessuno piantata la tenda,
osservare, pensare e riconfigurare,
può svelare quanto, davvero tanto,
di ciò in cui crediamo e che tramandiamo
sia calcolato frutto di plagio sociale
vilmente inflitto in età infantile.


venerdì 27 febbraio 2026

La rivincita degli umanisti


Un paio d'anni fa, quando il dibattito sull'AI divampava solo in certi ambienti e non era ancora globale, lessi un'affermazione che mi fece riflettere molto. Non ricordo dove la trovai, ma non voglio comunque proporla come se fosse mia.
Recitava più o meno così: "L'unica professione che resterà inattaccata dall'attuale rivoluzione tecnologica è quella dell'esperto di etica." Sì, avete letto bene, esperto di etica, sto parlando proprio dei filosofi morali.
Infatti l'unica cosa che dovremo continuare a fornire agli agenti AI, senza che se la smazzino da soli, sarà il perimetro morale all'interno del quale dovranno muoversi: le tavole dei comandamenti, un manifesto, il regolamento. Il resto potranno farlo da sé.
Quand'ero ragazzo si diceva: "Ma vai a studiare ingegneria, medicina, economia, giurisprudenza, per lo meno fisica o scienze politiche, che così un lavoro lo trovi. Che cazzo fai filosofia a fare? Vuoi finire disoccupato a fare conferenze per avvinazzati in osteria?"
Ed eccoci qua. Il conferenziere per ubriaconi, quello che per passione scelse la facoltà "perdente", sarà il nuovo super dirigente con buonuscita milionaria. E noi intelligentoni che abbiamo conseguito le lauree "giuste" dovremo sperare che il reddito universale non sia soltanto una mancetta da fame.


giovedì 26 febbraio 2026

Scetticismo


È giusto lo scetticismo verso le versioni ufficiali,
a patto che sia rivolto anche alle versioni alternative.
Altrimenti si è soltanto diversamente ovini.

mercoledì 25 febbraio 2026

Diversi


Seguitemi in questo breve esperimento mentale.
Livello 1: l'evento casuale - Mettete per ipotesi che un individuo nasca con una leggera mutazione o variante genetica che come effetto ne cambi una delle cosiddette abilità "normali": l'udito, la vista, la deambulazione, la digestione, il pensiero, fate voi. Verrebbe etichettato, anche ufficialmente, come "diversamente abile".
Livello 2: la statistica - Assumete ora che di questi individui ve ne siano in media un certo numero, diciamo una frazione di punto percentuale sull'intera popolazione (per esempio: 0,00003%).
Livello 3: il cigno nero - Ora ipotizzate una catastrofe di genesi naturale o antropica: un mega asteroide, gli alieni, una guerra termonucleare globale, un virus sfiatato fuori da un laboratorio. Decidete voi, potete essere banali e mainstream o creativi e complottisti, basta che l'esito dell'esperimento mentale non cambi: la specie umana viene spazzata via, non solo dalla terra ma dall'intero universo.

martedì 24 febbraio 2026

Lavoro e parole


La pedante retorica sul lavoro da "difendere ad ogni costo" ha francamente rotto le balle. Non si capisce se questi matusalemme politici non si rendano conto del mondo in cui vivono o se se ne rendano conto ma facciano finta di continuare a vivere ai tempi della loro gioventù, perché della modernità non ci capiscono nulla. O peggio ne sono atterriti. 
Continuano a voler imporre il "dovere al lavoro" spacciandolo in modo subdolo per un sedicente "diritto al lavoro". "Ognuno ha DIRITTO ad AVERE un lavoro." Ripetono. Non vi fate ingannare, le parole sono importanti, e loro le usano bene, per manipolarci.
In realtà il lavoro non va AVUTO, il lavoro va FATTO. E il diritto è semmai un diritto ad un reddito, o comunque a una vita decorosa, non al lavoro fine a se stesso, a qualunque costo, anche se è un lavoro di merda, alienante, ripetitivo, noioso, macchinoso, degradante o addirittura pericoloso.
Quindi se il lavoro invece dell'uomo lo FANNO gli algoritmi e le macchine (leggi AI e robotica) va bene comunque, anzi va pure meglio, perché elimina degradazione e pericolo per le persone e aumenta la produttività e l'efficienza dei processi. Se insisti a voler far fare alla gente un lavoro che non serve più, non gli stai garantendo un diritto, gli stai imponendo un dovere. È la tua linea politica? Per me è follia, ma se ti prendi la responsabilità di chiamarla con il proprio nome, senza usare espressioni ingannevoli, fai pure.
Chiarito l'inganno del DOVERE al lavoro (quello che va AVUTO piuttosto che FATTO), veniamo al diritto. Quello vero, non il dovere travestito da diritto.

lunedì 16 febbraio 2026

IL DIBATTITO FARLOCCO SUI MOTORI


I partecipanti al dibattito sul futuro del trasporto privato si dividono per la grande maggioranza in due schieramenti: 1) chi vuole che ognuno continui a guidare la propria auto, tassativamente a idrocarburi e 2) chi vuole che ognuno continui a guidare la propria auto, purché sia elettrica. In entrambi i casi continuerebbero a lamentarsi perché non trovano parcheggio, perché ci mettono un'ora per fare pochi kilometri, per il traffico, i lavori in corso, i cantieri, gli incidenti, i pirati della strada, gli incapaci al volante, ecc.
Nessuna delle due alternative tra l'altro offre una soluzione definitiva al problema dell'inquinamento e del riscaldamento globale. La prospettiva di avere circa 10 miliardi di auto in circolazione, qualunque sia il carburante utilizzato, non può essere considerata in linea con una politica ambientale (e non solo ambientale) intelligente.
Alla gente non risulta chiaro - e ciò ha dell'incredibile - che il problema principale non è il tipo di motore, bensì il numero di automobili in circolazione. Partono tutti alla stessa ora, vanno tutti negli stessi posti, ognuno da solo a bordo della propria auto. Li guardo dal terrazzo con vista sulla circonvallazione e sinceramente mi fanno anche tenerezza. Sono tutti lì in colonna, a sbadigliare, ammazzare il tempo col telefono, bestemmiare, solitari nella loro scatola di latta, senza nemmeno qualcuno con cui poter chiacchierare. E si sorprendono se c'è traffico. Eh, ma la "passione per i motori"! Per carità, ognuno ha le proprie passioni, le mie sono indirizzate a obiettivi meno meccanici, se così si può dire. L'importante è imparare a non lamentarsi di un problema quando lo si sta contribuendo ad alimentare.
Ovviamente la colpa principale non è degli automobilisti. Loro sono come al solito pedine in mano a chi fa propaganda per qualche sinistro interesse. Se gli proponi come alternative solo le automobili private (che causano il traffico) o i mezzi pubblici (che vanno bene a molti, ma non a tutti) non puoi accusarli di fare le scelte sbagliate.
Io non sono nemmeno a favore di un controllo espresso sempre e comunque tramite obblighi e divieti. Basterebbe poter usufruire di tutte le soluzioni che la tecnologia ci mette a disposizione. In giro per il mondo funzionano già (e molto bene) sistemi di trasporto condiviso. Avete presente Uber? Beh, non è l'unica, a me è capitato di usare anche altri gestori come Grab, Bolt e Gojek. Il funzionamento è simile a quello delle consegne tramite "rider". Apri l'app, scegli la destinazione, il punto di raccolta, il tipo di mezzo e l'algoritmo ti trova dei veicoli in servizio nelle vicinanze.

venerdì 13 febbraio 2026

Allo stato brado in contesto urbano


Nei cosiddetti paesi in via di sviluppo mi capita spesso di vedere dei tipi di essere umano veramente originali. I più incredibili sono quelli che vivono praticamente allo stato brado, tuttavia in contesto urbano.
Seguono codici comportamentali e sviluppano tattiche di sopravvivenza che per noi irregimentati (qualcuno leggerà "civilizzati") sono totalmente estranei. Si comportano un po' come dei nomadi preagricoli, ma sfruttano tutte le possibilità che la modernità mette loro a disposizione.

giovedì 12 febbraio 2026

Neo-schiavismo


Sul problema dello schiavismo dei rider pensavo di non voler scrivere nulla, perché ha una soluzione talmente banale che non meriterebbe grosse attenzioni. Invece ho deciso di scriverne proprio per affrontare il motivo per cui tale soluzione non viene applicata.
Partiamo con la soluzione. Il costo totale della consegna deve includere una parte per il contributo del rider più alta di quella attuale. Molto più alta. E deve pagarla chi ordina.
Se non vuoi o non puoi farti da mangiare e preferisci il cibo del ristorante, ma al ristorante non ci vuoi andare, né per mangiarci né per ritirare il tuo pasto di persona, e ti aspetti che qualcuno ti effettui la consegna a casa, beh quel servizio devi pagarlo, perché chi lo eroga è lì per servirti, non per farti da schiavo.
L'esercente potrà farti un minimo sconto sul menù perché non occupi spazio in sala e non ti deve servire al tavolo, ma qualcuno deve pur lavorare per il confezionamento e la consegna del tuo pasto.
Il costo del rider lo paghi tu, e attualmente è troppo basso. Lo capisce anche un fesso.
Quindi perché un problema così banale non viene risolto?

venerdì 6 febbraio 2026

Le due prove


Secondo i sostenitori del negazionismo climatico non c'è prova definitiva (la famosa pistola fumante) che il riscaldamento globale, o per lo meno una sua porzione preponderante, sia antropogenico (cioè causato dall'essere umano). E ad essere rigorosi non hanno tutti i torti. Ci sono sicuramente molte indicazioni a supporto della tesi "apocalittica", c'è un grande consenso della comunità scientifica e gli andamenti delle grandezze misurate non sembrano rispettare quelli dei cicli climatici naturali. Ma si tratta di dinamiche che si sviluppano su scala enorme, con un insieme di variabili molte delle quali ci sono probabilmente ignote. Non sappiamo nemmeno se abbiamo sotto i nostri occhi l'immagine completa. E non è che puoi tagliare la testa al toro con un semplice esperimento in laboratorio.

TUTTAVIA non esiste nemmeno la prova contraria, cioè che la parte antropogenica del cambiamento non sia preponderante e non abbia conseguenze irreversibili.

La cosa più allucinante è che si consideri la prima delle due mancanze di prova più importante della seconda. Se il rischio di riscaldamento globale si sarà rivelato un falso allarme avremo fatto un po' di casino per nulla, ma saremo ancora qui a goderci la pacchia terrestre. Se invece si tratta di una prospettiva reale siamo potenzialmente fritti, arrostiti, saltati in padella, cotti al vapore. Scegliete pure la metafora che più vi piace, ma sempre di combustione si tratta.

membrane - di William Stabile

Pubblico qui sotto una poesia dell'amico William Stabile.

 

membrane 

decifra le notti

dove abortiscono i sogni

riallaccia sintassi

cercando il senso della storia

-minima

intreccia gli anni come anelli

che attraversano raccolte

sente i segnali sfuggire

eppure ricercare

percepisce ancora membrane

vibrare

leggere sfiorano

le pareti più intime del soffio

-pur sempre brade

bimbi nel cortile di una scuola

scuotono rami d’albero

 

mi compio sotto una pioggia di fiori di pesco

 

 

 

martedì 3 febbraio 2026

I bei tempi inventati


Che ci siano a tutt'oggi problemi di sicurezza nelle città italiane è innegabile.
Ma il paragone con i presunti fiabeschi anni '70, '80 e '90 è un falso storico. Lo si potrebbe anche archiviare come ridicolo, se non fosse utilizzato per biechi fini propagandistici.
Le ultime decadi del secolo scorso sono state segnate da ondate di fenomeni criminali di svariati tipi. Le strade non erano per nulla sicure, le proprietà private men che meno, per non parlare dei veicoli. Piazze centralissime e parchi pubblici in mano alla mala dello spaccio, dove dopo una certa ora era folle incamminarsi.
La situazione era quindi molto tesa, anche tralasciando problemi gravissimi come le organizzazioni mafiose al picco della loro potenza, racket, rapimenti, terrorismo di diversa matrice.
Personalmente ricordo quattro o cinque svaligiamenti a casa, auto rubate, non parliamo di biciclette, portafogli e documenti; mia nonna, così come molti altri anziani, trascinata a terra da due ceffi in motorino che le strapparono la borsa di mano; mia madre terrorizzata con i figli piccoli in una piazza trasformata in campo di battaglia tra celerini e manifestanti.

mercoledì 28 gennaio 2026

Polarizzazione come strumento di controllo


Okay, l'abbiamo già detto e ridetto, la società è sempre più polarizzata. Polarizzata su qualsiasi tema: politica, conflitti, sanità, ambiente, alimentazione, istruzione, economia. 
Ma perché succede questo? Io noto il seguente meccanismo. 
Il mondo per sua natura è complesso, molto complesso. Lo dimostra la traiettoria culturale che l'essere umano ha compiuto nel tempo per spiegare la natura stessa: animismo, religioni articolate, sistemi filosofici sofisticati, ricerca scientifica. La globalizzazione su vari livelli ha esacerbato il senso di confusione e impotenza degli individui, la maggior parte dei quali, incapace di gestire il crescente livello di articolazione, attende spiegazioni comprensibili a cui aggrapparsi. 
Qualcuno coglie in questo quadro nuove opportunità di controllo delle masse. Fornisce quindi interpretazioni semplificate, spesso al limite dell'infantilismo, comprensibili per tutti, un po' come le storie di Topolino. 
Bene, ma perché i due poli?

martedì 27 gennaio 2026

Polarizzazione


Il mondo è un luogo sempre più polarizzato. Polarizzato in svariati ambiti. Chiedersi quale dei due poli, qualunque essi siano, abbia ragione non ha alcun senso. 
La polarizzazione stessa, essendo una semplificazione infantile di un sistema che è invece estremamente complesso, esiste solo in una dimensione parallela, distaccata dalla realtà. I dibattiti dei polarizzati sono pura narrativa, hanno valore su un piano esclusivamente virtuale. In concreto, nel caso più fortunato sono inutili, ma più spesso risultano deleteri, perché causano perdite di tempo o portano all'adozione di misure inadeguate. 

lunedì 26 gennaio 2026

Complessità


È sempre più raro imbattersi in qualcuno che davanti alla complessità del mondo moderno ragioni con la propria testa, o che per lo meno ci provi. 
La gente in generale non ha tempo da perdere con certe analisi: dà un'occhiata veloce alle varie propagande disponibili...e decide semplicemente a quale aderire. 

domenica 25 gennaio 2026

Maiale

Non approvo il menù, ma il simbolo è giusto. Di fuori luogo nel "salotto" della città c'è solo l'ennesima noiosa polemica. Il fatto è che alla gente piace mangiare maiale pensando che maiale sia solo un nome, non l'animale.

venerdì 23 gennaio 2026

L'imprenditore


L'imprenditore di successo è colui che - giustamente - guadagna una barca di soldi perché fa qualcosa che in qualche modo arricchisce anche la comunità.

giovedì 22 gennaio 2026

Etichette


...che poi in politica le etichette non hanno più senso. Destra, sinistra, fascisti, comunisti, conservatori, progressisti. Tutti sono un po' tutto...e per il resto sono molto niente.

lunedì 19 gennaio 2026

Siamo uomini o automobilisti?


Mi stupisce sempre incontrare gente che si oppone a qualsiasi proposta atta a restituire al pedone - cioè l'essere umano - parte dello spazio usurpato dai veicoli - cioè macchine artificiali, che uccidono, avvelenano, assordano e invadono come bulli d'acciaio porzioni sproporzionate di aree che spetterebbero invece alla natura e alla comunità. 
Ma da che parte stanno? Sono nati con le gambe o con le ruote?

giovedì 15 gennaio 2026

Modalità diverse


La nostra società si va configurando in due gruppi sempre più chiaramente delineati: 
 1) i radiocomandati da decenni di propaganda di regime e...