giovedì 26 marzo 2026

La caccia farà schifo, certo, però...


Personalmente la caccia mi inorridisce. Il povero animaletto che si fa gli affari propri, programmato dall'evoluzione per recepire come segnali di pericolo l'avvicinamento di altri animali, suoni, odori, colori, mutamenti del meteo, colpito da un proiettile che nulla della natura, dentro o fuori di esso, poteva aiutarlo ad evitare, mi sembra la vittima di una vigliaccata immane. Specialmente al giorno d'oggi, quando non possiamo più campare la scusa della sopravvivenza per impallinare povere bestie indifese.
Mai quindi avrei pensato di spezzare una lancia a favore di tale pratica. Eppure...
L'accanimento contro i cacciatori, in effetti, mi sembra utilizzato in maniera strumentale, con funzione di capro espiatorio.
Mi spiego. Una società che comunque utilizza altri modi per uccidere, schiavizzare e sfruttare gli animali, che diritto ha di puntare il dito contro i cacciatori? Stanno sempre a citare il Vangelo. Come suona questa allora? Chi è privo di peccati scagli la prima pietra! 
La preda del cacciatore, nella maggior parte dei casi, ha vissuto il miglior tipo di vita possibile, secondo la propria natura, fino al momento in cui è stata colpita. E quello che subisce è un colpo di grazia, per lo meno quella è l'intenzione del tiratore.
Perché lasciare un pesce a soffocare, intrappolato nella rete o dentro un secchio, fuori dall'acqua, fino a che la morte per asfissia non sopraggiunge a graziarlo, sarebbe un crimine relativamente "più etico"? 
E l'animale che nasce in una gabbia sporca e ci rimane, in condizioni pietose, fino a quando viene portato al macello? Davvero la colpa di cui si macchia il cacciatore è più grave? 
In realtà chi si nutre di prodotti animali le bestie dovrebbe proprio essere costretto a cacciarle. Ci sarebbero vari vantaggi. Le persone si renderebbero conto che il macinato con cui fanno il ragù è in realtà un trito della gamba di un essere che hanno visto vivo nel suo ambiente naturale, non un semplice "ingrediente" astratto, comprato in pacchetti al supermercato del quartiere. Inoltre la gente mangerebbe carne quanto basta, visto che non la troverebbe sugli scaffali ma se la dovrebbe procurare con fatica. E poi sarebbe preferibile proprio per una questione morale: l'animale lo lasci vivere libero fino a quando ti prendi personalmente la responsabilità di ammazzarlo per pappartelo. Non lo fai soffrire inutilmente e sadicamente in una caraffa o in una cella. E nemmeno deleghi ad un sistema nascosto dietro le quinte il lavoro sporco. Lo fai tu.
Viene il sospetto che la campagna contro i cacciatori la alimentino proprio i colossi dei settore ittico o degli allevamenti. Per convincere la gente che i cattivi sono quelli che in realtà praticano l'attività meno nociva, e continuare ad arricchirsi con le loro pratiche eco-mafiose, spacciandosi pure per l'alternativa "meno crudele".
Mi tocca di nuovo citare Nietzsche, ma che volete farci, ha scritto più di cento anni fa cose che sono sempre attuali, e temo rimarranno attuali ancora a lungo. 
"La follia è molto rara nei singoli individui, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche, essa costituisce la regola".

mercoledì 25 marzo 2026

Tradizione


  • La tradizione è il risultato di una lunga sequenza di miglioramenti. Ed è essa stessa passibile di future migliorie.
  • La tradizione è come un segnalibro: serve a ricordarci a che punto siamo arrivati, non segnala la fine della storia.
  • La tradizione che adori come un feticcio immutabile ti è stata tramandata da una serie ininterrotta di generazioni, attraverso vari passaggi. Se ad uno qualunque di questi livelli qualcuno avesse pensato di essere arrivato al traguardo, ti sarebbe stato affidato qualcosa di più primitivo. Hai verso i tuoi discendenti il dovere, nonché la responsabilità, di lasciare aperte le porte al cambiamento, così come le hanno lasciate aperte coloro ai quali devi ciò che ti è stato consegnato in dono dal passato.
  • La tradizione è tanto, certo, ma non è tutto.
  • Le tradizioni di culture diverse non vanno mai messe in competizione: sono tutte complesse, articolate e sofisticate catene di adattamento a realtà circostanziate, fissate col primo anello allo stesso gancio, di cui ogni ulteriore inserto è un pezzo aggiunto ad un mosaico unico.
  • La tradizione può agire da freno sul presente o da acceleratore per il futuro: dipende solo dal pedale che tu hai deciso di premere.

lunedì 23 marzo 2026

I libri di storia del futuro


Ed ecco che per l'ennesima volta la nostra classe politica ci chiama alle urne per fare gratis il lavoro che dovrebbero fare loro, super stipendiati.
Un altro quesito per costituzionalisti rivolto agli elettori. Cioè il cuore della macchina dello stato dato in pasto ad un'equipe di profani, una parte dei quali soffre persino di una forma acuta di analfabetismo funzionale e non è in grado di comprendere un titolo di giornale che contenga più di cinque parole (tra l'altro anche questa è almeno in parte responsabilità della politica).
In parallelo ci tengono alla larga da questioni etiche o pratiche su cui anche un tizio con la quinta elementare tutto stadio e osteria riuscirebbe a formarsi un'opinione competente, che sia "Sì" o che sia "No": eutanasia, matrimoni tra persone dello stesso sesso, depenalizzazione della cannabis, introduzione di servizi tipo Uber e chi più ne ha più ne metta.
Un quesito referendario ideale dovrebbe puntare il più possibile al "sentimento politico" dell'elettore, non su sue presunte competenze in tema di giurisprudenza o di meccanica quantistica, e la risposta dovrebbe essere quasi immediata. Se io chiedo ad un passante in piazza: "Suicidio assistito: Sì o No?", "Matrimonio tra persone dello stesso sesso: Sì o No?, "Depenalizzazione della cannabis: Sì o No?", quella persona saprà quasi sicuramente darmi una risposta su due piedi, senza passare settimane a far finta di prepararsi per affrontare una domanda a cui non potrà comunque rispondere con piena cognizione di causa. Una classe politica (onestamente non mi sento nemmeno di fare troppe differenze tra gli schieramenti) che non prova nemmeno più vergogna nell'esporre in pubblico la propria incompetenza, l'inadeguatezza, i privilegi da casta e pure un pizzico di codardia davanti alle decisioni più importanti per il paese.
Io spero vivamente che i libri di storia del futuro li condannino duramente, come meritano. E che i nostri discendenti li conoscano per quello che sono stati, come a noi vengono presentati i peggiori imperatori, papi o tiranni del passato.
Personalmente mi sentirei pronto a maledirli dal più profondo dell'animo, se non fosse che non sono superstizioso e non credo che funzionerebbe. Chi lo è, lo faccia anche per me.

domenica 22 marzo 2026

Sequestro


Ci sono, oltre a noi, numerose specie che vivono in simbiosi con altre, o che cacciano per tirare a campare. Tuttavia non mi risulta che nessuna pratichi l'allevamento, per lo meno non di tante specie e così pervasivamente come lo pratichiamo noi.
Praticamente sequestriamo degli animali a scopo di schiavismo e sfruttamento, per fini alimentari, industriali o addirittura ludici. Ma non è che ci limitiamo a sequestrarne un certo numero di capi. No, noi sequestriamo intere specie, per tutte le generazioni a venire, e giocando pure a Duplo (il Lego è per i bimbi più maturi) con i mattoncini del loro genoma.
Probabilmente in passato questa pratica eco-mafiosa ci è risultata necessaria per sopravvivere e scalare la catena alimentare. Di sicuro necessaria non lo è più.
Eco-mafiosi per continuare ad esistere può anche andar bene. Così, tanto per sfizio, direi di no.

sabato 21 marzo 2026

La rottura di palle


Una delle più importanti lezioni impartiteci dai grandi del passato è quella del primato del dubbio sulle certezze.
Il culto del dubbio, però, è una rottura di palle. Ti costringe a stare sempre sul pezzo, a romperti il capo per cercare di capire, senza faziosità o superficialità, ogni argomento di discussione. Lo fai se l'attività ti appassiona. Non è un'attitudine adatta ai pigri mentali, agli eternamente indaffarati o ai fanatici monocorde.
Per questi risulta molto più semplice avere certezze granitiche a cui affidarsi, mentre dalla propria trincea sparano raffiche contro dei nemici immaginari. Ed è ancora meglio se tali certezze vengono fornite in pacchetti preconfezionati del minor numero di tipi possibile, preferibilmente due, così che chi vuole utilizzarle sa esattamente quale deve scegliere.
Anzi, non scegliere, raccogliere. La scelta è comodo farla una volta per tutte, abbandonandosi ad una o l'altra estremità di una società sempre più polarizzata. Da quel momento in poi sai sempre a chi ti devi rivolgere ogni qual volta ti serva il pacchetto adatto a te per interpretare ciò che succede.
Vedo gente molto preoccupata per come l'AI rischi di educare le persone a smettere di pensare. Ma come? Chi è appassionatamente curioso e ama il ragionamento, la ricerca e la comprensione, userà l'AI solo per le attività più meccaniche e meno interessanti. I pazienti affetti da sindrome della certezza polarizzata, invece, avevano già smesso di pensare da tempo. L'AI li aiuterà semplicemente a continuare a non ragionare, facendo anche meno fatica.

venerdì 20 marzo 2026

La cosa più importante


Oltre alla salute - evidente banalità - la cosa più importante che possediamo come individui è una caratteristica che potremmo definire un misto di reputazione, integrità ed onore. Fondendo i termini la chiameremo quindi "rep-eg-ore".
E, attenzione, quando dico "più importante", intendo dire più importante di denaro, proprietà, posizione sociale, conoscenze e qualsiasi altra cosa vi venga in mente, eccetto la già menzionata salute. È la moneta con cui acquisisci la fiducia degli altri. Secondo me questo viene prima di tutto.
Il resto, in caso venga perduto, può essere recuperato, magari parzialmente. La "repegore" no. È come la salute, anzi di più, è quasi come la vita stessa. Ne avete a disposizione solo una. Meglio ancora, la repegore è la migliore leva su cui fare affidamento per rimettere assieme le altre ricchezze eventualmente perdute.
È la cosa più importante che possedete: non la svendete, volontariamente, al primo offerente, per trenta sporchi denari.

giovedì 19 marzo 2026

Buoni e cattivi


Nello scacchiere internazionale non ci sono "buoni e cattivi". Esistono solo rapporti di forza, i quali, abbinati a minacce reali o percepite, ambizioni più o meno legittime ed opportunità latenti o improvvise, determinano relazioni di alleanza od ostilità.
In qualunque momento questo sistema dinamico e instabile può far apparire un soggetto "cattivo" e un altro "buono". Al successivo rimescolamento del mazzo, tuttavia, la situazione può ribaltarsi o essere totalmente stravolta.
Tenete a bada le vostre certezze: sono fortezze fatte di carte da briscola, con le fondamenta di burro. Basta la fiammella di una candela o un raggio di sole primaverile per farle crollare.