Brandelli di un mondo bizzarro
Qui non troverete le pagine di un diario di viaggio, né elogi a luoghi fantastici o cronache di memorabili incontri. Questa è una raccolta di storie, pensieri, immagini. Ma soprattutto di stranezze, che per altri magari sono normalità. Perché per osservarle, queste bizzarrie, sono necessari filtri speciali: stramberia, cinismo, pignoleria, testardaggine, isolamento, impudenza, curiosaggine, nerdismo. Difetti che modestamente, in varia misura, questo individuo seminomade possiede un po' tutti.
giovedì 12 marzo 2026
Un po' di satira
Leggo di retate delle forze dell'ordine a seguito delle quali alcuni cittadini, non per essere stati beccati alla guida sotto l'effetto di cannabis, bensì per essere stati trovati in possesso di modiche quantità della sostanza, sono stati denunciati come consumatori. Ben fatto! C'era proprio bisogno di un bel giro di vite per questi DROGATI!
"Ma è una sostanza leggera..." ripetono piagnucolando 'sti cazzo di diversamente tossici! Leggera un paio di palle! Lo sanno tutti che se fai un tiro di spino sei spacciato, il tuo futuro è scritto, anzi iniettato, calato, sniffato, verso il disastro delle tossicodipendenze. È arcinoto che chi precipita nel burrone delle droghe pesanti è stato condannato dal quel tiro di canna, e non dai litri di vino, birra e spritz che si è fatto fino ad allora.
L'alcol è parte della nostra tradizione. È buono, nutriente e sano come tutto ciò che appartiene alla nostra gamma culinaria: le salsicce, il tiramisù o la pasta ai quattro formaggi, per esempio. Okay, magari queste pietanze non sono proprio sanissime, ma ci siamo capiti. Il vino e la grappa li conosciamo, sono nostri amici di vecchia data, come possono farci male? Danni al fegato? Pfui, semmai l'alcol il fegato lo fortifica! Cancro? Ma dai, è vino, mica amianto!
La marijuana invece è un intruso recente, come l'hummus, il the verde o la spirulina che, come si sa, non essendo parte della nostra tradizione, fanno sicuramente male! Perché tutto ciò che facciamo noi è nobile, e quel che viene da fuori è il male assoluto. È risaputo che le culture progrediscono al meglio quando sono isolate e impermeabili, non quando cooperano, si compenetrano e si integrano. Pomodori, patate e peperoni ringrazino la caduta in prescrizione del reato di immigrazione illegale, altrimenti anche quegli ortaggi extracomunitari farebbero la fine che si meritano!
Ma poi questi sprovveduti cosa avevano in mente quando andavano in giro con mezzo grammo di indica in tasca? Robe da ergastolo, anzi da manicomio! Rischiare di giocarsi la fedina penale per una mezza cannetta quando potrebbero starsene tranquilli e protetti dalla legge - illuminata, giusta e magnanima, sempre sia lodata - a sorseggiare bicchierini di scotch in una cantina stipata di whiskey a sufficienza per placare la sete di un reggimento di beoni scozzesi? POLLI!
Per non parlare degli effetti poi. Vuoi mettere un gruppetto di individui che si passano uno stroppone, col sorriso ebete stampato sulle facce da viziosi, mentre blaterano inermi ascoltando musica, pensando autonomamente all'interno dei confini della propria mente, con una bella brigata di ubriaconi allegramente molesti e virilmente attaccabrighe che guardano schiumando una partita di calcio in TV?
E le condizioni del giorno dopo, ne vogliamo parlare? Quelle emozioni che ti dà l'alcol - il sonno spezzettato, il cerchio alla testa, la disidratazione, i contorcimenti interni - con il THC o il CBD te le puoi scordare! Eppure mica ti fanno lo sconto per il pacchetto incompleto. Furbi loro!
Poi mi vengono a raccontare che in alcuni stati si usa la cannabis persino per gestire i sintomi di patologie psichiatriche, neurologiche o altro. Ma per chi ci hanno preso? Usare piante o estratti per curare le malattie? Ma quando mai? hahahaha
Lasciate perdere ragà, la cannabis è una truffa, quel che promette è troppo bello per essere legale.
No, aspettate, volevo dire...troppo bello per essere vero.
mercoledì 11 marzo 2026
Brutta bestia
L'autocompiacimento, specialmente quando ne è oggetto la propria attitudine nei confronti di usi, costumi o idee radicate nella cultura di appartenenza, è una brutta bestia.
Ci porta ad affermare o fare cose contro i nostri stessi interessi, a vantaggio di qualcuno che è spesso più ricco e potente di noi.
Ci convince a fare gratuitamente della propaganda a favore di chi ci danneggia traendone beneficio.
Un giorno ce ne pentiremo, inevitabilmente, amaramente e irrimediabilmente.
La cosa più assurda e che già lo sappiamo, ma ce ne freghiamo.
giovedì 5 marzo 2026
La raccolta delle ciliegie
Il clima di polarizzazione che caratterizza ormai qualsiasi dibatto ha spazzato via anche le ultime tracce del metodo testé delineato.
Le nuove linee guida, utilizzate sia da profani incialtroniti con cattedra al Bar Centrale sia, purtroppo, da molti addetti ai lavori, si sono ormai consolidate così: 0) se non hai la conclusione già pronta, non inizi nemmeno la ricerca, 1) semplifica la complessità polarizzando il problema col più ridicolo manicheismo di cui sei capace, 2) decidi per quale polo fare il tifo in base alla conclusione di partenza, quella del punto 0, 3) cerca le fonti che corroborano la tua posizione totalmente arbitraria fottendotene con brio di approfondirne la veridicità e l'attendibilità, 3) scarta quelle che ti stanno antipatiche, per nessun altro motivo se non appunto il fatto che ti stiano antipatiche, e 4) ribadisci quindi la conclusione a cui eri d'altra parte già arrivato all'inizio, cioè al punto 0.
Potrebbe sembrare paradossale che una conclusione sia confezionata fin dall'inizio (il punto 0) e pure che serva fare tutto quel lavoro per andare dal punto di partenza al punto di partenza (di nuovo il punto 0): tu fidati, nell'ambito del paradigma polarizzato è dimostrabile empiricamente che questa tattica funziona alla grande.
Ci sono poi delle tecniche accessorie che possono tornarti utili: insulti, urla, ricatti morali, cambi di argomento mirati, paragoni tirati per le orecchie. Ce ne sono una marea, prova a chiedere a chatGPT. Anzi, se non hai tempo per il fastidioso iter proposto, puoi chiedere al tuo agente AI preferito di darti proprio la conclusione che cercavi, con tanto di fonti spazzatura allegate.
lunedì 2 marzo 2026
Riappropriazione
Restarsene soli, isolati, lontani,
sfondare le mura della propria cultura
e in terra di nessuno piantata la tenda,
osservare, pensare e riconfigurare,
può svelare quanto, davvero tanto,
di ciò in cui crediamo e che tramandiamo
sia calcolato frutto di plagio sociale
vilmente inflitto in età infantile.
venerdì 27 febbraio 2026
La rivincita degli umanisti
Un paio d'anni fa, quando il dibattito sull'AI divampava solo in certi ambienti e non era ancora globale, lessi un'affermazione che mi fece riflettere molto. Non ricordo dove la trovai, ma non voglio comunque proporla come se fosse mia.
Recitava più o meno così: "L'unica professione che resterà inattaccata dall'attuale rivoluzione tecnologica è quella dell'esperto di etica." Sì, avete letto bene, esperto di etica, sto parlando proprio dei filosofi morali.
Infatti l'unica cosa che dovremo continuare a fornire agli agenti AI, senza che se la smazzino da soli, sarà il perimetro morale all'interno del quale dovranno muoversi: le tavole dei comandamenti, un manifesto, il regolamento. Il resto potranno farlo da sé.
Quand'ero ragazzo si diceva: "Ma vai a studiare ingegneria, medicina, economia, giurisprudenza, per lo meno fisica o scienze politiche, che così un lavoro lo trovi. Che cazzo fai filosofia a fare? Vuoi finire disoccupato a fare conferenze per avvinazzati in osteria?"
Ed eccoci qua. Il conferenziere per ubriaconi, quello che per passione scelse la facoltà "perdente", sarà il nuovo super dirigente con buonuscita milionaria. E noi intelligentoni che abbiamo conseguito le lauree "giuste" dovremo sperare che il reddito universale non sia soltanto una mancetta da fame.
giovedì 26 febbraio 2026
Scetticismo
È giusto lo scetticismo verso le versioni ufficiali,
a patto che sia rivolto anche alle versioni alternative.
Altrimenti si è soltanto diversamente ovini.
mercoledì 25 febbraio 2026
Diversi
Seguitemi in questo breve esperimento mentale.
Livello 1: l'evento casuale - Mettete per ipotesi che un individuo nasca con una leggera mutazione o variante genetica che come effetto ne cambi una delle cosiddette abilità "normali": l'udito, la vista, la deambulazione, la digestione, il pensiero, fate voi. Verrebbe etichettato, anche ufficialmente, come "diversamente abile".
Livello 2: la statistica - Assumete ora che di questi individui ve ne siano in media un certo numero, diciamo una frazione di punto percentuale sull'intera popolazione (per esempio: 0,00003%).
Livello 3: il cigno nero - Ora ipotizzate una catastrofe di genesi naturale o antropica: un mega asteroide, gli alieni, una guerra termonucleare globale, un virus sfiatato fuori da un laboratorio. Decidete voi, potete essere banali e mainstream o creativi e complottisti, basta che l'esito dell'esperimento mentale non cambi: la specie umana viene spazzata via, non solo dalla terra ma dall'intero universo.
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