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Disegno sinistro - parte sesta: la follia collettiva


Trovate le altre puntate della saga "Disegno sinistro" seguendo questo link.

Il disegno sinistro ha però anche un effetto collaterale che, chissà, potrebbe persino giocare a sfavore di chi lo causa.
Gli italiani, ma forse non solo loro, stanno progressivamente e inesorabilmente scivolando in un baratro di follia collettiva. Vivono ormai in un mondo virtuale in cui credono di essere coinvolti e impegnati in lotte sempre più lontane dalla trama delle loro vite, crisi di cui conoscono solo ciò che la propaganda rifila loro, a qualunque fazione si ispirino.
Un tempo litigavano per la recinzione in comune col vicino, per il prezzo delle uova, per la manutenzione della caldaia. Ora si trovano in piazza e si mandano in culo in nome di paesi, popoli ed eventi lontani.
Per non parlare del tempo e dell'energia che impiegano gratuitamente, accettando acriticamente le direttive di parte, quando per richieste più ragionevoli e retribuite non esitano a mostrare il dito medio al proprio datore di lavoro.
Davvero incredibile la potenza della propaganda, la minuziosità del lavaggio del cervello impartita.
Goebbels sembrava uno sfigato che senza l'ascesa del nazismo sarebbe stato destinato all'oblio. Ma è incredibile la quantità di talento, anche maligno, che le vicende storiche possono lasciare sotterrata o portare alla luce in maniera assolutamente arbitraria.
Li hanno sconfitti i nazi, certo, ma alcune loro tecniche se le sono studiate minuziosamente.

Il disturbo patologico


Non capirò mai cosa animi quelle persone che hanno già tanti soldi e continuano a volerne accumulare.
Credo sia un disturbo patologico, perché non ha alcun senso razionale o pratico.
Per me i soldi portano un unico grande vantaggio: il non doversi più preoccupare di farne. Potersi finalmente dedicare a tutto il resto. Cioè la parte bella della vita. 

P.S. Mi riservo di confermare il tutto quando avrò finalmente scavalcato la soglia della povertà.

Accettare il caos


Le persone fanno fatica ad accettare l'elusività di una realtà estremamente complessa, globalizzata e interconnessa, dove un evento apparentemente minore che ha luogo in un oscuro punto del mappamondo possa stravolgere le loro comode vite a migliaia di chilometri di distanza.
Tendono quindi a prediligere spiegazioni che sono al contempo semplici da comprendere e affascinanti da seguire. Un po' come la trama di un blockbuster hollywoodiano, quando invece il modello cinefilo simbolicamente più adatto sarebbe quello dei drammi esistenziali da cinema d'essai.
Le più tipiche tra queste spiegazioni contemplano piani di controllo delle masse monolitici, operati da un piccolo gruppetto di individui super potenti, tutti d'accordo tra loro, per fottere noi miliardi di poveri pedoni.
La realtà ovviamente è più simile ad un groviglio caotico, in cui si intrecciano numerosi schemi di controllo, potentati, mandarinati, eventi casuali, opportunismo, intuizioni, visioni, errori, colpi di culo, rapporti di forza. È un po' la traslazione su un livello globale di ciò che ci accade quotidianamente nelle nostre piccole e insignificanti vite. Siamo noi stessi dei minuti nodi di un grafo estremamente complesso, lo constatiamo di persona ogni singolo giorno: come possiamo pensare che l'intero mondo sia invece semplificabile con una narrativa da cartone animato giapponese?
Più riesci ad accettare, comprendere e gestire il caos, più resti coi piedi ancorati a terra e hai possibilità di rimanere a galla. Seguendo le teorie del piano supremo ti perdi invece in una realtà virtuale-parallela che può facilmente tramutarsi in un vero e proprio manicomio.
Il mio consiglio: stanne fuori. Meglio confusi che impazziti.

Disegno sinistro - parte quinta: la traslazione


Trovate le altre puntate della saga "Disegno sinistro" seguendo questo link.

Ma poi notate: le polarizzazioni che funzionano meglio nel contesto della "matrix" sono proprio quelle "traslate".
Gli esempi sono i soliti. Ci sono due popoli che combattono una guerra vera, a migliaia di chilometri da qui. E parallelamente da noi si sviluppano due fazioni, per l'appunto "traslate", che simulano un conflitto le cui radici, motivazioni e ideali appartengono a ecosistemi totalmente estranei al nostro e per ciò difficilmente comprensibili nei loro più minuti dettagli culturali e anfratti antropologici. Questi sono gli elementi della contesa più reconditi e ancestrali, e proprio per questo i più fondamentali. Tale inafferrabilità è la ragione per cui tutta la questione viene semplificata in maniera banale, patetica e tristemente ridicola.
Lo stesso succede per altre questioni, traslate su dimensioni diverse da quella spaziale: fascismo e antifascismo sulla dimensione temporale, virus e vaccini su quella scientifica, capitalismo e comunismo su quella economica.
Ciò che rende queste polarizzazioni efficaci è proprio l'elusività dei temi, lontanissimi dagli ambiti concreti della vita delle persone che vi abboccano, e quindi persistenti in quanto non direttamente verificabili.
Il motto ormai è noto: "Lascia che i polli si azzuffino su questioni traslate. Sarà poi facile fotterli nel loro contesto più intimo."

Grigia periferia


Grigia periferia
Lampade al neon
Pioggia fine
Gelido vento
Pozzanghere untuose
Vetri appannati
Cartoni bagnati
Suole zuppe
Passi svelti
Cicche ciacche
Alito umido
Naso chiuso
Corvi in posa
Blatta spiaccicata
Poster slavati
Semaforo spento
Zebrate sbiadite
Aiuola scarna
Ombrello divelto
Cigolio di cardini
Zerbino liso
Lume intermittente
Impronte melmose
Scalini concavi
Corrimano lucido
Puzza di muffa
Chiavistello arrugginito
Strattone alla porta
Luce fioca
Piatti sporchi
Pantofole sfondate
Tendina strappata
Gocce sulla finestra
Mezza boccia di rosso
Avanzi di frittata
Pane raffermo
Moka annerita
Doccia che perde
Dentifricio rappreso
Letto sfatto
Libro ingiallito
Falena che sbatte
Occhi pallati
Lucida insonnia
Spunta l'alba
È già lunedì

Cronaca nera


Il vero squallore sta da parte dei media nel dare in pasto al pubblico tragedie come se si trattasse di telenovelas.
E da parte del pubblico nel predarle come se fossero blocchi di carne gettati nella gabbia delle tigri.
Una cosa disgustosa. Sia da parte dei media sciacalli, sia da parte dei cittadini morbosi.
Porco mondo, che schifo.

Sveglia!


Non è che se scrivi "Sveglia!" alla fine della frase trasformi la cazzata che hai testé sparato in una genialità.
Resta una cazzata, seguita da "Sveglia!"
Quindi, facendo bene i conti, fanno due cazzate: 1) quella che hai scritto prima di "Sveglia!" e 2) "Sveglia!
P.S. Sveglia!