venerdì 20 marzo 2026

La cosa più importante


Oltre alla salute - evidente banalità - la cosa più importante che possediamo come individui è una caratteristica che potremmo definire un misto di reputazione, integrità ed onore. Fondendo i termini la chiameremo quindi "rep-eg-ore".
E, attenzione, quando dico "più importante", intendo dire più importante di denaro, proprietà, posizione sociale, conoscenze e qualsiasi altra cosa vi venga in mente, eccetto la già menzionata salute. È la moneta con cui acquisisci la fiducia degli altri. Secondo me questo viene prima di tutto.
Il resto, in caso venga perduto, può essere recuperato, magari parzialmente. La "repegore" no. È come la salute, anzi di più, è quasi come la vita stessa. Ne avete a disposizione solo una. Meglio ancora, la repegore è la migliore leva su cui fare affidamento per rimettere assieme le altre ricchezze eventualmente perdute.
È la cosa più importante che possedete: non la svendete, volontariamente, al primo offerente, per quaranta sporchi denari.

giovedì 19 marzo 2026

Buoni e cattivi


Nello scacchiere internazionale non ci sono "buoni e cattivi". Esistono solo rapporti di forza, i quali, abbinati a minacce reali o percepite, ambizioni più o meno legittime ed opportunità latenti o improvvise, determinano relazioni di alleanza od ostilità.
In qualunque momento questo sistema dinamico e instabile può far apparire un soggetto "cattivo" e un altro "buono". Al successivo rimescolamento del mazzo, tuttavia, la situazione può ribaltarsi o essere totalmente stravolta.
Tenete a bada le vostre certezze: sono fortezze fatte di carte da briscola, con le fondamenta di burro. Basta la fiammella di una candela o un raggio di sole primaverile per farle crollare.

mercoledì 18 marzo 2026

Pace e guerra


  • Quando scoppiano guerre si può essere preoccupati per la sorte delle povere vittime innocenti e soprattutto, se il teatro delle operazioni belliche è relativamente vicino, per la propria sicurezza. 
    Molti italiani, che sono sempre all'avanguardia, pur essendo relativamente vicini al putiferio hanno deciso di essere in ansia esclusivamente per il prezzo della benzina.
    Se l'acqua - anzi il kerosene - toccasse il culo capirebbero finalmente quali sono i veri disastri causati dai conflitti.
    Speriamo che restino nella loro beata ignoranza, dato che vicino ai loro culi ci sono pure i nostri.
  • Sarebbe già qualcosa se gli "strateghi con le guerre degli altri" la smettessero di nascondersi dietro alla parola "pace" quando stanno semplicemente sperando che vinca il loro beniamino.
    La pace, quella che non contemplando confronti armati non prevede vincitori o vinti, non è un ideale astratto per francescani o buddhisti: è una situazione concreta necessaria per vivere una vita degna di questo nome.
    La pace è l'unico obiettivo sensato della realpolitik.
  • Ma forse il vero valore della pace lo comprendono appieno solo i popoli o le generazioni che hanno vissuto la guerra.
    Ecco perché dopo ottant'anni senza belligeranza agli europei ricominciano a prudere le mani e invece che essere inorriditi dalla prospettiva di un conflitto fanno il tifo per questo o quel guerrafondaio.
    Quando si dà per scontata quella che invece è una preziosa conquista, si schiudono cripte dimenticate in angoli impolverati della nostra psiche, da cui riaffiorano come mostri dei sinistri impulsi ancestrali.
  • Tuttavia questi tragici eventi a qualcosa servono: finalmente si impara un po' di geografia.
    Hormuz e Kharg sono nomi impegnativi, per carità, ma la differenza tra Mar Rosso e Golfo Persico, almeno quella, forse è finalmente chiara.



Passo d'uomo


Vi siete mai chiesti perché, non appena utilizziamo un mezzo di locomozione, anche semplicemente un cavallo, una carrozza o una bicicletta, le probabilità di avere un qualunque incidente aumentano, mentre sono praticamente nulle quando camminando ci imbattiamo in altri pedoni?
Se la risposta vi sembra banale probabilmente non è quella esatta.
La spiegazione, come spesso accade, è data dal meccanismo evoluzionistico, che ha modellato il nostro corpo e la nostra mente per gestire eventi che hanno luogo alla nostra velocità naturale: il passo d'uomo. A qualsiasi velocità superiore a quella, accadono eventi che il nostro sistema non è progettato per gestire.
Un'esperienza dinamica totalmente naturale può quindi essere goduta solamente in posizione eretta, camminando. La bici è molto meglio dei veicoli motorizzati, certo, ma è tuttavia meno naturale della camminata.
Se volete entrare in simbiosi con la natura che vi circonda, sintonizzati sulla configurazione più naturale possibile del vostro sistema, allacciatevi le scarpe e andate a camminare.

martedì 17 marzo 2026

Evoluzione della disinformazione


La disinformazione è una tecnica che hanno utilizzato tutti. Chi comanda, chi si ribella, alleati, nemici, religioni, lobby, sette, aziende, mafie, narcotrafficanti.
Da sempre.
Poi è arrivato il primo colpo di scena.
Proprio quando si pensava che uno strumento come il web potesse rendere l'informazione più distribuita e quindi più facile smascherare i soliti noti, è avvenuto il contrario: sfruttando la nuova tecnologia, molti altri soggetti sono entrati nel meccanismo disinformativo. Anche a titolo individuale. Spesso al servizio di un referente, ma a volte addirittura per nient'altro che tornaconto personale.
Siamo arrivati al punto in cui si fa fatica a dare ascolto a chicchessia, e bisognerebbe restare scettici nei confronti di qualsiasi tipo di informazione, ad eccezione di quelle che raccogliamo in prima persona coi nostri sensi.
Ed ecco il secondo "coup de théâtre".

lunedì 16 marzo 2026

Fazionalismo sistemico


Le fazioni politiche in Italia non si dedicano tanto ad avanzare proposte quanto a criticare sistematicamente l'operato degli avversari.
E i cittadini, a seconda del polo che hanno scelto in maniera arbitraria, trovano fondate le critiche verso gli "altri" e inaccettabili quelle dirette alla propria fazione. È un atteggiamento assurdo, che però viene adottato dalla gente come se fosse un dovere marziale, superiore, insindacabile.
In realtà la maggior parte delle critiche, verso qualunque fazione, hanno un fondo di verità.
Ed è altrettanto vero che, se non accompagnate da proposte ispirate a una visione lungimirante, sono totalmente improduttive.
Tra l'altro una critica al proprio operato è un favore gratuito fatto dall'avversario, e potrebbe essere utilizzata in maniera machiavellica per correggere il tiro e sconfiggerlo.
Purtroppo di geni come Machiavelli in Italia, ahimè, non ne nascono più da tempo.

venerdì 13 marzo 2026

I puntini


Oh, ma quelli che per spiegare ogni focolaio di conflitto puntano il dito indignati contro il petrolio, gli USA e le sette sorelle (e spesso hanno ragione), e che poi si incazzano come belve se osi mettere in dubbio il folle modello "Un'automobile a idrocarburi per ciascuno, anzi due, o anche tre!", mi chiedo, i puntini si limitano a fissarli inebetiti o li sanno anche unire?