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Visualizzazione dei post da gennaio, 2014

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Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Le cose fatte col culo (segnali buffi al Terminal 21) - Bangkok, Thailandia

L'ultimo grande centro commerciale installato nel cuore di Bangkok si chiama Terminal 21. 21 dal nome del soi di Sukhumvit che gli sta accanto e Terminal perché il tema del complesso è quello degli scali aeroportuali: Londra, Roma, Parigi, Tokyo, San Francisco, Istanbul...

L'idea non è malvagia e la struttura deve essere costata molto. Lo si vede dai dettagli dell'arredamento, delle decorazioni e persino dai bagni, dove sono stati installati i fantastici cessi computerizzati giapponesi.
Sono rimasto quindi molto sorpreso quando al piano dedicato a Roma ho scoperto alcune cialtronate su quelle che dovrebbero rappresentare delle indicazioni stradali.

Insomma, hanno fatto una Sacher torte deliziosa...e poi hanno deciso di glassarla con la cacca.

Ecco le foto:


A parte che una Piazza di Roma a Roma avrebbe poco senso, c'è da notare il dettaglio in romanesco: Piazza DE Roma...AOHHH!
Eh beh, che ci vuoi fare: se la frase intera non ci sta devi per forza andare a capo...
Non Via Frattina ma Via Fratting. Sì certo, forse a Berlino, o a Londra...

Shutdown Bangkok, restart Thailand

Sono stato a Bangkok durante le manifestazioni di protesta. Sia quando i dimostranti erano accampati nella zona del Monumento alla Democrazia, in attesa, sia quando hanno deciso di marciare verso il centro per bloccare gli incroci principali e paralizzare la città. All'operazione hanno dato un nome hi-tech: shutdown Bangkok. Lo slogan completo in realtà è Shutdown Bangkok, restart Thailand. Niente male come gioco di parole, credo ci sia lo zampino di qualche agenzia di marketing.

Ho scattato varie foto, in zone e momenti diversi.

Quelle scattate prima dello shutdown:

Saltellare sulle facce dei nemici politici (Monumento alla democrazia)
Notte prima della rivoluzione (Monumento alla democrazia) 
Countodown to shutdown (Monumento alla democrazia)

E quelle scattate durante lo shutdown:

Accampati (Pathumwan)
Chiudere lo skytrain? No, preferiscono bivaccarci sotto... (Pathumwan) 
Al centro commerciale (Central World)
Cioccolatini italiani nel mezzo di una rivoluzione thailandese: opportuni come una merda su una torta di compleanno (Central World)
Sembra che qualche kwai (bufalo d'acqua, cioè stupido in gergo thailandese) sia stato invitato a levarsi dalle palle (Chit Lom)
Cl-ASOK-strofobica (Asoke)
Una manifestante (Panfa Lilat) 
Vittoria! O almeno è quello che sperano loro... (Monumento alla Vittoria)

Giustizia sommaria - Bangkok, Thailandia

Il 2013 sfumava via indifferente e io mi ritrovavo impietrito a osservare una banda di giustizieri che linciava un tizio in pubblico, dopo averlo pescato a rubare una maglietta, o qualcosa del genere. Mentre era steso a terra, privo di sensi, forse già morto, qualcuno gli si è avvicinato e gli ha pestato il cranio sull'asfalto col tallone un altro paio di volte. Alzando bene il ginocchio e mettendoci tutta la forza che aveva. La testa traballava sul suolo in maniera peculiare, come una noce di cocco presa a colpi di machete. Sono quindi arrivati due poliziotti, gli hanno controllato il polso, non ci hanno capito un granché, lo hanno ammanettato e l'hanno portato via. Sì, proprio così, lo hanno ammanettato: in fin dei conti un ladro resta pur sempre un ladro, anche se può sembrare defunto. I giustizieri invece si sono allontanati con fierezza. Ovviamente impuniti.

Io sapevo che il ricordo delle immagini, dei colpi, delle espressioni, dei suoni mi avrebbe perseguitato per giorni. Lo sapevo, ma come al solito non c'è stato nulla da fare: non volevo guardare, eppure ho dovuto guardare. Quella di qui è una violenza che ti ipnotizza prima ancora di scioccarti. E io mi sono ritrovato come il personaggio di un cartone animato davanti al pendolo, con gli occhi che girano, a forma di spirale, a sciropparmi tutto lo spettacolo. Per quanto mi riguarda, questi eccessi di violenza sono come quelli di peperoncino, dopo tanti anni di viaggi ne sono ormai sicuro: non mi ci abituerò mai. Nel frattempo mi rendo conto che l'amico I, animo gentile, l'ha presa persino peggio di me.

Auguri di buon anno a tutti voi, io vado a bermi qualcosa per lavarmi via uno sgradevole retrogusto acido che mi è rimasto in bocca.

Come dice Cormac McCarthy...non è un paese per vecchi.

PS questo potevo pubblicarlo soltanto così, senza foto, testo ruvido su sfondo monocolore. Qualsiasi altra immagine, tinta, allusione sarebbe stata insopportabile.