Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2025

Entra da qui

Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Geopolitica per noi fessacchiotti - Lezione 1: Divide et impera.

Vi consiglio di leggere l’introduzione motivazionale, prima di addentrarvi tra le righe della prima lezione. La potete trovare cliccando qui. Probabilmente i temi trattati vi risulteranno comunque difficili da elaborare, visto il lavaggio del cervello che abbiamo subito per anni. Almeno però avrete chiaro l’ambito della discussione.

Cominciamo l’analisi con una domanda. È meglio per un soggetto geopolitico controllare mezzo mondo o nulla? Non è difficile dai, neanche per dei fessacchiotti della geopolitica come noi: è meglio controllare mezzo mondo. Sì, certo, avere sotto controllo il mondo intero sarebbe meglio che controllarne mezzo, però se la storia ha piazzato sulla scacchiera due giocatori dalla forza equivalente non ti resta che accontentarti di mezzo mondo. Che non è poi male, comunque.
Abbiamo stabilito così il primo punto fisso della nostra teoria, che a me sembra semplice, ma assicuratevi di averlo compreso a fondo, altrimenti ciò che segue vi risulterà piuttosto oscuro.

Poniamo ora un’altra domanda.

Vale la pena rischiare di perdere la metà del mondo che si controlla, tutta o in parte, per cercare di accaparrarsi anche l’altra? Di nuovo, non occorrono esperti di teoria dei giochi, psicologia o strategia militare per capire che la risposta è no. Meglio tenersi la propria metà, lasciando al presunto nemico la sua. Siate certi di aver digerito anche questa conclusione parziale, prima di procedere. Non vedo come potreste cavare un ragno dal buco, altrimenti.

Visto che quanto detto sopra vale per entrambi i giocatori, da dove possono arrivare quindi i pericoli? Da parti terze, ovviamente. E queste parti terze devono stare necessariamente all’interno delle due aree di controllo, visto che queste coprono praticamente tutto il globo. Come fare dunque per evitare che qualcuno alzi la testa e disturbi lo status quo? La tattica migliore, da millenni a questa parte, risulta essere quella che i romani chiamavano "Divide et impera". Fai in modo che la sudditanza si spacchi in due e impieghi tempo, energie e risorse confrontandosi. Di conseguenza non ne avrà a sufficienza per ribellarsi ai rispettivi sovrani. Ed ecco che i fessacchiotti si dividono in pro o anti USA, pro o anti Russia. Leggono le fonti mainstream o quelle anti-mainstream. In altre parole: spazzatura mediatica di tipo A e spazzatura mediatica di tipo B. Quindi a qualunque fonte ci si abbeveri, sempre acqua intossicata si ingerirà. Tutti strumenti funzionali ai due pseudo imperi, i quali in realtà sono due componenti dello stesso macro impero, chiamiamolo "Macro Villano Impero", che governa col pugno di ferro su tutto il globo. Esempi di ribellioni schiacciate col tallone rinforzato dei tank e dell’aviazione dai due pseudo imperi ne abbiamo a bizzeffe, sia in epoca di guerra fredda sia nel periodo successivo, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ah, se per caso vi steste chiedendo a chi si rivolga questo post, beh, si rivolge a noi, a voi, a te, a me.
Therefore, send not to know
To whom this post talks,
It talks to thee.


Geopolitica per noi fessacchiotti - Intro motivazionale

Non capisco come possiate ancora dividervi tra simpatizzanti di USA o Russia. Due imperi di merda che dal 1945, ma anche prima, rompono i coglioni a tutta l’Europa e a tre quarti del resto del mondo. Il divide et impera lo formalizzarono i romani, ma esisteva già da un po’, e lo conosciamo da millenni. MILLENNI! Eppure niente da fare: i somari non hanno ancora capito un pene e continuano a scalciarsi sui testicoli.
Sono anni, ANNI!, che ho le bacheche social piene di interventi a favore dell’uno o dell’altro impero del male. Sembra di vivere costantemente un lunedì post-derby reiterato all’infinito. Purtroppo però non si tratta di calcio.
Ma vi pagano la CIA e l’FSB? Quando cazzo vi svegliate e capite quali sono i vostri stessi interessi, porcozzio?


Ricette per la serenità, capitolo 1: l'ambito di controllo diretto.

La ricetta per la serenità è facile, e ha radici antiche. Il concetto è semplice. La logica inattaccabile, in quanto banale. Eppure la applicano in pochi. Gli altri, quasi tutti quindi, passano le giornate al lavoro, al ristorante, al bar, in piazza o a casa, ad azzuffarsi su argomenti di cui in realtà non sanno nulla e che non sono direttamente collegati alle loro vite. E lo fanno con la foga di chi sta difendendo ciò che più gli è caro.

Cerchiamo di spiegarci meglio.
Ti imbatti in una teoria, un’ipotesi, un sospetto di carattere globale. Diciamo in ambito geopolitico, finanziario, sociale. Okay, può essere che tale teoria sia azzeccata. O magari no. Riesci a confermarla o a smentirla senza uscire dal tuo ambito di controllo diretto? Se la risposta è sì, allora confermala o smentiscila. Se invece è no, mi spiace, ma insistendo nel sostenerla stai sprecando tempo ed energia, inoltre ti stai probabilmente coprendo di ridicolo.

Facciamo un esempio.
Qualcuno sostiene che nella città in cui ti trovi non esista via Roma. Che è tutta una montatura. Una storia creata ad arte per illudere la gente. Tu quindi fai la cosa più sensata: cerchi via Roma su una mappa, la trovi, ti ci rechi e ne confermi l’esistenza, smentendo così la teoria. E lo fai restando all’interno del tuo ambito di controllo diretto. Non hai dovuto cercare dichiarazioni altrui, articoli di giornale, programmi televisivi o video su YouTube. L’hai fatto da solo e sei certo della validità della tua conclusione.

Cambiamo scenario. Qualcuno sostiene che ci sono dei poteri forti che hanno ideato una strategia finanziaria per arricchirsi ed esercitare un ferreo controllo sulle masse al tempo stesso. Tu ti preoccupi, non ti va di essere controllato a vantaggio di qualche milionario che con ingordigia vuole aumentare il suo patrimonio e la sua influenza sociale a tue spese. Di solito ti fermi qui, e ti fai guidare dal tuo intuito, che poi altro non è che una tendenza a simpatizzare o meno con certe fazioni socio-politiche. Ma non va bene, non è quello che hai fatto nel caso di via Roma. Non puoi prendere una decisione che potrebbe comportare un enorme dispendio di tempo, energia e reputazione senza aver verificato il tuo sospetto. Devi confermarlo o smentirlo. Tiri quindi fuori il telefono ed esegui una ricerca sull’argomento. Trovi varie fonti, alcune confermano, altre smentiscono. Di nuovo, potresti andare a simpatia, ma avresti solo spostato il problema di un livello. Non stai operando all’interno del tuo ambito di controllo diretto. Non conosci chi ha curato quelle fonti, e anche se credi di conoscerlo non sai nulla delle sue intenzioni, delle sue debolezze, del suo reale grado di indipendenza, dei suoi interessi personali. Devi operare in autonomia, come hai fatto prima. Bisognerebbe sapere dove si riuniscono questi grandi vecchi per tramare alle tue spalle. Tuttavia non è semplice come trovare via Roma su una mappa. Provi vari metodi, ma alla fine ti rendi conto che sbatti sempre contro il muro delle notizie messe in giro da qualcun altro. Non c’è modo di confermare o smentire rimanendo all’interno del tuo ambito di controllo diretto.

E quindi?
E quindi devi fare un po’ come insegnava Gautama Buddha due millenni e mezzo fa. Quel genio ci spiegò per filo e per segno come affrontare alcune delle più infide debolezze della nostra psiche. Lo fece prima che arrivassero greci, romani e arabi, prima del rinascimento, prima della rivoluzione scientifica, più di duemila anni prima della nascita della psichiatria moderna. Che cosa diceva, quindi? Il suo insegnamento è un po’ lungo da spiegare, ma con il dovuto rispetto possiamo riassumerlo così: molla la presa! Lascia stare! Insistere è inutile! Anzi, è persino dannoso!

In maniera leggermente più formale possiamo delineare delle linee guida in tre punti:
- Devi accettare l’impossibilità di arrivare ad una conclusione certa sull’argomento (non riesci né a confermare né a smentire la teoria restando all’interno del tuo ambito di controllo diretto).
- Devi accettare quindi la futilità della ricerca di una conclusione certa sull’argomento (stai sprecando risorse preziose).
- E ovviamente devi accettare l’assurdità di ogni presunta conclusione certa sull’argomento (perché nessuno riesce a confermarla o smentirla restando all’interno del proprio ambito di controllo diretto).

Tale approccio può sembrare insoddisfacente, codardo e menefreghista. Invece è l’unico sensato. Cosa penseresti se vedessi qualcuno che cerca di svuotare il mare con un secchiello? Ti sentiresti forse deluso, vigliacco o cinico per non provare ad imitarlo?
Ecco, anche se le due situazioni ti sembrano totalmente diverse (e ovviamente per molti aspetti lo sono), per quanto concerne l’utilità, la sensatezza e le conseguenze sono a tutti gli effetti equivalenti.

Quindi, ogni volta che cerchi di difendere una posizione riguardo alla quale non puoi arrivare né ad una conferma né ad una smentita restando all’interno del tuo ambito di controllo diretto, immagina un tizio che cerca di svuotare il mare con un secchiello. Ecco, quel tizio sei tu.
E se per caso non credessi a me, segui almeno il consiglio di Gautama Buddha: lascia stare.

English version: http://www.english.fabiopulito.com/2025/03/recipes-for-serenity-chapter-1-sphere.html