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Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Un po' di satira


Leggo di retate delle forze dell'ordine a seguito delle quali alcuni cittadini, non per essere stati beccati alla guida sotto l'effetto di cannabis, bensì per essere stati trovati in possesso di modiche quantità della sostanza, sono stati denunciati come consumatori. Ben fatto! C'era proprio bisogno di un bel giro di vite per questi DROGATI!

"Ma è una sostanza leggera..." ripetono piagnucolando 'sti cazzo di diversamente tossici! Leggera un paio di palle! Lo sanno tutti che se fai un tiro di spino sei spacciato, il tuo futuro è scritto, anzi iniettato, calato, sniffato, verso il disastro delle tossicodipendenze. È arcinoto che chi precipita nel burrone delle droghe pesanti è stato condannato dal quel tiro di canna, e non dai litri di vino, birra e spritz che si è fatto fino ad allora.

L'alcol è parte della nostra tradizione. È buono, nutriente e sano come tutto ciò che appartiene alla nostra gamma culinaria: le salsicce, il tiramisù o la pasta ai quattro formaggi, per esempio. Okay, magari queste pietanze non sono proprio sanissime, ma ci siamo capiti. Il vino e la grappa li conosciamo, sono nostri amici di vecchia data, come possono farci male? Danni al fegato? Pfui, semmai l'alcol il fegato lo fortifica! Cancro? Ma dai, è vino, mica amianto!

La marijuana invece è un intruso recente, come l'hummus, il the verde o la spirulina che, come si sa, non essendo parte della nostra tradizione, fanno sicuramente male! Perché tutto ciò che facciamo noi è nobile, e quel che viene da fuori è il male assoluto. È risaputo che le culture progrediscono al meglio quando sono isolate e impermeabili, non quando cooperano, si compenetrano e si integrano. Pomodori, patate e peperoni ringrazino la caduta in prescrizione del reato di immigrazione illegale, altrimenti anche quegli ortaggi extracomunitari farebbero la fine che si meritano!

Ma poi questi sprovveduti cosa avevano in mente quando andavano in giro con mezzo grammo di indica in tasca? Robe da ergastolo, anzi da manicomio! Rischiare di giocarsi la fedina penale per una mezza cannetta quando potrebbero starsene tranquilli e protetti dalla legge - illuminata, giusta e magnanima, sempre sia lodata - a sorseggiare bicchierini di scotch in una cantina stipata di whiskey a sufficienza per placare la sete di un reggimento di beoni scozzesi? POLLI!

Per non parlare degli effetti poi. Vuoi mettere un gruppetto di individui che si passano uno stroppone, col sorriso ebete stampato sulle facce da viziosi, mentre blaterano inermi ascoltando musica, pensando autonomamente all'interno dei confini della propria mente, con una bella brigata di ubriaconi allegramente molesti e virilmente attaccabrighe che guardano schiumando una partita di calcio in TV?
E le condizioni del giorno dopo, ne vogliamo parlare? Quelle emozioni che ti dà l'alcol - il sonno spezzettato, il cerchio alla testa, la disidratazione, i contorcimenti interni - con il THC o il CBD te le puoi scordare! Eppure mica ti fanno lo sconto per il pacchetto incompleto. Furbi loro!

Poi mi vengono a raccontare che in alcuni stati si usa la cannabis persino per gestire i sintomi di patologie psichiatriche, neurologiche o altro. Ma per chi ci hanno preso? Usare piante o estratti per curare le malattie? Ma quando mai? hahahaha
Lasciate perdere ragà, la cannabis è una truffa, quel che promette è troppo bello per essere legale.
No, aspettate, volevo dire...troppo bello per essere vero.

Falce e rastrello - Asiago, Italia

 


Falce e rastrello,
senza martello è più bello,
in caso di pioggia,
ci aggiungiamo l'ombrello,
se invece c'è il sole,
mettiamo il cappello.
La sera al tramonto,
ci sta pure il vinello,
cabernet sauvignon,
merlot e rabosello,
lo bevono tutti,
ma non il vecchiarello,
a cui cresce la panza,
però cala l'🐦
I ❤️ country music 🎶🎵

E lasciami bere, cazzo! (con inserti veneti debitamente tradotti in italiano)


- NO! Non lo reggere per il calice: afferralo per lo stelo, così non lo rovini col calore corporeo.
E va ben, sposta chei dei cusì ghea moea de rompare 'e bae (E va bene, sposta quelle dita così la smette di rompere le palle).
- ASPETTA! Non lo bere ancora: fai ruotare il bicchiere, infilaci dentro il naso e riconosci l'aroma.
Uffa, eora, dai, sguarata sto goto, impiraghe dentro 'a napia e daghe na snasada (Allora, dai, scuoti questo bicchiere, infilaci dentro il naso e annusa).
- CHE FAI? Non deglutire! Tienilo sulla lingua piegata a conchetta, aspira un filo d'aria e...
- ...e...e...e...e chiudi quella bocca, porca troia! Lasciami trangugiare questa broda d'uva fermentata in santa pace! Io sono un tipo da birrozza, delle tecniche di degustazione non m'importa un accidente, voglio solo divertirmi
un po' e farmi venire sonno prima di andare a letto.

Oh, fino all'altro giorno ci saremmo scolati un fiasco di metanolo senza rendercene conto, ora ci esprimiamo come dei rampolli di una dinastia vinicola della Champagne, r moscia inclusa. Nel giro di vent'anni noi veneti, da imbriagoni del tavolaccio, ci siamo evoluti in sommelier. Ma quindi cos'eravamo prima? Crisalidi del mosto pronti a far spuntare le ali da farfa-brilla? O i brutti anatrocch-enologi che avrebbero sorpreso tutti trasformandosi in candidi cigni del sorseggio?

Mah, misteri del darwinismo alcolico.