Gestire il caos: antisemitismo e anti-islamismo
Ci troviamo attualmente sul picco dell'ennesima onda che increspa quello storico mare di accuse d'antisemitismo e anti-islamismo che da secoli gli europei si lanciano o respingono con estrema virulenza e indignazione. Ma quindi, chi ha ragione?
Come al solito propongo di non affidarsi a macro categorie, tanto arbitrarie quanto poco aderenti alla realtà. Le interpretazioni binarie tipo bene-male, buoni-cattivi, ragione-torto lasciamole ai cartoni animati. E se vi servite di ragionamenti infantili di quel tipo, tornate pure a guardare i cartoni: non c'è niente di male, basta che, come i bravi bambini, non giochiate con le cose serie perché poi succede un casino. Le questioni socio-politiche — specialmente quelle delicate del tipo in oggetto — sono fatte per chi sa accettare e gestire caos, complessità e casualità. Per gli altri ci sono gli eventi sportivi, le ricette della nostra tradizione o i reality e i talent show.
Dunque, atteniamoci ad un approccio serio e giudichiamo caso per caso. Eccovi la linea guida che io suggerisco di applicare ad ogni singola istanza.
Accusare Israele, civili o militari israeliani, o comunque degli individui di religione ebraica, per aver inequivocabilmente commesso specifici atti criminali o anche eticamente spregevoli — come colpire bambini innocenti o occupare proprietà altrui — secondo me NON è antisemitismo. Così come accusare dei musulmani per efferati atti di terrorismo o per non rispettare e magari oltaggiare costumi e valori dei paesi che li ospitano NON può essere considerato anti-islamismo.
Questo per la parte "no". Veniamo ora alla parte più sensibile: quella "sì".
Attribuire la responsabilità di qualsiasi evento di geopolitica a presunte cupole giudaiche, lobby ebraiche, reti internazionali sionistiche o operazioni del Mossad, a naso, senza prove — perché dai, di sicuro ci sono sempre dietro loro — questo, oltre che costituire calunnia, è SÌ, per quanto mi riguarda, antisemitismo. Dello stesso tipo usato qualche decennio fa per scatenare pogrom o giustificare stermini.
Allo stesso modo rivolgere accuse vaghe e generalizzate di barbarie, bigottismo e arretratezza al mondo islamico — perché dai, è evidente, basta guardarli — è SÌ, secondo me, anti-islamismo. Dello stesso tipo utilizzato in passato per bandire crociate o cacce alle streghe.
Personalmente mi attengo ai primi scenari. E di atti inequivocabilmente criminali o eticamente spregevoli per cui condannare gli uni o gli altri ce ne sono eccome.
Gli scenari del secondo tipo invece mi sembrano, oltre che squallidi, anche parecchio irresponsabili.










































