lunedì 30 marzo 2026

Ritratto


Sto seduto su uno sgabello, al bancone di un locale thai, sorseggiando il Negroni che il barista mi ha appena preparato - buono il Negroni. Dopo qualche minuto lo stesso barista mi allunga un blocchetto per appunti che sa di scuole medie anni '80. Sulla pagina aperta c'è uno sketch a matita.
È un volto, di profilo.
Spalanco la bocca sorpreso, e poi gli sorrido.
Quel volto è il mio.
Non so quanto mi somigli, ma sono sicuramente io. E meno mi assomiglia, più mi piace l'idea, perché significa che osservandomi e liberando la sua creatività ha saputo immaginarmi a suo modo.
Non so nemmeno se sia un buon disegno, tecnicamente parlando. A me piace, però non me ne intendo. Posso avere un'opinione competente su un testo, un pensiero, un film, una musica, ma di disegno ci capisco poco. Per me tutti gli sforzi di GENUINA creatività sono bellissimi. I disegni della mia nipotina mi sono sempre sembrati opere d'arte, nel loro genere.
In un mondo in cui devi stare all'erta e defilarti per non finire come comparsa in una "video story" del cazzo, imbattersi in qualcuno che ti fa un ritratto, mentre tu neanche te ne accorgi, è un gradevole ritorno al passato. Un ritorno al passato che nel disorientamento del presente sa di auspicio per il futuro.
Complimenti al "bartista".

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