martedì 17 marzo 2026

Evoluzione della disinformazione


La disinformazione è una tecnica che hanno utilizzato tutti. Chi comanda, chi si ribella, alleati, nemici, religioni, lobby, sette, aziende, mafie, narcotrafficanti.
Da sempre.
Poi è arrivato il primo colpo di scena.
Proprio quando si pensava che uno strumento come il web potesse rendere l'informazione più distribuita e quindi più facile smascherare i soliti noti, è avvenuto il contrario: sfruttando la nuova tecnologia, molti altri soggetti sono entrati nel meccanismo disinformativo. Anche a titolo individuale. Spesso al servizio di un referente, ma a volte addirittura per nient'altro che tornaconto personale.
Siamo arrivati al punto in cui si fa fatica a dare ascolto a chicchessia, e bisognerebbe restare scettici nei confronti di qualsiasi tipo di informazione, ad eccezione di quelle che raccogliamo in prima persona coi nostri sensi.
Ed ecco il secondo "coup de théâtre". Proprio quando il sistema della disinformazione ha raggiunto il suo picco di complessità, la gente, invece che aumentare il livello di diffidenza generale per garantire la propria indipendenza intellettuale, ha deciso in maniera totalmente irrazionale di condannare alcune fonti come "fake" e di innalzarne invece altre ad oracolo delfico, senza alcuna prova concreta, semplicemente sulla base delle proprie simpatie. È un comportamento deviato che interessa sia i sostenitori delle tesi ufficiali sia quelli delle fonti "alternative". Ovvero, nella maggior parte dei casi, rifiuti mediatici secchi e rifiuti mediatici umidi. 
È sempre più evidente ciò di cui ci hanno avvisato, tramite i sorprendenti risultati dei loro brillanti esperimenti, psicologi del comportamento come Daniel Kahneman: gli umani, lungi dal possedere il bagaglio di razionalità di cui amano vantarsi, sono bestiole confuse, timorose ed emotive, che agiscono secondo linee guida dettate da impulsi ancestrali, le quali nulla hanno a che fare con la logica o il ragionamento rigoroso.
Dopo secoli di diatribe teologiche, dibattiti filosofici e ricerca scientifica, questa, signori, è la realtà attuale. Ed è una constatazione che ha l' effetto di una doccia fredda, in inverno, in montagna, all'addiaccio.

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