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Itamil (non è una medicina) - Bangkok, Thailandia

Una notte a Bangkok incontro D. Se chiudi gli occhi mentre lo ascolti dopo cinque secondi sai già che è emiliano. "Sono nato a Reggio ma sono bolognese..." Piccolo, minuto, la chioma nera che ondeggia. Sotto la pelle scura scorre sangue tamil, i lineamenti indiani seguono una variante del sud. Dopo aver detto a me di essere bolognese, confessa a degli inglesi di non essere italiano. "Se hai un genitore italiano o sei stato adottato ottenere la cittadinanza è una formalità. Ma chi, come me, ha la famiglia straniera può provarci per anni e per anni non farcela." D. è spigliato, ha studiato in Italia e in Australia, è intraprendente, sveglio, una risorsa umana preziosa. Mangia ragù e tortellini con gli amici italiani e si sente a disagio ad un pranzo tamil. Sono stupito e sbalordito, non me lo levo dalla testa, una frazione di colpa mi pesa sullo stomaco. Penso al dibattito in corso sulla cittadinanza agli immigrati. Ma di che parlano, con quale credibilità? In Italia come D. ce ne sono decine di migliaia.

Foto di un passaporto italiano del 1901 (PD), da wikipedia.org

Let's go South Indian! - Kuala Lumpur, Malesia

Incrocio Vijay davanti all'ascensore. Sta andando a Masjid India, al suo ristorante preferito, dove servono autentiche pietanze sud indiane. Vijay è un mio collega al centro di formazione. Viene da una città dell'Andhra Pradesh, sulla costa orientale dell'India del sud. Come molti altri asiatici che mi è capitato di incontrare è conservatore e schizzinoso in tema di cucina.

Io al contrario mangio di tutto, a meno che non sia una schifezza conclamata o una piantagione di peperoncino che si spaccia per minestra. “Can I join you?” gli chiedo. “Of course, Mr Fabio!”. E lo seguo in metropolitana fino a Little India.

Entriamo nel locale e ci laviamo le mani. Bisogna concentrarsi soprattutto sulla destra, quella che si usa per toccare il cibo – la sinistra è utilizzata alcune ore più tardi, durante l'ultima fase del ciclo digestivo. È evidente il motivo per cui non vanno invertite.