Rigorosamente ambientato a Chengdu - Cina
| Domenica al parco, Chengdu. Di Fabio |
Il taxi - quella berlina Volkswagen verde metallizzato prodotta e distribuita soltanto in Cina - sferraglia e sfumazza tra gli stradoni elevati che tagliano a fette il centro di Chengdu. Sovrappensiero osserviamo i piazzali, i parchi, i megaschermi e i cartelloni giganti. C'è anche una barca ristorante, attraccata lungo la riva di quello che potrebbe essere un fiume agonizzante o un canale sozzo. Per essere una metropoli cinese però questa città non è per niente male: ci si può passeggiare, la gente è cordiale e simpatica, i prezzi sono contenuti e la cucina è buona, quando il peperoncino non ti fa fuori la lingua.
È il fine settimana e siamo diretti verso una di quelle zone in cui le autorità di ogni città cinese amano concentrare (per direttive di partito?) la maggior parte dei locali notturni. Essendo praticamente dei supermercati del divertimento questi posti appartengono a catene e grandi società e quindi hanno spesso gli stessi nomi ovunque: puoi cambiare provincia, ascoltare nuove lingue, osservare facce e costumi diversi ma troverai un Babyface, un Mix o qualcosa del genere dovunque tu vada.
"Sai dov'è Luca adesso?"