Ma perché succede questo? Io noto il seguente meccanismo.
Il mondo per sua natura è complesso, molto complesso. Lo dimostra la traiettoria culturale che l'essere umano ha compiuto nel tempo per spiegare la natura stessa: animismo, religioni articolate, sistemi filosofici sofisticati, ricerca scientifica.
La globalizzazione su vari livelli ha esacerbato il senso di confusione e impotenza degli individui, la maggior parte dei quali, incapace di gestire il crescente livello di articolazione, attende spiegazioni comprensibili a cui aggrapparsi.
Qualcuno coglie in questo quadro nuove opportunità di controllo delle masse. Fornisce quindi interpretazioni semplificate, spesso al limite dell'infantilismo, comprensibili per tutti, un po' come le storie di Topolino.
Bene, ma perché i due poli? Soprattutto in quelle società già predisposte ad accettare chiavi di lettura demiurgiche (il vecchio barbuto che ha creato tutto in una settimana, il giorno del giudizio, ecc.) o manichee (anima vs corpo, paradiso vs inferno, santi vs peccatori e via dicendo), le teorie facilitate che vengono presentate tendono ad assumere configurazioni per l'appunto polarizzate. Ed ecco che la versione 2.0 del "Divide et impera" è servita.
È un atteggiamento irresponsabile: egoisticamente irresponsabile da parte di chi fornisce queste esposizioni e vilmente irresponsabile da parte di chi le accetta.
L'irresponsabilità, in entrambi i casi, è comunque gravissima, perché ci proietta su un piano virtuale in cui si traslano questioni reali stravolgendone gli attributi, le proprietà, i funzionamenti. È come fare politica sulla base di una saga fantascientifica.
È un gioco pericolosissimo a cui partecipa sempre più gente, a tutti i livelli. Le conseguenze possono essere imprevedibili e catastrofiche. Sento poca gente di rilievo, tra politici, giornalisti, analisti o intellettuali, che esprima preoccupazione per questa deriva.
Sinceramente mi vengono i brividi.

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