Che ci siano a tutt'oggi problemi di sicurezza nelle città italiane è innegabile.
Ma il paragone con i presunti fiabeschi anni '70, '80 e '90 è un falso storico. Lo si potrebbe anche archiviare come ridicolo, se non fosse utilizzato per biechi fini propagandistici.
Le ultime decadi del secolo scorso sono state segnate da ondate di fenomeni criminali di svariati tipi. Le strade non erano per nulla sicure, le proprietà private men che meno, per non parlare dei veicoli. Piazze centralissime e parchi pubblici in mano alla mala dello spaccio, dove dopo una certa ora era folle incamminarsi.
La situazione era quindi molto tesa, anche tralasciando problemi gravissimi come le organizzazioni mafiose al picco della loro potenza, racket, rapimenti, terrorismo di diversa matrice.
Personalmente ricordo quattro o cinque svaligiamenti a casa, auto rubate, non parliamo di biciclette, portafogli e documenti; mia nonna, così come molti altri anziani, trascinata a terra da due ceffi in motorino che le strapparono la borsa di mano; mia madre terrorizzata con i figli piccoli in una piazza trasformata in campo di battaglia tra celerini e manifestanti.Parlare della criminalità al giorno d'oggi va bene, ma il revisionismo storico-nostalgico è inaccettabile. È una frottola che annoia, irrita e può anche avere conseguenze catastrofiche, come tutte le analisi errate.
Il fatto che qualche politico speculi su questi temi per tornaconto personale non giustifica la cancellazione della memoria storica da parte di chi quei tempi li ha vissuti.
E il fatto che ai "vecchi" manchi la propria gioventù non li autorizza a raccontare a chi non c'era un passato idilliaco che non è mai esistito.
Io c'ero, e quando serve sarò sempre qui per ricordarlo.
Personalmente ricordo quattro o cinque svaligiamenti a casa, auto rubate, non parliamo di biciclette, portafogli e documenti; mia nonna, così come molti altri anziani, trascinata a terra da due ceffi in motorino che le strapparono la borsa di mano; mia madre terrorizzata con i figli piccoli in una piazza trasformata in campo di battaglia tra celerini e manifestanti.Parlare della criminalità al giorno d'oggi va bene, ma il revisionismo storico-nostalgico è inaccettabile. È una frottola che annoia, irrita e può anche avere conseguenze catastrofiche, come tutte le analisi errate.
Il fatto che qualche politico speculi su questi temi per tornaconto personale non giustifica la cancellazione della memoria storica da parte di chi quei tempi li ha vissuti.
E il fatto che ai "vecchi" manchi la propria gioventù non li autorizza a raccontare a chi non c'era un passato idilliaco che non è mai esistito.
Io c'ero, e quando serve sarò sempre qui per ricordarlo.

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