lunedì 16 febbraio 2026

IL DIBATTITO FARLOCCO SUI MOTORI


I partecipanti al dibattito sul futuro del trasporto privato si dividono per la grande maggioranza in due schieramenti: 1) chi vuole che ognuno continui a guidare la propria auto, tassativamente a idrocarburi e 2) chi vuole che ognuno continui a guidare la propria auto, purché sia elettrica. In entrambi i casi continuerebbero a lamentarsi perché non trovano parcheggio, perché ci mettono un'ora per fare pochi kilometri, per il traffico, i lavori in corso, i cantieri, gli incidenti, i pirati della strada, gli incapaci al volante, ecc.
Nessuna delle due alternative tra l'altro offre una soluzione definitiva al problema dell'inquinamento e del riscaldamento globale. La prospettiva di avere circa 10 miliardi di auto in circolazione, qualunque sia il carburante utilizzato, non può essere considerata in linea con una politica ambientale (e non solo ambientale) intelligente.
Alla gente non risulta chiaro - e ciò ha dell'incredibile - che il problema principale non è il tipo di motore, bensì il numero di automobili in circolazione. Partono tutti alla stessa ora, vanno tutti negli stessi posti, ognuno da solo a bordo della propria auto. Li guardo dal terrazzo con vista sulla circonvallazione e sinceramente mi fanno anche tenerezza. Sono tutti lì in colonna, a sbadigliare, ammazzare il tempo col telefono, bestemmiare, solitari nella loro scatola di latta, senza nemmeno qualcuno con cui poter chiacchierare. E si sorprendono se c'è traffico. Eh, ma la "passione per i motori"! Per carità, ognuno ha le proprie passioni, le mie sono indirizzate a obiettivi meno meccanici, se così si può dire. L'importante è imparare a non lamentarsi di un problema quando lo si sta contribuendo ad alimentare.
Ovviamente la colpa principale non è degli automobilisti. Loro sono come al solito pedine in mano a chi fa propaganda per qualche sinistro interesse. Se gli proponi come alternative solo le automobili private (che causano il traffico) o i mezzi pubblici (che vanno bene a molti, ma non a tutti) non puoi accusarli di fare le scelte sbagliate.
Io non sono nemmeno a favore di un controllo espresso sempre e comunque tramite obblighi e divieti. Basterebbe poter usufruire di tutte le soluzioni che la tecnologia ci mette a disposizione. In giro per il mondo funzionano già (e molto bene) sistemi di trasporto condiviso. Avete presente Uber? Beh, non è l'unica, a me è capitato di usare anche altri gestori come Grab, Bolt e Gojek. Il funzionamento è simile a quello delle consegne tramite "rider". Apri l'app, scegli la destinazione, il punto di raccolta, il tipo di mezzo e l'algoritmo ti trova dei veicoli in servizio nelle vicinanze.

Qualcuno ti viene a prendere, ti fa scendere quando sei arrivato, poi va a prendere qualcun altro. Tu puoi davvero fare il pascià: sei in grado di scegliere qualsiasi tipo di vettura - dal motorino alla limousine, ci sono persino quelle guidate da donne -, non devi fare attenzione al traffico, non devi parcheggiare, non devi possedere un'auto - con tutto ciò che ne consegue in termini di costi e perdite di tempo -, non c'è bisogno di avere alcuna patente, non hai responsabilità civile o penale per ciò che avviene in strada, puoi usare il cellulare, leggere un libro, appisolarti, puoi persino essere sbronzo! E le tariffe sono assolutamente eque, soprattutto in regime di libera concorrenza. Per non parlare dei posti di lavoro che si vengono a creare, oltre alla drastica riduzione di automobili nelle strade. E di incidenti!
Il futuro tra l'altro promette l'introduzione di altre evoluzioni: guida autonoma, coordinamento tra auto, sistemi di controllo del traffico e centri assistenza, ottimizzazioni varie. Tutto ciò, integrato con le recenti innovazioni già alla portata di tutti, può rivoluzionare il traffico cittadino e non. La politica non deve inventare nulla, basta solo agevolare l'ingresso delle nuove tecnologie.
Quindi, nessun divieto particolare. Per qualcuno sarà ancora necessario utilizzare l'auto. Okay, non bisogna proibirglielo. Ma c'è anche una marea di gente che se potesse non guiderebbe (quasi) mai, e forse manco si comprerebbe l'auto o si farebbe la patente. Non c'è bisogno di alcuna proibizione, semplicemente di alternative valide.
E meno retorica effimera.
Nonché sterili polemiche.
O interessi settari.
Non vi fossilizzate sul tipo di propulsione. La soluzione è quella di ridurre il numero di auto in circolazione.

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