martedì 25 gennaio 2011

Il gesto - Kuala Lumpur, Malesia

C’è un gesto che facciamo noi italiani, con le dita della mano puntate verso l’alto, i polpastrelli congiunti. Può significare varie cose: dubbio, confusione, incredulità, disaccordo, alle volte persino dileggio. Ho scoperto casualmente che è utilizzato anche nel mondo arabo, ma con un significato completamente diverso.
La prima volta che lo notai ero a Kuala Lumpur, seduto a un ristorante libanese, con alcuni miei studenti sauditi. Mentre il cameriere egiziano serviva le portate due dei commensali gli chiesero qualcosa, quasi contemporaneamente. Lui li osservò mentre continuava a disporre i piatti sul tavolo e poi, senza dire nulla, appena ebbe finalmente una mano libera si rivolse a ognuno di loro con quel gesto. Io fui sorpreso, mi sembrava molto sfrontato utilizzare con dei clienti un segno che interpretavo come una specie di “Ma che diavolo volete?” Lo feci notare ai miei studenti i quali mi spiegarono che in Medio Oriente equivale a un innocuo "attenda un attimo", ed è un’espressione sufficientemente educata.
Pochi giorni fa, sempre a Kuala Lumpur, stavo fermo a un marciapiedi, osservando il brulicare della gente attorno ai locali notturni del centro. Una vecchina cinese passava di là chiedendo l’elemosina con una tazza. Un arabo la fermò, le piantò la mano a dita raccolte davanti al naso e poi si rivolse a un amico chiedendogli del contante, infine tornò dalla signora e gli infilò nella tazza una mancia spropositata. Evidentemente le voleva dire “Attendi un attimo vecchiarella, non te ne pentirai” e non come avrebbero pensato in Italia “Oh vecchiaccia, ma che cavolo fai? E levati di torno!”

8 commenti:

Goccia di Neve ha detto...

Sorprendente :)
In effetti a noi occidentali farebbe un po' senso....
La bellezza del linguaggio non verbale colpisce sempre e spesso stordisce, ma credo che sia fantastico lo stesso. Ti fa capire quanto è grande e variegato il mondo, come sono diverse le persone, e quanti modi l'essere umano abbia escogitato per comunicare.
Ciaooo!

Fabio ha detto...

Goccia di neve: infatti è quello che ho pensato anch'io...un gesto, due culture, due significati diversi...molto interessante.
Ciao!

Chiara ha detto...

Assolutamente affascinante. Sarebbe interessante studiare la genesi della gestualità e capire il perchè di significati così diversi per uno stesso gesto! :)

Fabio ha detto...

Chiara: hai ragione, credo che faro' qualche ricerca...

Valerie ha detto...

Dear blogger,

we have just released the results of the IX11 blog competition. You can find the results here:
http://en.bab.la/news/top-100-international-exchange-experience-blogs-2011

We had 220 participating blogs this year so unfortunately not everyone could be amongst the top 100 blogs. Nonetheless, we are proud of every blogger sharing his or her experience on living abroad! We have read many wonderful stories and wish we could switch with you. Keep on blogging!

We wish you a wonderful weekend.

Best regards,

Valerie
on behalf of bab.la and Lexiophiles

Enzo ha detto...

Wow, grazie dell'informazione. Se qualche utente di provenienza araba si presenterà allo sportello nei prossimi giorni saprò come fare. Per farlo attendere farò quel gesto!

ParkaDude ha detto...

In India, lo stesso gesto (fatto però con la mano piuttosto in alto, accanto al viso) significa mangiare.

Fabio ha detto...

Enzo: provaci, se però si incazza significa che ormai è ben integrato in Italia ;)
Parkadude: sì, credo che le dita puntino alla bocca in quel caso. Tra l'altro ora che mi ci fai pensare mi sembra di averlo visto utilizzare in quel modo anche altrove.