giovedì 17 dicembre 2009

That's China - Kunming, Cina

Dopo giorni di ricerca abbiamo trovato casa. Tre stanze da letto, un salone enorme. Sta al quinto piano e non c'è l'ascensore ma la vista sul Green Lake è da ore di ipnosi. Non sappiamo chi ci abitasse, né da quanto sia vuota, ma i pavimenti e il mobilio sono in condizioni pietose. L'agenzia ci consiglia un'impresa di pulizie. Arrivano tre ometti, in giacchetta e mocassini, un paio di secchi, spugne, stracci. Li osserviamo ammutoliti e ognuno pensa in silenzio al mantra che continuiamo a sentire da giorni. Se qualcosa non quadra la spiegazione è...that's China...

Per un paio d'ore fanno finta di pulire: all'inizio puntualizziamo, poi lasciamo stare. Quando è l'ora di andarsene sembrano aver fretta, sorridono nervosi e rimbalzano giù dalle scale. Ci guardiamo e questa volta lo diciamo ad alta voce, la spiegazione dev'essere per forza...that's China! Giriamo su noi stessi e osserviamo il risultato. Beh, dai, non lo avranno pulito, ma almeno hanno grattato via il primo strato. 

Il giorno seguente apro un cassetto e rinvengo la borsa in cui tengo i contanti. Di tutto ciò che c'era nella casa è l'unico oggetto che hanno ripulito per bene. Non mi hanno lasciato nemmeno un renminbi.

Ma anche questa storia ha qualcosa da insegnare. L'espressione "That's China" non è una chiave universale e alla fine per certi aspetti tutto il mondo è paese.

Primavera 2006

Foto "Green Lake da una finestra", di Fabio Pulito

3 commenti:

ParkaDude ha detto...

No country for old men.

Tieni duro e impara a rigiratela, la Cina. Vedrai che ti darà tanto :)

Fabio ha detto...

Ciao!
Hai ragione. Era il 2006...dopo quell'esperienza ho trascorso mesi, anzi anni in Cina. Ed e' proprio come dici tu. Nonostante le brutte esperienze la Cina ti resta nel cuore.
Purtroppo non ci vado da un pezzo. E il mio cinese e' alquanto arrugginito.
F.

劉德華Andy ha detto...
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