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Il ritorno di esse


Quando tali sciocchezze
avrai un giorno scordato,
sarà la vita sprecata
il tuo rimorso più grave.
Ora però ti preoccupi
proprio di quelle facezie,
non del tempo che invece
esse già ti han sottratto.

Grigia periferia, domenica sera


Grigia periferia
Lampade al neon
Pioggia fine
Gelido vento
Pozzanghere untuose
Vetri appannati
Cartoni bagnati
Suole zuppe
Passi svelti
Cicche ciacche
Alito umido
Naso chiuso
Corvi in posa
Blatta spiaccicata
Poster slavati
Semaforo spento
Zebrate sbiadite
Aiuola scarna
Ombrello divelto
Cigolio di cardini
Zerbino liso
Lume intermittente
Impronte melmose
Scalini concavi
Corrimano lucido
Puzza di muffa
Chiavistello arrugginito
Strattone alla porta
Luce fioca
Piatti sporchi
Pantofole sfondate
Tendina strappata
Gocce sulla finestra
Mezza boccia di rosso
Avanzi di frittata
Pane raffermo
Moka annerita
Doccia che perde
Dentifricio rappreso
Letto sfatto
Libro ingiallito
Falena che sbatte
Occhi pallati
Lucida insonnia
Spunta l'alba
È già lunedì

Dicotomia risolta

Quando minaccia l'inverno,
se da troppo sto fermo,
mentre novobre avanza
dentro la spoglia stanza,
nel grigio cielo spento,
tra raffiche di vento,
il cuore fluttua spinto
da un magone come finto.
Mi turba solo a tratti
quest'angoscia che va a scatti,
perché quando non ci penso
tutto riacquisisce senso
e l'anima è serena,
spezzata la catena.
È una vagamente comica
esistenza dicotomica,
una realtà piegata
su cui la vita ruota.
Dopo anni lo so bene:
se la voglio raddrizzare
una cosa devo fare.
Rimettermi a viaggiare.



Nostalgia per il presente

Avete mai provato nostalgia per il presente? Il nostalgico nato trascorre anni e anni galleggiando in pozze di malinconia termale, incollato al pavimento di anticamere mentali, in cui proietta a ripetizione brandelli di ricordi, ad ogni giro edulcorati, ovattati, romanzati, incapace di uscirne e di riprendere a vivere. Dopo anni di esercizio è diventato un asso, un esperto puntiglioso, all'occorrenza un baro. Sa riconoscere al volo la circostanza o le persone, quelle sfumature di atmosfera che innescheranno il sentimento. Così anticipa il dopo, comprimendo il processo, provando nostalgia per quel che sta avvenendo. La sensazione è addictive, uno stupefacente per l'anima, sono pere di momenti, sniffate di vita. Disintossicarsi è impossibile e le attese snervano, così questo tossico diventa proattivo. Riconoscere l'occasione non gli basta più, impara a cercarla, a pilotarla, a comporla. La vita di costui non è convenzionale, gli ruba il sonno, lo scombussola un po', ma è una pentola a pressione di emozioni e intensità. E lui non riuscirebbe a viverne un'altra.

Immagine "Violino con giradischi e nostalgia" di Martin Fox, da allposters.com