Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta matrimonio

Entra da qui

Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Sai cos'è l'amore?


"Come on, come on, lovin' for the money, come on, come on, listen to the money talk"
AC/DC, "Money Talks" 

"Forse hanno avuto ragione a mettere l'amore nei libri, forse non potrebbe esistere in nessun altro luogo"
William Faulkner, "Luce d'agosto"

"Ah, per vero amore lei intende quel fulmine che ti spacca il cuore, che non ti fa mangiare né lavorare, che ti porta di corsa a sposarti e fare figli. Il motivo per cui non l’ha trovato è che non esiste. Vede, quel tipo d’amore è stato inventato da quelli come me per vendere calze"
Don Draper, da "Mad Men" - guarda lo spezzone qui

In questo post mi rivolgerò ai lettori utilizzando la seconda persona plurale. E' un espediente narrativo vecchio quanto la storia della cultura occidentale. Può capitare che durante la lettura abbiate l'impressione che vi stia accusando. Ricordatevi questa cosa: se siete felicemente sposati, fidanzati, accoppiati, innamorati ancora come degli studenti alla prima cotta...allora non mi sto rivolgendo a voi. Rileggete bene quello che ho appena scritto. Per sicurezza lo ripeto: in quel caso non ce l'ho con voi! Mentre scorrerete queste righe, tuttavia, vi verrà forse in mente qualcuno di vostra conoscenza che assomiglia incredibilmente ai miei interlocutori.

Sistemato il disclaimer, possiamo cominciare.

Sto parlando con voi, voi che continuate imperterriti a farmi la stessa domanda. Quando mi chiedete se ho mai conosciuto l'amore io vi rispondo candidamente e un po' confuso. Perbacco, direi di sì...beh, anzi...hmm forse ero un po' troppo giovane, inesperto, immaturo. Il problema è che lo sono ancora. Inesperto e immaturo, intendo. Giovane, beh, quello un po' meno... Ma questa titubanza, direte voi, significa che la risposta è no! Lo ammetto, avete ragione. Credo proprio che la risposta sia no.

Io però almeno ci ho creduto e - magari con un atteggiamento diverso, dovuto a una consapevolezza che si sviluppa nel tempo - ci credo e ci crederò ancora. Sono convinto che il vero spirito romantico consista proprio in questo: credere che l'amore in fondo esista, anche se non l'abbiamo mai provato, anzi, proprio perché non l'abbiamo mai provato. Sarà ingenuo, sciocco, superficiale, leggero, ma è senza alcun dubbio un approccio romantico. Diverso da quello di chi si è convinto di averlo trovato - l'amore - solo perché è riuscito a raggiungere una misera serie di obiettivi pratici, prefissati, ereditati, imbullonati alla coscienza e incatenati a una sequenza senza fine di generazioni precedenti.

Amore? Ne vedo poco attorno a me, sopratutto se osservo chi mi guarda con sufficienza, col sorriso beffardo, dall'alto della presunzione di averlo in pugno - l'amore - quando io invece ammetto di non averlo mai incontrato.

Ma quale amore? Unioni messe su per reciproca convenienza, per soldi, per paura della solitudine, per convenzione, per dovere sociale, per ordine ricevuto, per timore di deludere qualcuno, per tentare di ingannare qualcun altro, o di illudere se stessi. Relazioni artificialmente rinforzate perché non naturalmente forti, e di conseguenza fragili, friabili e vulnerabili.

Attenzione, non dico che tutto ciò sia inutile o spregevole. Ma allora venitemi a dire con sincerità che l'avete fatto per dovere! In quel caso avrete il mio rispetto. Mi parlate di amore? Vi rido in faccia.

Si trattasse almeno di sesso. Quello già lo capirei di più. La biologia, se le sfiliamo di dosso strati di poesia, pensiero, arte, musica, letteratura, perbenismo e pudore, dice proprio che siamo fatti per quello: cercarci, accoppiarci, riprodurci. Ma come possono queste relazioni, questi fidanzamenti e matrimoni freddi come il ghiaccio, calcolati, razionalizzati, pianificati e controllati, avere qualcosa a che fare con il sesso? Che connessione possono avere con la sua energia, la calda passione, l'istinto, l'irrazionalità e la libertà che lo carburano? Sono rapporti frigidi, impotenti, sterili. Se esistesse un Viagra(*) per lo spirito, uno stimolatore d'anime che provochi erezioni metafisiche, quella sarebbe la medicina ideale.

Continuate a chiedermi se ho mai conosciuto l'amore quindi, con l'ansia di chi gode o si rincuora nell'ascoltare una risposta negativa, diversa da quella falsa che suole utilizzare. Chiedete cercando una magra consolazione, troverete la conferma della calcificazione del vostro cuore.

Ma io almeno ci ho creduto e in fondo a strati di disincanto, disillusione e cinismo, ci credo ancora. Voi, con i vostri surrogati dal profumo chimico, il gusto metallico e l'aspetto posticcio, da ormai troppo tempo ci avete rinunciato.

(*) Potete leggere una simpatica (si fa per dire) storiella sul Viagra - e sto parlando di quello vero adesso - cliccando qui.

Peggio di un vedovo

Foto di jcoterhals (CC)
Eccone qui un altro che mi chiede se sono sposato. Beh, come spesso accade in Asia, fa la domanda ma in realtà ha in mente un'affermazione: ovvio che lo sei, parlami quindi un po' della tua famiglia...Ed ecco che fa quella faccia quando sente la mia risposta. Continuo a incontrare persone così, che si sorprendono quando scoprono che non ho una moglie. Anzi, peggio ancora, che si sorprendono quando scoprono che non ho mai avuto una moglie...come se essere divorziato o vedovo, per quanto triste, sia comunque molto meglio della dannazione suprema: essere scapolo. 
 
A dire la verità in effetti l'istituzione stessa del matrimonio non mi convince del tutto. Non in quanto tale, ovviamente, dal momento che si è rivelata uno strumento fondamentale per la costruzione di società solide e buoni ambienti per la crescita dei bambini. È il meccanismo così com'è presentato oggigiorno che trovo difettoso, specialmente nel mondo occidentale, anche se le differenze tra est e ovest si vanno assottigliando di anno in anno.
 
Molti sembrano essere ansiosi di sposarsi perché è stato loro detto che devono farlo, e in realtà è sempre stato così. In passato però, oltre a dire ai giovani che si dovevano sposare, si spiegava loro anche che il matrimonio sarebbe durato per sempre. A prescindere dalla gravità dei problemi che avrebbero dovuto affrontare, da quanto simile a un inferno la vita all'interno della nuova famiglia sarebbe potuta diventare, i coniugi avrebbero dovuto trovare il modo per continuare a viverla. O per sopportarla, fino a che morte non li avrebbe separati.
 
Al giorno d'oggi i giovani sposi hanno la possibilità di venirne fuori, e per giunta sono indotti a pensare che in fondo non sia nemmeno un dramma così serio, o che sia colpa loro...sono cose che capitano - sembra essere il messaggio - non ci pensate troppo, voltate pagina e andate avanti.
 
Anche se ho trascorso lunghi periodi della mia vita da single e non sono mai stato vicino alla programmazione delle mie nozze, ho visto tanti amici e conoscenti celebrare il proprio matrimonio e pochi anni dopo piangerne il fallimento. Ecco perché sono convinto che se il paradigma è veramente cambiato e la probabilità che un matrimonio duri per sempre non è abbastanza elevata, sarebbe meglio insegnare ai giovani che non c'è bisogno di essere troppo ansiosi a riguardo.
 
Convincerli a sposarsi soltanto per vendere più polizze assicurative e lavatrici, sapendo che molti di loro si separeranno - o addirittura contando di vendere ancora più prodotti in caso di seconde e terze nozze - potrebbe sembrare una buona idea per dare un impulso all'economia dei consumi: in realtà non è altro che un crimine morale. O prometti loro un futuro o non prometti nulla, altrimenti non li hai guidati: li hai soltanto ingannati.