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Visualizzazione dei post da luglio, 2013

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Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Forse il miglior museo di guerra che abbia mai visitato - Nanjing, Cina

300000 vittime in una sola città

Sbarchiamo alla stazione centrale di Nanjing, diamo occhiata a Google Maps e prendiamo la metropolitana per Yunjinlu. Seguendo (male) le indicazioni della mappa affissa in stazione entriamo al museo (gratuito) della seta e dei broccati. Capiamo subito di aver toppato ma facciamo comunque un giro tra bachi, telai e tuniche. Poi usciamo a farci arrostire di nuovo dall'insopportabile canicola estiva della Cina centro-orientale e arriviamo quindi al museo giusto, quello del massacro di Nanchino.

La struttura si sviluppa in parte tra padiglioni climatizzati e in parte all'aperto (grande sofferenza...era meglio venirci in primavera). Centinaia di visitatori passeggiano tra sculture e installazioni commemorative, ricostruzioni, bunker, vere (e parecchio macabre) fosse comuni riportate alla luce dai recenti scavi e una stupenda esibizione fotografica, che vi consiglio di lasciare come chicca finale. 

Ovviamente per concentrarsi sul valore dell'esposizione bisogna grattare via l'inevitabile patina di retorica e ricordarsi di tralasciare per qualche ora la strumentalizzazione da parte del governo cinese degli eventi storici e del conseguente odio contro i giapponesi per biechi fini di predominio regionale. Le belle frasi del tipo "perdonare ma non dimenticare" in questo contesto suonano particolarmente vuote. Quel che penso a proposito di questo rancore pilotato l'ho già scritto qui, qui e qui. 

Si tratta comunque di uno dei migliori musei di guerra che abbia visitato. Certo, anche quelli di Hanoi e Saigon possono vantare dei pezzi esposti di prima categoria ma le strutture che li ospitano e la cura dei dettagli sono di livello nettamente inferiore. Al museo di Nanjing la qualità tocca in maniera trasversale numerosi aspetti: architettonico, artistico, storico e documentale. Per giunta l'ingresso è completamente gratuito, per tutti. Se vi trovate di passaggio nella Cina orientale (in particolare a Shanghai e dintorni) vi consiglio vivamente di andarlo a visitare.

Un altro po' di foto:


Questo bassorilievo mi ricorda la scultura triste di Bangkok
Brrrrrr
Nomi
Ideogrammi in rilievo
Esibizione fotografica/0 - Messaggio minaccioso per la popolazione civile
Esibizione fotografica/1 - Prigionieri
Esibizione fotografica/2 - Uccidere per divertimento
Sono solo tante belle parole/0
Sono solo tante belle parole/1
Una goccia cade ogni 12 secondi, il tempo medio trascorso tra una morte e l'altra durante il massacro
L'enorme archivio contiene solo i faldoni di una piccola parte delle vittime

Il leggendario vento di Suzhou - Cina

La sua bimba può anche arrostire all'inferno, a patto che la sua pelle da principessina rimanga riparata dai raggi del sole...

Fa caldo a Suzhou, un caldo demotivante. Io per esempio ho sospeso le mie corsette tonificanti. Chi poteva immaginare che l'avrei sofferto a questo modo dopo tutti quegli anni di allenamento ai tropici? Per fortuna spesso tira il proverbiale vento di Suzhou, come ama chiamarlo l'amico L. Oltre a rinfrescarti la pelle però le raffiche ti abbattono anche la bicicletta parcheggiata, ti gettano un pugno di polvere sugli occhi e scoprono la coscia o la tetta di qualche ragazza procace, se va bene a te e male a lei. Ma la soddisfazione più grossa me la tolgo quando vedo le smorfiosette di città con il parasole chiuso, costrette a farsi cuocere la pelle e diventare scure come delle qualsiasi contadine dell'entroterra. In realtà l'abbronzatura alle ragazze orientali dona parecchio, almeno secondo me. Le rende più sensuali, feline, speziate. Gli asiatici, soprattutto quelli benestanti, la considerano però una perdita di status, un'onta da lavare con costosissimi trattamenti estetici e porcate come le "creme sbiancanti", che in realtà sono semplici protezioni solari camuffate. 

E allora eccole lì le stronzette che traballano sui tacchi sotto i colpi di Eolo, con l'ombrello chiuso nella borsetta, o accartocciato dalla prima folata che le ha investite dopo che hanno tentato di aprirlo. Gruppi di ex-contadini, ora operai nei cantieri di città, osservano confucianamente senza tradire emozioni, mentre si asciugano il sudore, la pelle del collo carbonizzata e abrasa da sole, sfregamenti e polveri. Io, che sono invece un occidentale sguaiato e sfrontato, osservo e sghignazzo.

"...tutte tradizioni da salvaguardare, tratti del costume che ci raccontano la storia e la cultura di un posto..." ama dire chi ha sempre paura di offendere qualcuno, anche semplicemente affermando l'ovvio.
Saranno anche tradizioni, ma tutte da salvare? Sembra la tipica espressione vuota di chi bada all'effetto politicamente corretto delle parole che usa dimenticando che quelle povere parole hanno anche un significato. Quasi tutte, forse. Questa per esempio - evitare gli effetti del sole non per motivi di salute ma perché altrimenti la pelle diventa scura come quella di un contadino e poi la gente pensa che sei una povera buzzurra, che non hai i soldi per permetterti un corso di laurea e un pedante lavoro in un ufficio, una limousine coi vetri scuri, ecc. - è soltanto una boiata. Prima la cancellano dalla lista delle tradizioni autorizzate dal politburo e meglio è. 

Speriamo che la spazzi via il leggendario vento di Suzhou.


Se poi ci si mettono pure le signore cresciutelle...
Piccola piccola, da sola in mezzo al ponte, ma col parasole...
Alla fermata dell'autobus

Segnali buffi/8

Spesso mi imbatto in segnali, cartelloni, scritte o etichette divertenti. Quando capita mi assicuro sempre di non andarmene senza una foto. Le propongo a rate anche qui.

Riposa in Pace, Eye Steak (Bangkok, Thailandia)
Una specie di semaforo a risparmio energetico (Thibaw, Birmania)
Se volete laurearvi in "Distanza", questa è l'università che fa al caso vostro (Mandalay, Birmania)
Ecco la punizione per chi guida in senso vietato a Firenze
Dice di essere una pianta, non un cestino per la spazzatura, ma ho sentito qualcuno rispondere che quelli sono fertilizzanti, non rifiuti...(Panglao, Bohol, Filippine)
Questa è per veneti. Lo slogan della McDonald's letto allo specchio, al netto degli apostrofi, sembra dirci: "Tu non mi vuoi" (Bangkok, Thailandia)
Scandaloso! E lì di fianco c'è pure un ristorante del cazzo! (Cebu, Filippine)
Attenzione angeli (Firenze)
Qui si assumono "un sacco di bellissime ragazze" (se non lo sapete leggere siete costretti a credermi) (Hua Hin, Thailandia)
Apprendisti...con esperienza???!!! Confusi o furbi? (Dintorni di Como)


Potete trovare gli altri segnali buffi qui