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Un po' di satira


Leggo di retate delle forze dell'ordine a seguito delle quali alcuni cittadini, non per essere stati beccati alla guida sotto l'effetto di cannabis, bensì per essere stati trovati in possesso di modiche quantità della sostanza, sono stati denunciati come consumatori. Ben fatto! C'era proprio bisogno di un bel giro di vite per questi DROGATI!
"Ma è una sostanza leggera..." ripetono piagnucolando 'sti cazzo di diversamente tossici! Leggera un paio di palle! Lo sanno tutti che se fai un tiro di spino sei spacciato, il tuo futuro è scritto, anzi iniettato, calato, sniffato, verso il disastro delle tossicodipendenze. È arcinoto che chi precipita nel burrone delle droghe pesanti è stato condannato dal quel tiro di canna, e non dai litri di vino, birra e spritz che si è fatto fino ad allora.
L'alcol è parte della nostra tradizione. È buono, nutriente e sano come tutto ciò che appartiene alla nostra gamma culinaria: le salsicce, il tiramisù o la pasta ai quattro formaggi, per esempio. Okay, magari queste pietanze non sono proprio sanissime, ma ci siamo capiti. Il vino e la grappa li conosciamo, sono nostri amici di vecchia data, come possono farci male? Danni al fegato? Pfui, semmai l'alcol il fegato lo fortifica! Cancro? Ma dai, è vino, mica amianto!
La marijuana invece è un intruso recente,

Streams?


Mainstream proclamano, che parolone.
Chi lo segue "sa bene" d'aver ragione,
chi è contrario sa scegliere "l'informazione". 
Circo e stadio sono i modelli imperanti:
clown in TV e pagliacci in rete
mettono in scena spettacoli aberranti
per un pubblico di ultras armati di machete.
Si partecipa in massa ad ogni nuova diatriba:
una malattia, una guerra, l'ambiente, il petrolio!
L'originalità viene estratta da un giacimento esaurito:
il "Trito e ritrito" più che cliché è un nuovo rito.
Compromesso, ragionamento? Dei tecnicismi ignobili,
insulti e urla son qui le armi nobili.
Profani? Mai! Davanti a nulla,
esperti dell'intruglio purché sia tafferuglio.
Ci si schiera sempre, senza nutrire dubbi,
monasticamente devoti a qualche tipo di "ismo":
imperialismo, terrorismo, 
fascismo, comunismo,
wokeismo, waspismo,
tradizionalismo e progressismo.
Ore ed ore trascorse ad odiare,
carburati da notizie che alimentano il rancore.
Davanti alle ineffabili questioni globali
io resto perplesso, senza posizione:
per quanto ci provi non riesco a scegliere
tra due imperi arroganti,
tra un miliziano e un soldato,
tra questa o quella vittima,
tra alternative astratte.
Programmi in TV e video in YouTube 
con equanimità li ignoro entrambi,
resto nel mio angolo, in flebile penombra,
a sfogliare testi specialistici e vecchia letteratura.
Fra poesie, filosofia, scienza e romanzi,
cerco il bello, il profondo, l'ispirazione, l'arguzia.
L'esempio di un poveraccio, 
troppo impegnato a campare
per permettersi di dedicare
al massimalismo il suo tempo,
che tuttavia sorride, condivide e aiuta,
resta il promemoria sgualcito e sbiadito
dell'esistenza inequivocabile seppur remota
di un'umana capacità di vivere in armonia la vita.


Urbano criceto in gabbia mentale - Padova, Italia


La psiche di un bimbo nel corpo di un vecchio,
avanza a strattoni, con passo irruento,
canuto e ingobbito curiosa e s'inquieta,
il marciapiedi solcato come sentinella in trincea.
All'improvviso si blocca, allunga il collo,
ascolta sospettoso il fruscio di uno spettro
che da sempre e per sempre, dietro la solita siepe,
spia le sue mosse e gli prepara un agguato.
Farfuglia improperi, o riti propiziatori,
fa dietrofront lanciando un urlo ancestrale,
poi col passo dell'oca fa ripartire la ruota
come urbano criceto nella sua gabbia mentale.


L'oscenità invisibile - Padova, Italia


Puntellato col coccige sul muro di cinta,

di un'antica villa del centro città,

tra signore in tailleur, auto di lusso e levrieri,

come se nulla fosse fissa un'altra realtà.

I pantaloni sdruciti, fermati sopra il ginocchio,

come un cane inarcato, le ginocchia piegate,

lo percorre un fremito, qualcosa precipita

su un cumulo bruno tra le scarpe sfondate.

Persino in India, indigenti e intoccabili,

quando ne hanno bisogno, per dignità,

si scelgono un cantone che oltre al conforto,

assicuri loro un po' d'intimità.

Ma gli sguardi sgomenti non sono un granché

per chi come lui non usa carta o bidè.

Si alza i calzoni, striscia le suole sul porfido,

poi come un alieno torna a sedersi al caffè.