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Streams?


Mainstream proclamano, che parolone.
Chi lo segue "sa bene" d'aver ragione,
chi è contrario sa scegliere "l'informazione". 
Circo e stadio sono i modelli imperanti:
clown in TV e pagliacci in rete
mettono in scena spettacoli aberranti
per un pubblico di ultras armati di machete.
Si partecipa in massa ad ogni nuova diatriba:
una malattia, una guerra, l'ambiente, il petrolio!
L'originalità viene estratta da un giacimento esaurito:
il "Trito e ritrito" più che cliché è un nuovo rito.
Compromesso, ragionamento? Dei tecnicismi ignobili,
insulti e urla son qui le armi nobili.
Profani? Mai! Davanti a nulla,
esperti dell'intruglio purché sia tafferuglio.
Ci si schiera sempre, senza nutrire dubbi,
monasticamente devoti a qualche tipo di "ismo":
imperialismo, terrorismo, 
fascismo, comunismo,
wokeismo, waspismo,
tradizionalismo e progressismo.
Ore ed ore trascorse ad odiare,
carburati da notizie che alimentano il rancore.
Davanti alle ineffabili questioni globali
io resto perplesso, senza posizione:
per quanto ci provi non riesco a scegliere
tra due imperi arroganti,
tra un miliziano e un soldato,
tra questa o quella vittima,
tra alternative astratte.
Programmi in TV e video in YouTube 
con equanimità li ignoro entrambi,
resto nel mio angolo, in flebile penombra,
a sfogliare testi specialistici e vecchia letteratura.
Fra poesie, filosofia, scienza e romanzi,
cerco il bello, il profondo, l'ispirazione, l'arguzia.
L'esempio di un poveraccio, 
troppo impegnato a campare
per permettersi di dedicare
al massimalismo il suo tempo,
che tuttavia sorride, condivide e aiuta,
resta il promemoria sgualcito e sbiadito
dell'esistenza inequivocabile seppur remota
di un'umana capacità di vivere in armonia la vita.


Uber e i tassisti

Leggendo delle recenti proteste dei tassisti contro Uber, il sistema di carpooling e noleggio auto con conducente (quindi servizio diverso da quello offerto dai taxi, anche se in pratica molto simile), degli attacchi subiti da alcuni autisti Uber, e ricordando i metodi aggressivi, fascisti e illegali con cui alcuni anni fa la categoria si oppose alle riforme varate dal parlamento votato dai cittadini italiani, riforme che furono gettate nella spazzatura dopo che il governo si tirò vilmente indietro sancendo di fatto la superiorità degli interessi di una categoria minuscola su quelli della stragrande maggioranza della popolazione, mi è venuta in mente una domanda. Eccola.

Se la protesta dei tassisti contro Uber è legittima, lo sarebbe stata anche quella, eventuale, dei vecchi laboratori fotografici contro l'avvento della fotografia digitale?

Internet in Birmania, accessibilità e libertà di navigazione

Teahouse a Mandalay con accesso internet gratuito
Quando ci venni per la prima volta, alla fine del 2002, entrare in internet era impossibile in tutta la Birmania. Il massimo a cui si poteva aspirare era mandare un'email, non dal proprio indirizzo ma da quello privato dei proprietari di un paio di negozi a Rangoon, e solo da lì.
All'inizio del 2013 la situazione è radicalmente diversa. Le aperture in tema di libertà di stampa e censura hanno coinvolto anche la rete. Ora nelle grandi città è possibile trovare un punto di accesso wifi praticamente in tutti gli hotel e caffè. A Mandalay e a Pagan mi è capitato addirittura di entrare in alcune teahouse (locali che a livello di sofisticazione si possono paragonare alle osterie italiane degli anni '50) che offrivano l'accesso wifi gratuito. Alcuni amici che vennero qui un paio d'anni fa mi dissero che i collegamenti erano terribilmente lenti. Ora anche quella barriera è stata abbattuta, perlomeno in parte e in certi posti. 
La nota più positiva tuttavia è relativa alla libertà di navigazione.