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Ode alla birra piccola


Chi, come me, al bar ordina birre piccole viene spesso guardato con sospetto se non addirittura ridicolizzato da chi consuma invece birre medie. Io resto sempre un po' perplesso: non capisco se costoro hanno problemi con l'aritmetica delle scuole elementari o se sia una questione dogmatica relativa ad una qualche religione che non conosco.
Alla fine della serata, infatti, loro avranno bevuto N birre medie e io avrò bevuto N x 2 birre piccole, quindi la stessa quantità di liquido e di alcol. Forse avrò speso un po' di più, ma non necessariamente. E comunque non sembrano farne una questione di risparmio, bensì di virtù o addirittura virilità (si tratta infatti quasi sempre di uomini, raramente di donne).

A tal proposito volevo ricordare ai presuntuosi sapientoni che:
- il volume delle due birre piccole che bevo io equivale a quello della vostra birra media, quindi la vostra scelta non implica che siate bevitori più forti e non vi rende più erculei: stiamo parlando della dimensione di un bicchiere, non di quella del vostro organo sessuale;
- mentre io mi gusto la seconda piccola, appena spinata, fragrante, frizzante e fresca, voi vi state sorbendo il culo (eh già, proprio il culo) della vostra media, slavato, svampito, intiepidito e diluito con la saliva vostra e degli avventori con cui state chiacchierando (compreso me), che ci sputazzano dentro;

Falce e rastrello - Asiago, Italia

 


Falce e rastrello,

senza martello è più bello,

in caso di pioggia,

ci aggiungiamo l'ombrello,

se invece c'è il sole, 

mettiamo il cappello.

La sera al tramonto,

ci sta pure il vinello,

cabernet sauvignon,

merlot e rabosello,

lo bevono tutti,

ma non il vecchiarello,

a cui cresce la panza, 

però cala l'🐦 

I ❤️ country music 🎶🎵

Elogio dell'antisportività - Bangkok, Thailandia


Mi hanno chiesto dove guardare le partite della nazionale assieme ad altri italiani, qui a Bangkok. La stessa domanda si ripropone a Kuala Lumpur, a Singapore o a Saigon.
La partita di turno la guardino pure in compagnia dove vogliono, loro. Io mi diverto a vederla dove ci sono solo inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi, olandesi o russi. Zero italiani: la responsabilità della rappresentanza patriotica grava quindi sempe e solo sulle mie spalle.
La condizione di combattente solitario non mi spaventa, anzi mi esalta. Ho delle tecniche rodate che metto in pratica a seconda dei casi. Per iniziare, durante i loro inni rutto e farfuglio. Al "Fratelli d'Italia" invece se qualcuno sgarra sparo degli "shhhhht" fulminanti. Il mio motto è: "La par condicio a te, la perculazio a me!"

E lasciami bere, cazzo! (con inserti veneti debitamente tradotti in italiano)


- NO! Non lo reggere per il calice: afferralo per lo stelo, così non lo rovini col calore corporeo.
E va ben, sposta chei dei cusì ghea moea de rompare 'e bae (E va bene, sposta quelle dita così la smette di rompere le palle).
- ASPETTA! Non lo bere ancora: fai ruotare il bicchiere, infilaci dentro il naso e riconosci l'aroma.
Uffa, eora, dai, sguarata sto goto, impiraghe dentro 'a napia e daghe na snasada (Allora, dai, scuoti questo bicchiere, infilaci dentro il naso e annusa).
- CHE FAI? Non deglutire! Tienilo sulla lingua piegata a conchetta, aspira un filo d'aria e...
- ...e...e...e...e chiudi quella bocca, porca troia! Lasciami trangugiare questa broda d'uva fermentata in santa pace! Io sono un tipo da birrozza, delle tecniche di degustazione non m'importa un accidente, voglio solo divertirmi
un po' e farmi venire sonno prima di andare a letto.

(Dis)avventure da ingegneri - Bangkok, Thailandia

Sono al 7-Eleven, al frigorifero delle birre. Ci sono due ragazzi davanti a me: parlano spagnolo, dall'accento direi che sono argentini, o uruguaiani, più probabilmente argentini. Uno dei due sta accucciato e tasta varie bottiglie di birra, mentre l'altro gli tiene la porta aperta.
- Cazzo, sono tutte calde!
Si lamenta quello accucciato.
- Devi cercare tra quelle nel fondo!
Gli suggerisce l'amico.

Lo scorpione umiliato - Bangkok, Thailandia

Allevato, impalato, condito e fritto vivo,
venduto per pochi spicci ad un turista sbronzo,
assaggiato, masticato, disprezzato, sputato,
scaraventato al suolo, accanto a un mozzicone.
Cristo Santo, guardatemi! Ditemi che vedete,
un terribile scorpione o un gamberetto nero?

La verdura che vola - Pattaya, Thailandia

Al ristorante "La verdura volante", a Pattaya, ogni giorno broccoli, carote, cetrioli e pomodori vengono lanciati dai cuochi dalla porta della cucina. Attraversano volando l'ambiente ben illuminato della sala da pranzo e atterrano su un punto a caso del tuo tavolo, direttamente nella tua bocca se sei fortunato. Salse e sughetti si spiaccicano sulla stoffa dei tuoi vestiti, e vanno consumati leccandoli direttamente da lì. Un'esperienza esotica autentica, assolutamente da non perdere.

Il geniale riciclaggio dei piccioni - Padova

La reconquista
Un tempo i piccioni amavano appollaiarsi su quel capitello. Un angolino fresco, al riparo dalla luce del sole, in alto, lontano dal passaggio dei pedoni molesti. Poi qualcuno, dopo essere stato raggiunto da uno scarico di guano o un paio di piume, ha deciso che davano fastidio, e ha installato una fila di aghi. Di quelli che si vedono un po' dappertutto nei centri storici delle nostre città, sulle colonne, sui cornicioni o sulle travi dei sottotetti. 
Ma porca puttana! Devono aver pensato i piccioni. Che cazzo facevamo di male? Per caso avete installato un sistema che colpisce con scariche elettriche chi getta rifiuti a terra? O piazzato dei chiodi dove la fanno i cani? Quella è casa nostra e non avete alcun diritto a sfrattarci! Per questioni effimere di questo tipo poi...

La prima pera

Hai voglia a dire che tu non ci cascherai mai, che non c'entri nulla con quei poveracci, i loro problemi, le loro debolezze, le loro tentazioni. Gira e rigira, ascolta e riascolta, pensa e ripensa, la curiosità ti rode il cervello e ti graffia lo stomaco, la voglia di provarci si fa irresistibile e trattenere la gamba, che sembra ormai un arto telecomandato, si fa impossibile, fino a quando, finalmente, si sposta, e tu muovi il grande, tragico passo. Eh già, ci sono cascato anch'io, alla fine mi sono sparato una pera. In realtà quelli del settore la chiamano peretta, ma si tratta di qualcosa che di diminuibile, credetemi, non ha proprio nulla. Potete vedere l'occorrente nella foto qui sotto, che ho scattato prima dell'iniezione. Comunque mi sento sollevato: ora so cosa si prova, e mi rasserena la consapevolezza che non lo farò mai più. L'esperienza, onestamente, mi ha fatto proprio cagare...

Sud est asiatico: test dello schifo

Avete intenzione di partire per un viaggio avventuroso, divertente o rilassante nel sud est asiatico? Se non siete preparati a trovarvi davanti queste scene è meglio che cambiate programma e destinazione. Oh, magari l'asettica Singapore può andare, ecco, ma solo quella eh...

Angeli un par di palle - Angeles, Filippine

Se vi capita di sbarcare nella città di Angeles, provincia di Pampanga, isola di Luzon, Filippine, non vi fate ingannare dal nome. Anche se potreste pensare di essere arrivati in un girone del paradiso, si tratta in realtà di un ricettacolo di puttane. L'ho intuito quando, chiedendo il prezzo delle stanze negli hotel, mi rispondevano sistematicamente: 'Per una o tre ore, Sir?'
Angeli un par di palle...

Iceberg - Boracay, Filippine

Ho ordinato una pizza alle verdure. Ci hanno messo sopra l'insalata, la famigerata Iceberg, quella insipida che si usa anche nel Big Mac. Non ho nemmeno potuto protestare...tecnicamente avevano ragione. Se l'avessi fatto avrebbero potuto rimuovere la mozzarella.

OOO SOOOOLEEE MIOOOO... - Boracay, Filippine

Come ogni giorno visito il sito del Corriere per un veloce aggiornamento sui fatti di casa. Tra le prime dieci notizie ci sono l'arresto dei dirigenti dell'Expo, quello di  Scaiola e per concludere (forse, in fondo era solo mattina in Italia) quello del presidente della lega basket.
Chiudo il sito, mi metto una mano sul petto, l'altra sul pacco e, tra lo sbigottimento dei filippini, mi metto a urlare verso il tramonto: OOO SOOOOLEEE MIOOOO...

Selfaioli

Non è mica solo un problema degli adolescenti di oggi.
Quando ero travolto dalle mie tempeste ormonali e ovviamente nessuna me la dava anch'io da ragazzino mi sparavo un sacco di selfie.
Certo che con gli smartphone di oggi è tutta un'altra cosa...ehhh coi telefononi grigi della Sip sì che era dura!

Vigili urbani che danzano - Bacolod, Filippine

Non mi è mai servito un motivo per convincermi a viaggiare. Sono in giro da anni, tanti anni, quasi ininterrottamente. Ci sono dei momenti però, momenti in cui scendo da un mezzo scassato ad un incrocio anonimo, circondato da edifici fatti di calcestruzzo macchiato, vetri offuscati, metallo arrugginito e tele plastificate stracciate, coi colori antichi sbiaditi dalle mazzate quotidiane del sole tropicale. Scendo dal mezzo dicevo, mi volto, vedo qualcosa di insolito, buffo, sorprendente e dico cazzo, ne valeva la pena portarmi sulle spalle zaini, vestiti, apparecchi elettronici, chitarre che non so nemmeno suonare per affacciarmi su questo buco del culo del mondo e godermi lo spettacolo che si dipana davanti a me. Ne valeva la pena.
Ecco, oggi sono fermo ad uno di quegli incroci, nel centro di Bacolod, una città situata nell'isola di Negros, nel cuore dell'arcipelago delle Filippine, e sto guardando a bocca aperta la prestazione di un vigile urbano che dirige il traffico alternando il moon walk di Michael Jackson, le sculettate di Tony Manero e le piroette di Nureyev. Uno spasso. Una situazione di cui solo io sembro cogliere l'angolazione surreale. 
Ho girato dei video, eccoli:

Segnali buffi/10

Spesso mi imbatto in segnali, cartelloni, scritte o etichette divertenti. Quando capita mi assicuro sempre di non andarmene senza una foto. Le propongo a rate anche qui.
Attenzione! - Koh Samui, Thailandia
Allo scopo di servirvi meglio a tutte le transazioni viene applicata una tariffa di 60 yuan.
Grazie, grazie...davvero gentili - Aeroporto Pudong a Shanghai, Cina
Perché??? - Suzhou, Cina

Le cose fatte col culo (segnali buffi al Terminal 21) - Bangkok, Thailandia

L'ultimo grande centro commerciale installato nel cuore di Bangkok si chiama Terminal 21. 21 dal nome del soi di Sukhumvit che gli sta accanto e Terminal perché il tema del complesso è quello degli scali aeroportuali: Londra, Roma, Parigi, Tokyo, San Francisco, Istanbul...
L'idea non è malvagia e la struttura deve essere costata molto. Lo si vede dai dettagli dell'arredamento, delle decorazioni e persino dai bagni, dove sono stati installati i fantastici cessi computerizzati giapponesi.
Sono rimasto quindi molto sorpreso quando al piano dedicato a Roma ho scoperto alcune cialtronate su quelle che dovrebbero rappresentare delle indicazioni stradali.
Insomma, hanno fatto una Sacher torte deliziosa...e poi hanno deciso di glassarla con la cacca.
Ecco le foto:

Un giorno di ordinaria follia...sfiorato per pochi spiccioli - Kuala Lumpur, Malesia

Il maledetto pulsante oscurato
Capita a tutti almeno una volta di entrare in conflitto con le procedure automatizzare, la tecnologia, i controlli, le macchine. Anche se sei ingegnere, sai qualcosa di di elettronica, informatica e comunicazioni, non sei immune alla frustrazione indotta dalla modernità. A me è appena successo, e ho rischiato il tracollo.
Quelli dei corsi mi hanno chiesto di fermarmi a insegnare una settimana in più del previsto. Devo quindi cambiare la data del volo di ritorno. Recupero la prenotazione online e clicco il pulsante per modificarla. Trovo la soluzione che fa per me ma sono in classe e ho con me solo la carta di debito. Al momento del pagamento scopro che non può essere accettata. Devo aspettare di essere in stanza per poter usare quella di credito. 
Un'ora dopo arrivo in albergo, accendo il computer e con la carta giusta in mano mi appresto a completare la transazione. In casi come questo fino a quando non ricevo la conferma dell'avvenuto pagamento sono sempre piuttosto teso. Di solito è una sensazione ingiustificata, di cui non riesco a spiegarmi il motivo. L'esperienza che mi è toccata oggi mi chiarirà ogni dubbio.

Segnali buffi/9

Spesso mi imbatto in segnali, cartelloni, scritte o etichette divertenti. Quando capita mi assicuro sempre di non andarmene senza una foto. Le propongo a rate anche qui.
159765 persone hanno cliccato mi piace, solo Mark Zuckerberg ha ancora dei dubbi (Boracay, Filippine)
Cupido è passato di qua...(Firenze)
Screanzato! (Bangkok, Thailandia)

Segnali sbagliati, con foto - Suzhou, Cina

Le indicazioni e i segnali in Cina sono quasi sempre tradotti in inglese. Senza essermi documentato ma andando semplicemente ad intuito direi che potrebbe persino esserci una legge o una direttiva del governo dietro tutto ciò. Se si tratta di segnaletica stradale o indicazioni in luoghi pubblici le traduzioni sono spesso impeccabili. E' quando si entra nel settore privato che un cartello può acquistare improvvisamente il valore di una vignetta umoristica e venirti in aiuto quando hai una giornata storta, o anche solo un po' noiosa.
Gli strafalcioni alle volte sono talmente clamorosi da far pensare che frasi intere vengano acriticamente passate al traduttore di Google o che per un termine comune, con una ventina di traduzioni completamente diverse, l'addetto tenda cialtronescamente a pescare dal dizionario la prima della lista, senza chiedersi se abbia senso o no.
Per rendere l'idea della densità d'errore per numero di cartelli tradotti pubblico qui esclusivamente le foto di quelli che ho pescato nel complesso residenziale in cui vive l'amico che mi ha ospitato qui a Suzhou. Buon divertimento.
Centinaia di copie affisse nel complesso, tutte con lo stesso errore in "architecture"
Questo è il mio preferito: "Divieto di paraboliche d'alta quota". Imbattibile...