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Bestie che pungono, con foto - Thailandia

Fucking insects/0
Siete ossessionati dalle zanzare? In questo pezzo cercherò di darvi il modo di rallegrarvi per non aver trovato di peggio. Forse addirittura di cominciare ad apprezzarle un po'. Aspettate, leggete il seguito prima di cominciare a dileggiarmi.

- Iniziamo con il capitolo sonno.
Non sono una persona molto esigente quando c'è da trovare una stanza per passare una notte. Per lo meno quando si tratta di un viaggio di piacere, magari in posti non troppo sviluppati. Mi sembra che abbia poco senso pretendere standard da paese ricco in un posto che ricco non è.
L'unica fobia, l'incubo, la paranoia che mi fa stringere i denti e chiudere forte gli occhi per alcuni minuti dopo essermi messo a letto ha un nome un po' buffo: bedbugs! Ho sempre utilizzato il termine inglese, perché in Italia non ne avevo mai sentito parlare. Noi occidentali infatti ci siamo praticamente sbarazzati dei bedbugs ai tempi in cui spruzzavamo allegramente il contenuto di una bomboletta intera di DDT per uccidere una mosca. Dopo che questo prodotto, estremamente tossico, è stato abolito per evitare che assieme ai parassiti ci sbarazzassimo anche di qualche milionata di esseri umani, in alcune aree il problema ha cominciato a ripresentarsi. 
Bedbugs quindi. La traduzione in italiano è "cimici dei letti", o "cimici dei materassi".

Lingua franca/2 - Da Hua Hin a Koh Phayam, Thailandia

L'amico I regge sul polso una mini mantide religiosa a Koh Phayam
Oltre che nell'Europa di lingua tedesca l'italiano può funzionare come lingua franca anche nel S.E. asiatico. 
Siamo a Hua Hin, golfo del Siam, due o tre ore a sud di Bangkok. Ristorantino con terrazza sul mare, pesce sui piatti davanti a noi. Siamo a tavola con un gruppo di zurighesi, e come al solito almeno un paio di loro parlano italiano quasi perfettamente. Paese buffo la Svizzera: tutte quelle lingue ufficiali e nessuna che lo unifichi, i suoi abitanti costretti alle volte a parlare in inglese tra di loro. Mi intrigano, mi incuriosiscono, ma non mi sorprendono più. 
Poche ore più tardi, mentre aspettiamo la corriera per Ranong, un ragazzo mi chiede se so qualcosa a proposito del bus per Phuket, che è già parecchio in ritardo. Ha parlato in italiano correttamente, c'è un po' di rumore e non sono riuscito a concentrarmi sui dettagli dell'accento. Scopro quindi che è inglese, della Cornovaglia. Ha vissuto per vari mesi a Caserta e poi a Ravenna. Mi racconta che all'inizio parlava persino con un vago accento campano.