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Pane dei poveri


Tutto l'anno a far la fame
e ad agosto manco'l pane.

Quanto fa male


quanto fa male accorgersi
di aver ferito qualcuno
senza farlo apposta
senza farci caso

Il ritorno di esse


Quando tali sciocchezze
avrai un giorno scordato,
sarà la vita sprecata
il tuo rimorso più grave.
Ora però ti preoccupi
proprio di quelle facezie,
non del tempo che invece
esse già ti han sottratto.

Venite, venite


Venite, venite,
io sono un muro
su cui qualcuno
ha dipinto un tunnel.
Venite, venite,
tirate dritto,
cadete nel tranello,
entrate in galleria!

A chi...


A chi non accudisce
la propria integrità,
sembrerà normale,
fors'anche virtuoso,
trasformare in falsità
una sgradita verità.
A chi invece coltiva
il seme dell'inganno,
naturale apparirà,
e magari pure scaltro,
un'opportuna falsità
tramutare in verità.

Una parola


Se quello che vuoi dire
puoi dirlo con una parola,
dillo con una parola.

Grigia periferia, domenica sera


Grigia periferia
Lampade al neon
Pioggia fine
Gelido vento
Pozzanghere untuose
Vetri appannati
Cartoni bagnati
Suole zuppe
Passi svelti
Cicche ciacche
Alito umido
Naso chiuso
Corvi in posa
Blatta spiaccicata
Poster slavati
Semaforo spento
Zebrate sbiadite
Aiuola scarna
Ombrello divelto
Cigolio di cardini
Zerbino liso
Lume intermittente
Impronte melmose
Scalini concavi
Corrimano lucido
Puzza di muffa
Chiavistello arrugginito
Strattone alla porta
Luce fioca
Piatti sporchi
Pantofole sfondate
Tendina strappata
Gocce sulla finestra
Mezza boccia di rosso
Avanzi di frittata
Pane raffermo
Moka annerita
Doccia che perde
Dentifricio rappreso
Letto sfatto
Libro ingiallito
Falena che sbatte
Occhi pallati
Lucida insonnia
Spunta l'alba
È già lunedì

L'acquario


Per quanto a chi sta sguazzando dentro a un acquario
si cerchi di spiegare che sta sguazzando dentro a un acquario,
questi non capirà che sta sguazzando dentro a un acquario,
proprio perché sta sguazzando dentro a un acquario.

I am "italiano"


Non sono mai stato nazionalista in vita mia. Campanilismo e tribalismo sono sentimenti che non solo mi sono estranei, ma mi turbano pure un po'. Identificarmi come italiano, però, mi dà sempre una soddisfazione particolare. Non è una questione di orgoglio, bensì di opportunità, di risorse, di patrimonio. Non si tratta di patriottismo, è "teoria dei giochi" pura e dura.
Ma vi rendere conto? Quando vi chiedono "Where are you from?" e voi rispondete "Italy", gli state scaricando addosso Roma, Venezia, Napoli, Firenze, Milano, Palermo. L'impero romano, la chiesa, il rinascimento. Poeti, musicisti, esploratori, filosofi, pittori, scultori, scienziati, registi, sportivi. Le Dolomiti, il lago di Garda, le Cinque Terre, la Costiera Amalfitana, la costa Smeralda, l'Etna. Il Colosseo, il Duomo di Milano, il ponte di Rialto, la Torre di Pisa, gli scavi di Pompei, i Trulli. Gli spaghetti, la pizza, le bruschette, il cappuccino. La Ferrari, Armani, Ferrero.
Non serve nemmeno che facciate l'elenco: "Italia" è l'etichetta su un pacco il cui contenuto conoscono tutti. È un colpo da KO, uno scacco matto, un'offensiva inarrestabile.
Poi lo sanno che magari hanno davanti uno stronzo. Però è uno stronzo italiano. Vuoi mettere?

P.S. A proposito, alla domanda "Where are you from?", anche se parlo piuttosto bene l'inglese, rispondo sempre "Italia!" o "Italiano!", in italiano appunto. E si comincia subito con una bella risata.

Riappropriazione


Restarsene soli, isolati, lontani,
sfondare le mura della propria cultura
e in terra di nessuno piantata la tenda,
osservare, pensare e riconfigurare,
può svelare quanto, davvero tanto,
di ciò in cui crediamo e che tramandiamo
sia calcolato frutto di plagio sociale
vilmente inflitto in età infantile.


Diversi


Seguitemi in questo breve esperimento mentale.
Livello 1: l'evento casuale - Mettete per ipotesi che un individuo nasca con una leggera mutazione o variante genetica che come effetto ne cambi una delle cosiddette abilità "normali": l'udito, la vista, la deambulazione, la digestione, il pensiero, fate voi. Verrebbe etichettato, anche ufficialmente, come "diversamente abile".
Livello 2: la statistica - Assumete ora che di questi individui ve ne siano in media un certo numero, diciamo una frazione di punto percentuale sull'intera popolazione (per esempio: 0,00003%).
Livello 3: il cigno nero - Ora ipotizzate una catastrofe di genesi naturale o antropica: un mega asteroide, gli alieni, una guerra termonucleare globale, un virus sfiatato fuori da un laboratorio. Decidete voi, potete essere banali e mainstream o creativi e complottisti, basta che l'esito dell'esperimento mentale non cambi: la specie umana viene spazzata via, non solo dalla terra ma dall'intero universo.

membrane - di William Stabile

Pubblico qui sotto una poesia dell'amico William Stabile.

 

membrane 

decifra le notti

dove abortiscono i sogni

riallaccia sintassi

cercando il senso della storia

-minima

intreccia gli anni come anelli

che attraversano raccolte

sente i segnali sfuggire

eppure ricercare

percepisce ancora membrane

vibrare

leggere sfiorano

le pareti più intime del soffio

-pur sempre brade

bimbi nel cortile di una scuola

scuotono rami d’albero

 

mi compio sotto una pioggia di fiori di pesco

 

 

 

Sostituzioni


Identità
non nazionalismo,
appartenenza
non campanilismo,
spiritualità
non fervore,
autostima
non orgoglio,
confronto
non conflitto,
ispirazione
non invidia,
curiosità
non timore,
apertura
non ostinazione,
affetto
non ossessione,
impegno
non lamentela,
automiglioramento
non commiserazione,
diversità
non esclusione,
entusiasmo,
non rancore,
cordialità
non freddezza,
umanità
non ostilità,
rispetto
non asservimento,
cautela
non immobilismo,
audacia
non incoscienza.
Gli occhi di David Bowie sono un'installazione di Valter Adam Casotto #valteradamcasotto

Illuso è


Illuso è
chi è convinto che
l'ingiustizia tutta sia
causa di un'oligarchia,
estirpata già la quale
si sarebbe vinto il male,
per poi in un mondo giusto
vivere con sommo gusto.
La realtà è ben più complessa,
una rete interconnessa,
grafo di mutua dipendenza
ineffabile alla scienza,
dove lo sperduto nodo
partecipa a suo modo
ed ogni stolto cittadino
è causa e croce del destino.
Espropriato qua il plutocrate,
destituito lì l'autocrate,
incarcerato l'islamista
ed estradato già il sionista,
il loro posto sarà preso
da chi si professava offeso:
perché in regime d'ingiustizia
ogni uomo se ne sfizia,
genuflettendosi al tiranno
per tornaconto o minor danno.
Sceglier di far il moralista
per ipocrisia o solo per svista
e sul torto altrui puntare il faro
accennando al proprio sol di raro,
è un segnale poco franco
di appartenenza al branco,
di certo non sincero impegno
per un futuro un po' più degno.


QUESTIGGIOVANI


"Mannaggia a questi giovani."
"Il mondo al giorno d'oggi..."
"Dove andremo mai a finire?"
"Non ci stanno più i valori!"
Lo ripeteva vostro padre,
l'aveva detto già suo zio,
dello zio il nonno pure
e di quel nonno l'antenato.
Sta scritto in geroglifico,
in latino e cuneiforme,
su carta, pergamena,
papiro e tavolette.
Ma se nell'era antica
e poi nel medioevo,
fino all'età moderna
qualcuno s'è lagnato,
la conclusione è ovvia:
il problema non so' i tempi
e li giovani stanno bene,
siete voi che state vecchi!


PER UN PAIO DI JOULLARI (IN A-A-A-A)

Penose sono quelle caduche
celebrità
che alla rete di cinismo su soprusi
e crudeltà
attaccano la spina della propria
vanità
per una scossa da due joul
di popolarità.


SI AZZUFFANO I PEDONI, GLI ARROCCATI IMPERANO


"Divide et impera"
è un motto antico,
romana tattica
di plebaglia giogo.
Due millenni avanti
la tecnomassa
- dotata di tutto,
fruitrice di nulla -
si polarizza a comando
su questioni imposte,
inghiottendo slogan
di propaganda ultrà.
Guidato a distanza
dal vero nemico
il mirino dell'arma
è puntato sul pari:
lo stolto spara,
inveisce, schiuma,
si crede illuminato,
valiente, retto.
Nell'opposta trincea
si specchia un clone
che convinto, mai vinto,
risponde al fuoco.
È l'ancestrale zuffa
tra miseri pedoni,
divisi lungo linee
di altrui comodità.
Gli arroccati imperano
e soddisfatti ghignano:
il trucco funzionò,
funziona e funzionerà.


Il nuovo barbaro

La deriva politica
con al traino la mediatica
si riflette socialmente
nel passaggio dell'umorismo
dall'epoca dell'ironia
a quella buia del sarcasmo.
Con l'ironia si ride,
il sarcasmo deride:
la preposizione "con"
è sostituita dalla "di".
Il divertimento è degradato
a intenzionale umiliazione:
dall'ilare complicità
al perfido sadismo,
da strumento di socialità
ad arma d'aggressione,
da punto d'incontro
a fronte di un conflitto.
La società italiana,
dell'ironia baluardo,
è stata invasa come Roma
dal barbaro sarcasmo.


Le nuove maschere


Demagogia, dietrologia e qualunquismo
sfilano tronfi travestiti da sarcasmo:
non è di carnevale o halloween un inganno,
ma un costume indossato fieramente tutto l'anno.


Streams?


Mainstream proclamano, che parolone.
Chi lo segue "sa bene" d'aver ragione,
chi è contrario sa scegliere "l'informazione". 
Circo e stadio sono i modelli imperanti:
clown in TV e pagliacci in rete
mettono in scena spettacoli aberranti
per un pubblico di ultras armati di machete.
Si partecipa in massa ad ogni nuova diatriba:
una malattia, una guerra, l'ambiente, il petrolio!
L'originalità viene estratta da un giacimento esaurito:
il "Trito e ritrito" più che cliché è un nuovo rito.
Compromesso, ragionamento? Dei tecnicismi ignobili,
insulti e urla son qui le armi nobili.
Profani? Mai! Davanti a nulla,
esperti dell'intruglio purché sia tafferuglio.
Ci si schiera sempre, senza nutrire dubbi,
monasticamente devoti a qualche tipo di "ismo":
imperialismo, terrorismo, 
fascismo, comunismo,
wokeismo, waspismo,
tradizionalismo e progressismo.
Ore ed ore trascorse ad odiare,
carburati da notizie che alimentano il rancore.
Davanti alle ineffabili questioni globali
io resto perplesso, senza posizione:
per quanto ci provi non riesco a scegliere
tra due imperi arroganti,
tra un miliziano e un soldato,
tra questa o quella vittima,
tra alternative astratte.
Programmi in TV e video in YouTube 
con equanimità li ignoro entrambi,
resto nel mio angolo, in flebile penombra,
a sfogliare testi specialistici e vecchia letteratura.
Fra poesie, filosofia, scienza e romanzi,
cerco il bello, il profondo, l'ispirazione, l'arguzia.
L'esempio di un poveraccio, 
troppo impegnato a campare
per permettersi di dedicare
al massimalismo il suo tempo,
che tuttavia sorride, condivide e aiuta,
resta il promemoria sgualcito e sbiadito
dell'esistenza inequivocabile seppur remota
di un'umana capacità di vivere in armonia la vita.