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That's China - Kunming, Cina

Dopo giorni di ricerca abbiamo trovato casa. Tre stanze da letto, un salone enorme. Sta al quinto piano e non c'è l'ascensore ma la vista sul Green Lake è da ore di ipnosi. Non sappiamo chi ci abitasse, né da quanto sia vuota, ma i pavimenti e il mobilio sono in condizioni pietose. L'agenzia ci consiglia un'impresa di pulizie. Arrivano tre ometti, in giacchetta e mocassini, un paio di secchi, spugne, stracci. Li osserviamo ammutoliti e ognuno pensa in silenzio al mantra che continuiamo a sentire da giorni. Se qualcosa non quadra la spiegazione è...that's China...

Per un paio d'ore fanno finta di pulire: all'inizio puntualizziamo, poi lasciamo stare. Quando è l'ora di andarsene sembrano aver fretta, sorridono nervosi e rimbalzano giù dalle scale. Ci guardiamo e questa volta lo diciamo ad alta voce, la spiegazione dev'essere per forza...that's China! Giriamo su noi stessi e osserviamo il risultato. Beh, dai, non lo avranno pulito, ma almeno hanno grattato via il primo strato. 

Il giorno seguente apro un cassetto e rinvengo la borsa in cui tengo i contanti. Di tutto ciò che c'era nella casa è l'unico oggetto che hanno ripulito per bene. Non mi hanno lasciato nemmeno un renminbi.

Ma anche questa storia ha qualcosa da insegnare. L'espressione "That's China" non è una chiave universale e alla fine per certi aspetti tutto il mondo è paese.

Primavera 2006

Foto "Green Lake da una finestra", di Fabio Pulito