Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta musica

Entra da qui

Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Il talento


Il mondo, parliamoci chiaro, è pieno di gente ordinaria, se non addirittura mediocre.
Trovare una persona con del talento in un campo — sia esso musica, letteratura, pensiero critico, arte, scienza o sport — è da considerarsi evento raro.

Molta gente però fa un ragionamento stranissimo. Nonostante accetti senza batter ciglio l'assenza totale di talento nella maggioranza delle persone, da questi casi speciali — quelli con un talento monosettoriale — si aspetta invece del talento a tutto tondo. Cioè a uno che canta bene si richiede ottima capacità di comunicazione. A un bravo scrittore visione politica. A uno sportivo l'integrità morale. E via dicendo.
Eppure si tratta di banale calcolo delle probabilità: se è raro, come è vero, trovare una persona talentuosa in un campo, pensate a quanto difficile possa essere trovarne una con del talento multisettoriale!

Magari qualcuno starà pensando a Leonardo da Vinci come controesempio. Va bene, il da Vinci era un personaggio incredibile, dal talento eclettico. Però è vissuto cinque secoli fa. E ancora se ne parla come un caso più unico che raro!
Semmai il suo è un esempio che prova proprio il punto di vista appena esposto.

Il divertimento secondo me


Mi sono sempre saputo divertire, in qualunque posto e modo, in qualsiasi momento. Frequento anche i tipici luoghi del divertimento. Non tutti, sia chiaro, ma alcuni sì. Li riconosco subito: possiedono qualche ineffabile caratteristica che soddisfa il mio istinto.
Ci vado anche da solo. Ho sempre amato farlo. A volte posso sembrare schivo, assorto, persino cupo. È soltanto apparenza. Forse sono brillo, e me la sto spassando davanti al palcoscenico della mia mente. Inoltre osservo e ascolto. La musica, certo, ma non solo.

Io lo so cos'è il divertimento. Lo so meglio di quello che sorride a tutti e "fa" l'estroverso. Ho conseguito una laurea, un master e un dottorato in divertimento. Tutto honoris causa, ovviamente. Semplicemente non mi diverto in modo prescritto, precostituito, prefabbricato. In generale i "pre-qualcosa" mi danno l'orticaria.

Il divertimento per me è qualcosa di spontaneo, istintivo, creativo. Il mio divertimento è, come un po' tutto il mio stile di vita, una forma d'arte — perdonate l'immodestia. È tuttavia una forma d'arte un po' insolita, esotica, che sembra appartenere ad altri lidi. Un po' come le maschere africane, le stampe giapponesi o le danze tahitiane che fecero il loro sbalorditivo e dirompente ingresso nel panorama culturale europeo dell'ottocento.

Credo che non smetterò mai di cercare di divertirmi. E nemmeno di riuscirci, se tutto va bene. È persino possibile che schiatterò divertendomi.
Sì, pensandoci bene, spero proprio che vada a finire così.

Sottovalutato


Mi sembra che Giorgio Moroder, almeno in Italia, sia sempre stato un po' sottovalutato. Eppure è un vanto italiano dell'alto Adige da ben prima che nascesse Sinner.
Per quanto mi riguarda, per le emozioni che suscita e i ricordi che evoca, nella seconda metà del ventesimo secolo sta dietro solo a Ennio Morricone. In realtà alcuni stimoli che mi ha trasmesso Moroder non me li ha trasmessi nemmeno Morricone. Non perché siano più intensi, semplicemente perché sono diversi.

Si è arresa... - Bangkok, Thailand

"Quando ci stai provando può essere frustrante ma poi, all'improvviso, succede qualcosa..." Questo mi hanno detto quando ho deciso di conquistarla. Ed oggi infatti...è successo qualcosa. Non so come spiegare, non so se stia funzionando, ma sento che sto andando nella direzione giusta. 

È come se a sorpresa avesse ceduto alla mia corte cominciando a sentire che le piaccio un po'. Lei mi ha catturato fin dal primo momento. Certo, era una presenza po' ingombrante e mi faceva sentire goffo, ma ero affascinato. Lei, beh, non era reciproco. Anzi direi che persino mi odiava: mi affettava i polpastrelli, mi segava le gambe, picchiava contro le pareti e i mobili della casa, lanciando delle urla penetranti e fastidiose con il chiaro intento di mettermi contro i vicini. Ma alla fine si è arresa. Dopo giorni di lotta ha gettato la spugna e ha detto: "Va bene, io continuo ad umiliarti ma tu ogni volta ricominci. Non mi fraintendere, fai veramente schifo. E il modo in cui mi usi,se possibile, è anche peggio. Ma sei cocciuto e non posso fermarti, dammi la mano e vai pure avanti, non cercherò più di opporre resistenza".

La mano gliel'ho data, anzi gliene ho date due. Ora se la tocco non mi distrugge le dita e mi sento più a mio agio quando sto con lei. Io non mi arrendo e tiro avanti spedito, continuo a provare a suonare questa chitarra. Vi chiedo scusa se abitate a fianco.

Foto "Guitar girl", da Allposters.com