Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta ristoranti italiani all'estero

Non sono snob, mi faccio semplicemente i cazzi miei - Kuala Lumpur, Malesia

Quando sono all'estero non vengo quasi mai riconosciuto come italiano. Nemmeno dagli italiani. Fino a quando non mi sentono parlare ovviamente. Questa relativa invisibilità ha varie cause. Spesso sto da solo, e quando sono con qualcuno non parlo quasi mai l'italiano. Mi faccio spesso i fatti miei, mi vesto e mi comporto in maniera piuttosto "apolide".
E così anche quelle poche volte che vado a mangiarmi una pizza il proprietario o il caposala, durante il suo giro per i tavoli a salutare i connazionali, mi salta sempre. Al massimo mi rivolge una battuta in inglese. A cui io la maggior parte delle volte rispondo con un sorriso e un gesto, continuando a masticare. Anche se so che va a finire così, quando lo vedo sorvolare il mio tavolo per atterrare su quello a fianco tiro sempre un sospiro di sollievo.

Bigoli nel mondo

Viaggiando capita spesso che la curiosità prenda il sopravvento sulla cautela. Ecco allora che ci mettiamo a provare, osare, sperimentare. Magari rischiamo e ci cacciamo pure nei guai. Forse è proprio l'adrenalina che il guaio sintetizza il fattore X che rincorriamo. Altre volte invece, un po' stanchi delle sorprese dopo le prime settimane di avventura (mai annoiati però), cominciamo a scandagliare i luoghi alieni a caccia di angoli più familiari, dove le complicazioni della vita da straniero vengono temporaneamente risolte. Lassi di tempo semplificati. Un po' finti insomma, ma sufficientemente realistici.
Quando si tratta di cibo io sono piuttosto intrepido ma ogni tanto, soprattutto se ho una cucina a disposizione e non sono costretto a servirmi dei ristoranti italiani all'estero, mi piace rinfrescare la memoria dei sapori familiari, talmente familiari in effetti da essersi quasi incollati ai cromosomi. Una versione gourmet del richiamo della foresta insomma.
Col tempo ho imparato però che esiste anche una via di mezzo. Alla fine ce n'è sempre una, no? Ad esempio cercare nella cucina straniera similitudini con la nostra. Delle affinità alimentari che plachino la nostalgia del palato alimentando al contempo il sempre vivo spirito esploratore.

L'italiano sfregiato/3 - Varie

Foto "Spaghetti indigesti" di Nardino (CC)
Una raccolta di errori ed equivoci molto diffusi

E anche per il terzo capitolo vi rimando alla sezione in inglese. Credo si capisca perché non l'ho tradotto in italiano.

L'italiano sfregiato/2 - Capitolo caffè

Caffè a Kuala Lumpur, di Fabio
Una raccolta di errori ed equivoci molto diffusi.

Anche questo post leggetelo nella sezione in inglese. Capirete perché non l'ho tradotto in italiano.

"L'italiano sfregiato/1 - capitolo cibo" invece lo trovate qui.

L'italiano sfregiato/1 - Capitolo cibo

Foto di un ristorante italiano a Kuala Lumpur, Malesia. Di Fabio
Una raccolta di errori ed equivoci molto diffusi

Questo post leggetelo nella sezione in inglese. Capirete immediatamente perché non l'ho tradotto in italiano.

La spolverata di pepe - Bangkok, Thailandia

Al ristorante italiano, da qualche parte all'estero.

Il cameriere arriva con i piatti che ho ordinato. Mi preparo alla sfida puntando la forchetta, quando lo vedo tornare con un arnese di legno. "Some pepper, Sir?" Osservo attentamente quell'oggetto scuro: quello che all'inizio mi era sembrato un palo, era in realtà un macinapepe lungo mezzo metro! Non ho fatto in tempo a rifiutare l'offerta: osservo il cameriere che ruota con ardore mentre una coltre speziata cala sul mio piatto. Alla fine il pepe mi piace abbastanza, non mi faccio problemi e inforco la pasta.

La spolverata di pepe è come il garlic bread: qualcuno ha detto in giro che per gli italiani è un must. Osservo il cameriere che si aggira con l'attrezzo. Lo brandisce con una mano pressapoco al centro, mentre con l'altra all'estremità sta pronto a ruotare. Offre ad ogni commensale due o tre giri di pomello.

Raggiunge il tavolo di un signore romano, che ascolta l'offerta e poi scuote la testa. Quando il cameriere è lontano lui dà sfogo al suo orgoglio: "Ab-bello, che stai a fa'? Ma porta via quer pepe: sui bucatini all'amatriciana ce se gratta er PE-CO-RI-NO!"

Garlic...what? Garlic bread! - Kuala Lumpur, Malesia

Chissà chi ha messo in giro la voce che il garlic bread è un piatto tipico della cucina italiana. Nei menu dei ristoranti nostrani all'estero, camuffato da antipasto tra bruschette e insalate, l'intruso è sempre lì, come un uovo di cuculo.

Il pane non si serve e questo impostore, che spesso purtroppo ne è l'unico surrogato, è disponibile soltanto tra le portate à la carte.

Ma le voci calunniose colpiscono un po' ovunque
e ogni cultura culinaria ha le sue leggende metropolitane. Chi glielo va a spiegare ai cinesi, per fare un esempio, che il loro dessert più famoso in Italia è il gelato fritto?

(Foto di OMGsplosion, wikipedia.org)