Non sono snob, mi faccio semplicemente i cazzi miei - Kuala Lumpur, Malesia
Quando sono all'estero non vengo quasi mai riconosciuto come italiano. Nemmeno dagli italiani. Fino a quando non mi sentono parlare ovviamente. Questa relativa invisibilità ha varie cause. Spesso sto da solo, e quando sono con qualcuno non parlo quasi mai l'italiano. Mi faccio spesso i fatti miei, mi vesto e mi comporto in maniera piuttosto "apolide".
E così anche quelle poche volte che vado a mangiarmi una pizza il proprietario o il caposala, durante il suo giro per i tavoli a salutare i connazionali, mi salta sempre. Al massimo mi rivolge una battuta in inglese. A cui io la maggior parte delle volte rispondo con un sorriso e un gesto, continuando a masticare. Anche se so che va a finire così, quando lo vedo sorvolare il mio tavolo per atterrare su quello a fianco tiro sempre un sospiro di sollievo.
E così anche quelle poche volte che vado a mangiarmi una pizza il proprietario o il caposala, durante il suo giro per i tavoli a salutare i connazionali, mi salta sempre. Al massimo mi rivolge una battuta in inglese. A cui io la maggior parte delle volte rispondo con un sorriso e un gesto, continuando a masticare. Anche se so che va a finire così, quando lo vedo sorvolare il mio tavolo per atterrare su quello a fianco tiro sempre un sospiro di sollievo.






