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Padovani, i globalizzati de noantri

Una quindicina di anni fa, a Padova, quando dicevo di aver provato il sashimi parecchia gente cominciava a sbeffeggiarmi, mimando vomitate, attacchi di tosse e dolori di stomaco, e mi dava dell'incosciente per aver mangiato pesce crudo. Oggi gli stessi saggi si incontrano in Piazza dei Signori (ah, l'ironia del nome...) e si salutano mormorando konnichiwa e konbanwa, con le braccia aderenti ai fianchi e l'accenno di un inchino, prima di buttarsi in una conversazione stereotipata che comincia sempre con: “Guarda, ieri ho mangiato un sushi che non ti dico...”. Sono gli stessi padovani della globalizzazione de noantri, quelli in onore dei quali le osterie del centro sono state sostituite dai wine bar, i geni che hanno preferito lasciare che si chiudesse Mirco Buso per aprire una trattoria toscana DOC, fallita miseramente nel giro di qualche mese.

Politicamente scorretto e vagamente pessimista su sviluppo, globalizzazione, paesi ricchi e poveri, ecc. - Birmania

Una specie di semaforo a "risparmio energetico" a Thibaw
La Birmania è un'opportunità. Un'opportunità a orologeria, col display del conto alla rovescia nascosto. Un'occasione, un modellino, un esempio concreto per riflettere sui temi dello sviluppo, la globalizzazione e le relazioni internazionali che fra qualche anno potremmo non avere più. Uscire dall'aeroporto di Rangoon significa entrare in un mondo che negli ultimi sessant'anni si è sviluppato poco, o per certi versi nulla. Un sistema che per alcuni aspetti è addirittura tornato indietro nel tempo. Un luogo in cui la gente gira a piedi, in bicicletta o in auto scassate su strade polverose che tagliano distese di spazzatura, sale in autobus con un sacco di riso e due galline, non si lamenta se il treno procede ai venti all'ora rimbalzando su rotaie ondulate e sconnesse, si cucina la cena su un fuoco a legna, se un dente fa male a causa di una carie lo toglie, non si preoccupa della moda e degli ultimi ritrovati tecnologici (anche se quest'ultima affermazione ormai è vera solo in parte). E nonostante tutto appare poco stressata, moderatamente felice, sorride spesso, vive con un certo ottimismo. 
Eppure se uno osserva bene non potrà non notare le prime avvisaglie di uno sviluppo che probabilmente nel giro di pochi anni stravolgerà tutto. E ogni o volta che ciò accade si cominciano a sentire i triti commenti di alcuni visitatori stranieri.