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Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Stanotte finisce quando lo dice l'alba

Ieri è crollato, sopraffatto dal sonno. Ha lottato a lungo contro il peso delle palpebre, poi si è ricordato le parole degli amici. Di che ti preoccupi? C'è sempre domani. Non ne è sicuro, diffidente cromosomico. Ma alla fine hanno sempre avuto ragione. 

Oggi però non ci sono scuse. Ti sei riposato, niente lavoro: stanotte finisce quando lo dice l'alba. 

Ma che senso ha? Starete pensando. Che senso? Come...risponde lui. Domani, come dite voi, probabilmente ci sarà. Ma dopodomani...io...beh, che ne so?

Immagine "Dancing 'til dawn" di Marianne Millar, da Allposters.com

L'ultimo legame - Bangkok, Thailandia

Ci sono delle notti in cui addormentarsi è un delitto. Magari è un libro che hai appena finito, oppure una serata, una relazione o un incontro. Hai la sensazione che col sonno e la chiusura del giorno se ne andrà il legame tra te e quell'esperienza. E l'ultima cosa che ti senti di fare è tagliare il vincolo utilizzando un sogno.

(Immagine: Le Rêve, Pablo Picasso. 1932)

Speculazioni di una notte troppo lunga - Bangkok, Thailandia

Cambia posizione per la centesima volta. La testa sprofonda di nuovo nel cuscino ma un occhio fissa sempre quella chitarra nell'angolo. Ha letto, ha scritto, ha navigato e suonato. Un triathlon tra pagine, schermate e accordi. Poi ha messo via tutto: si è lavato i denti, ha fatto le flessioni e si è infilato a letto. Con le guance tese ha letto l'ultimo capitolo, poi pensando che fosse tutta colpa degli ormoni ha preso le salviette e ha fatto un altro esercizio. Ma è ancora lì, con gli occhi strabuzzati, solo una parte del suo corpo si è finalmente addormentata.
 
La chitarra lo chiama e lui non risponde, ma è come cercare di dormire in un'acciaieria. Poggia il libro e afferra lo strumento. Accende il portatile e trova gli esercizi, prova due o tre accordi ma senza suonarli. Poi guarda l'orologio: ormai è mattina, l'obbligo del silenzio non vige più. 
 
La chiamano insonnia, ma lui è solo sfasato: quando gli altri sgambettano si addormenterà. E mentre i pensieri si scontrano tra i lobi trova il primo accordo di How do you sleep di John Lennon.

(Immagine "L'Insonnia, Tacuinum sanitatis casanatensis", XIV secolo, da wikipedia.org)