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La raccolta delle ciliegie


Chiunque voglia condurre un'analisi storica, sociale o (geo)politica dovrebbe sempre partire senza preconcetti, raccogliere fonti di diversi orientamenti, valutarle, incrociarle, metterle alla prova e informarsi sull'attendibilità di chi le diffonde, per poi analizzarle, estrapolare i punti salienti e quindi arrivare ad una conclusione. La quale conclusione dovrà però sempre essere trattata "con le molle", tenendo a mente che le fonti consultate sono di seconda o terza mano e non si conoscono le vere motivazioni di chi le ha curate.
Il clima di polarizzazione che caratterizza ormai qualsiasi dibatto ha spazzato via anche le ultime tracce del metodo testé delineato.
Le nuove linee guida, utilizzate sia da profani incialtroniti con cattedra al Bar Centrale sia, purtroppo, da molti addetti ai lavori, si sono ormai consolidate così: 0) se non hai la conclusione già pronta, non inizi nemmeno la ricerca, 1) semplifica la complessità polarizzando 
il problema col più ridicolo manicheismo di cui sei capace, 2) decidi per quale polo fare il tifo in base alla conclusione di partenza, quella del punto 0, 3) cerca le fonti che corroborano la tua posizione totalmente arbitraria fottendotene con brio di approfondirne la veridicità e l'attendibilità, 3) scarta quelle che ti stanno antipatiche, per nessun altro motivo se non appunto il fatto che ti stiano antipatiche, e 4) ribadisci quindi la conclusione a cui eri d'altra parte già arrivato all'inizio, cioè al punto 0.
Potrebbe sembrare paradossale che una conclusione sia confezionata fin dall'inizio (il punto 0) e pure che serva fare tutto quel lavoro per andare dal punto di partenza al punto di partenza (di nuovo il punto 0): tu fidati, nell'ambito del paradigma polarizzato è dimostrabile empiricamente che questa tattica funziona alla grande.
Ci sono poi delle tecniche accessorie che possono tornarti utili: insulti, urla, ricatti morali, cambi di argomento mirati, paragoni tirati per le orecchie. Ce ne sono una marea, prova a chiedere a chatGPT. Anzi, se non hai tempo per il fastidioso iter proposto, puoi chiedere al tuo agente AI preferito di darti proprio la conclusione che cercavi, con tanto di fonti spazzatura allegate.

Propagande

Che la nostra opinione pubblica sia stata manipolata per anni dalla propaganda USA è oltremodo evidente. E anche - dopo il caso degli archivi Mitrokhin grazie ai quali si scoprì l’acqua calda - che le opposizioni tradizionali in Europa fossero teleguidate dalla propaganda del Cremlino.
Molto più sorprendente è ciò che sta accadendo oggigiorno, nell’era del web, dei social e dei vari canali d’informazione aperti a tutti.
La società intera - e quindi non solo gli organi di informazione o le organizzazioni politiche - si è ormai spaccata lungo una linea di separazione che in alcuni tratti coincide con la vecchia cortina di ferro, e in altri è invece più fluida. Il grosso della popolazione reagisce in maniera pappagallesca (anzi, forse i pappagalli sono più autonomi) all’una o all’altra propaganda, senza organi fissi di riferimento ma andandosi a cercare personalmente le fonti che confermano le leggi scolpite nelle tavole che la divinità
 prescelta ha consegnato loro.