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Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

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La raccolta delle ciliegie


Chiunque voglia condurre un'analisi storica, sociale o (geo)politica dovrebbe sempre partire senza preconcetti, raccogliere fonti di diversi orientamenti, valutarle, incrociarle, metterle alla prova e informarsi sull'attendibilità di chi le diffonde, per poi analizzarle, estrapolare i punti salienti e quindi arrivare ad una conclusione. La quale conclusione dovrà però sempre essere trattata "con le molle", tenendo a mente che le fonti consultate sono di seconda o terza mano e non si conoscono le vere motivazioni di chi le ha curate.

Il clima di polarizzazione che caratterizza ormai qualsiasi dibattito ha spazzato via anche le ultime tracce del metodo testé delineato.
Le nuove linee guida, utilizzate sia da profani incialtroniti con cattedra al Bar Centrale sia, purtroppo, da molti addetti ai lavori, si sono ormai consolidate così: 0) se la conclusione non è già pronta, non si inizia nemmeno la ricerca, 1) si semplifica la complessità polarizzando il problema col più ridicolo manicheismo di cui si è capaci, 2) si decide per quale polo fare il tifo in base alla conclusione di partenza, quella del punto 0, 3) si cercano le fonti che corroborano la propria posizione totalmente arbitraria fottendosene con brio di approfondirne la veridicità e l'attendibilità, 4) si scartano quelle che stanno antipatiche, per nessun altro motivo se non appunto il fatto che stiano antipatiche, e 5) si ribadisce quindi la conclusione a cui si era d'altra parte già arrivati all'inizio, cioè al punto 0.
Potrebbe sembrare paradossale che una conclusione sia confezionata fin dall'inizio (il punto 0) e pure che serva fare tutto quel lavoro per andare dal punto di partenza al punto di partenza (di nuovo il punto 0): fidatevi, nell'ambito del paradigma polarizzato è dimostrabile empiricamente che questa tattica funziona alla grande.

Ci sono poi delle tecniche accessorie che possono tornare utili a chi adotta l'approccio appena illustrato: insulti, urla, ricatti morali, cambi di argomento mirati, paragoni tirati per le orecchie. Ce ne sono una marea, basta chiedere a chatGPT. Anzi, in caso manchi il tempo per il fastidioso iter proposto, è possibile chiedere all'agente AI preferito di fornire proprio la conclusione cercata, con tanto di fonti spazzatura allegate.

P. S. Vi starete chiedendo che senso abbia il titolo, sempre che siate una delle due o tre persone arrivate a questo punto della storia. Se vi piace l'inglese queste sono due espressioni chiave: "Cherry picking" e "Fact-checking".
La prima, metafora stupenda, si riferisce alla scelta delle fonti, effettuata come si fa quando si vogliono raccogliere delle ciliegie dall'albero: si pigliano solo quelle che piacciono di più.
La seconda riguarda il controllo dei fatti citati dalle fonti. Ai campioni del metodo polarizzato ovviamente non serve, perché le fonti sono state scelte ad arte e, visto che servono a confermare la conclusione già scritta all'inizio, non hanno alcun bisogno di essere sottoposte a ulteriori filtri.
Morale della favola: chi adotta il paradigma polarizzato si ricordi bene del cherry picking, per servirsene all'occorrenza. Ma si rammenti ancora meglio del fact checking: per tenersene alla larga!

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