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Maiale

Non approvo il menù, ma il simbolo è giusto. Di fuori luogo nel "salotto" della città c'è solo l'ennesima noiosa polemica. Il fatto è che alla gente piace mangiare maiale pensando che maiale sia solo un nome, non l'animale.

Pillole di decadenza - Bangkok, Thailandia


C'è un banchetto sul ciglio della strada, sistemato sul marciapiedi, tra la filiale di una grossa banca e un bar coi tavoli all'aperto. Tra i tavoli del bar e il banchetto giace stravaccato un vagabondo, visibilmente alcolizzato, narcotizzato e addormentato. Sta sdraiato in diagonale, con la testa rivolta verso la banca e i piedi che puntano il centro della carreggiata. La strada è chiusa al traffico e quindi non rischia di essere schiacciato sotto le ruote di un veicolo pesante, però qualche pedone distratto o uno dei mezzi a due ruote che si infilano tra la folla potrebbero passarci sopra. Tra l'altro è sera, il fondo stradale è color antracite e lui, oltre ad avere la carnagione scura, non si fa un bagno dal giorno dell'esame di terza media ed è spalmato di un denso strato di smorcia scura.

Arriva il modello 7eleven - Padova

L'entrata del negozio
La Pam ha importato a Padova il modello 7eleven. Si chiama Pam local, e il primo punto vendita è stato aperto in Piazza delle Erbe, in pieno centro. E' proprio la stessa cosa, un mini-market stretto e lungo, con un'unica fila di scaffali al centro e altri lungo le pareti, alternati a dei banchi frigoriferi. Ci si trova un po' di tutto: prodotti per l'igiene personale e della casa, bevande, cibo (anche confezioni monodose), surgelati e vari oggetti di uso comune. A differenza dei punti 7eleven manca ancora l'apertura continuata, around the clock, ma d'altra parte anche la famosa catena internazionale aveva cominciato così, basta leggere il nome: dalle sette di mattina alle undici di sera. 

Pasticcini e betulle - Suzhou, Cina

Il plico di scartoffie
Per placare la periodica crisi di astinenza da zuccheri di L invece del gelato oggi ho deciso di comprargli una fettina di millefoglie. Vado in una pasticceria fighetta al piano interrato di un bel centro commerciale e ordino la pasta. Invece di servirmi un ragazzetto munito di cappello da chef scribacchia qualcosa su una ricevuta. Questo in realtà è un termine non del tutto appropriato in quanto la cedola funziona da ricevuta soltanto alla fine di una procedura che potrebbe aver senso se stai acquistando un quintale di cemento, una cassa di candele per automobili o anche, visto che siamo in tema, un sacco da venti chili di vaniglia per la tua pasticceria. Ma non certo per un singolo pasticcino. Dopo aver ritirato il documento compilato in triplice copia multicolore bisogna infatti recarsi a una cassa centralizzata che serve tutti i negozi di quel settore del centro, pagare, ricevere due dei tagliandi contrassegnati da una stampante collegata alla cassa nonché un'ulteriore ricevuta, tornare alla pasticceria dove l'addetto ritirerà uno dei due tagliandi, ti consegnerà il terzo, l'addizionale ricevuta e il pasticcino. Che per essere sicuro di battere ogni record di consumi inutili per grammo di merce venduta ha inserito prima in una bustina di plastica e poi in un sacchetto…di carta. Svolgendo una stima veloce ritengo che debba essere stato necessario abbattere una quindicina di betulle per fornire a questo intricato iter burocratico la materia prima necessaria. Carta che ovviamente la maggior parte della gente infila nel primo cestino disponibile che trova.
L'aggravante è che non si tratta di un semplice vezzo dei dirigenti di questo centro commerciale ma funziona così in molti altri complessi, grandi magazzini e food court. Ti devi comprare un rossetto? Vuoi mangiare una minestrina al volo? Ti serve un barattolo di miele? Devi portare a spasso il plico di carta, fermarti a tutte le stazioni di questa via crucis fino a quando lo depositi su un cumulo di spazzatura. 
Speriamo almeno che riciclino. Beh, in realtà, considerando che...vabbè…sì speriamo…

Altre foto qui sotto:

Ma davvero mangiate il riso anche voi??? - Suzhou, Cina

I "pacchetti" di riso cinesi
Vado a comprare dei gelati al negozietto di alimentari vicino a casa. Se a L non viene somministrata la sua razione quotidiana di veleno zuccherato va a finire che si intristisce fino alla sera successiva. 
Passo di fianco all'angolo del riso e mi ricordo che l'abbiamo finito con l'ultimo risotto ai porri e salsiccia(*). Non ci sono i prezzi. Chiedo quanto costano i pacchi piccoli(**), ne prendo uno e lo trascino fino alla cassa. La ragazza ci mette un po' ad attivarsi, mi guarda strabiliata e quando finalmente si decide a scannerizzare il codice a barre esclama: 
"Ma...davvero mangi il riso PURE tu???"
" E certo che mangio il riso pure io, perché?"
"Io credevo..." poi mette le dita sopra una tavola immaginaria e le porta alla bocca per mimare l'azione "...che VOI mangiaste soltanto pane!"
Ma pensa un po': se parli a un cinese in cinese come se fossi un cinese non fa una piega, dandolo per scontato. Se invece scopre che anche tu mangi il riso ti guarda come se fossi Yuri Gagarin appena sbarcato dallo Sputnik. 
Proprio a me poi, che vengo dalla pianura padana, terra di risaie, mondine e risotti. Questi cinesi sono veramente degli assi a sorprendere te quando vengono sorpresi da te.

Customer care-less - Thailandia

Questo è un altro post accusa. Lo pubblico a beneficio di chi ha avuto problemi simili a quello che ho avuto io. Ma anche per cercare di provocare un minimo danno di immagine all'azienda colpevole, affinché imparino la lezione e si comportino correttamente in futuro. Per chi non è interessato alla questione può risultare un po' noioso, saltatelo pure e passate al prossimo post del blog.

Questa volta il bersaglio è la catena di negozi IT City, specializzata in prodotti di informatica ed elettronica.
A loro favore devo premettere che si tratta probabilmente dei centri meglio forniti e coi prezzi più competitivi della Thailandia. Quando però ho avuto occasione di metterne alla prova l'atteggiamento verso i clienti che si presentano con qualche problema (il cosiddetto customer service o servizio post vendita) la bocciatura è stata inevitabile, immediata e assoluta. E non si tratta certo di un caso isolato: la serie di comportamenti e situazioni inaccettabili è stata troppo lunga e clamorosa per poter prendere qualsiasi tipo di attenuante in considerazione.
I fatti. La mia chiavetta internet iFox non funziona più. E' colpa mia, l'ho sottoposta a una serie di colpi e torsioni insostenibile, è saltato qualche contatto e il pc non la riconosce più. Peccato, la utilizzavo con un abbonamento 3G della AIS molto conveniente e non mi ha mai dato problemi. Ho anche provato a ripararla: per quel che era possibile ho persino peggiorato la situazione. Me ne vergogno un po', ma ho cercato di fare il mio dovere. La laurea in ingegneria imponeva il tentativo, il successo era auspicabile ma non scontato.

Confisca - Bangkok, Thailandia

Pago il pranzo veloce che ho consumato al ristorantino sul bordo della strada, mi volto e vedo una cameriera che passa una bombola del gas a un uomo in divisa. Questo la afferra e la consegna a dei colleghi che stanno sul retro di un pick up. Ma che succede? Da quando i poliziotti vengono a raccogliere le bombole da ricaricare? Il mezzo avanza di qualche metro e un altro agente passa una pila di Lonely Planet (fotocopiate) ai suoi colleghi a bordo. Osservo il carico, c'è un po' di tutto: sacchi con magliette e pantaloni, costumi da bagno, seggiole, un tavolo in metallo, le guide e la bombola. Il camioncino passa davanti a un centro di massaggi. Alcune sdraio per la riflessologia plantare sono state piazzate all'altro lato della strada. I poliziotti ne puntano una, la spogliano di cuscini e asciugamani, la piegano e la caricano sul pick up.

Semovente - Bangkok, Thailandia

Stai camminando di fianco a una struttura strana, dai un'occhiata di sfuggita: sembra la solita bancarella ambulante thailandese. Questa vende etichette, stendardi e gagliardetti. Squadre di calcio, paesi, musicisti, eroi, monarchi, donne nude, monaci e guru. Di solito per la notte queste strutture artigianali munite di ruote vengono "impacchettate", chiuse e portate via al traino di un motorino, o spinte a mano in un garage nelle vicinanze. A volte vengono anche sistemate in un angolo all'aperto, protette da un groviglio di catene e lucchetti. 
Te ne stai per andare quando la bancarella, all'improvviso...si muove, apparentemente da sé. Osservi meglio e all'interno noti la presenza di un motorino. L'intero negozietto è costruito attorno al mezzo. Il negoziante-conducente è immerso nell'oscurità di un corridoio angusto, senza alcuna visibilità laterale, con un unico pertugio di pochi centimetri quadrati davanti a sé, lontano almeno 2 metri. Si ferma dopo un incrocio, alcuni clienti comprano qualcosa, poi riaccende il motorino e si lancia verso nuovi orizzonti commerciali. Alla domanda "ma quando guida ci vede bene?" risponde "benissimo!"
Speriamo che sappia di cosa sta parlando.

La bancarella vista da dietro

Clienti alla bancarella

L'alveare - Il Cairo, Egitto

Ramadan al Cairo è un periodo curioso. Passato il tramonto, a causa dell’Iftar, le strade e le piazze sono semi deserte. Svaniscono in un sogno il consueto frastuono e quell’atmosfera da San Siro ad un concerto di Vasco. Se attraversi una strada puoi farlo tranquillo, senza scattare come un gatto tra le auto in tangenziale.

Ma qualche ora più tardi, diciamo all’una, se scendi dall’hotel per mangiare un boccone, varcato l’uscio vieni calamitato da un vortice di suoni, luci ed odori, che osservi impalato con gli occhi strabuzzati. Fino a notte fonda i negozi sono aperti e la gente si accalca davanti alle vetrine, a caccia di scarpe, abbigliamento e dolciumi. La cosa che sorprende è la varietà dei passanti. Non ci sono soltanto uomini maturi, ma pure vecchietti dal passo trascinato e mamme con bambini che fanno la spesa.

Un intreccio di flussi ha invaso ogni spazio. Si scorrono addosso, incrociandosi, attorcigliandosi, scontrandosi e ostacolandosi come mille bisce d’acqua che fuggono all’infinito, di diametro in diametro, all’interno di una bacinella in un mercato vietnamita. Chi ha un po’ di fretta e in preda all’impazienza ha già picchiato le scarpe contro i tacchi di un passante, decide di effettuare un taglio laterale e sfidare i cordoni di veicoli ammaccati. Agli incroci maggiori i flussi si intersecano e come sullo schermo di un vecchio videogioco attraversano a scatti con sequenza alternata.

Poco prima delle due te ne torni in albergo e l’attività dell’alveare non si è ancora placata. Quando sei al buio, sotto le lenzuola, attraverso le fessure tra le ante delle finestre, filtrano ancora, tra i vapori speziati, gli acuti dei clacson, gli strilli degli ambulanti e il rombo baritonale del rumore di fondo.

Questa è Il Cairo durante il Ramadan, qui la ninnananna la cantano così.


Foto pasticceria a Il Cairo, di Fabio Pulito