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(Dis)informazione emotiva


La notizia deve trasmettere informazione. Arricchire il bagaglio conoscitivo dello spettatore. Niente di più è niente di meno.
Se quando guardate un telegiornale o un video vi sentite invece colpiti a livello emotivo — indignati, arrabbiati, intristiti, euforici o impietositi — siete il bersaglio di tecniche manipolatorie atte a raccogliere consenso su qualche tema. Il fine può essere politico, economico, bellico, strategico in genere. Di sicuro non si sta cercando di informarvi.
Gli organi governativi, i propagandisti, i cosiddetti "spin doctor" sono maestri nell'utilizzo di queste tecniche e si servono di media accondiscendenti per metterle in atto.
Non sto parlando solo delle TV e dei giornali di stato. Ne sei vittima anche tu, che credi di abbeverarti alle pure sorgenti del fantasmagorico bluff chiamato anti-mainstream.
Le tecniche sono subdole, ma gli effetti sono talmente plateali da renderle inoffensive, a patto che uno ne sia consapevole e tenga alto il livello di attenzione.
Per sfuggire all'incantesimo basta porsi la domanda implicita nell'incipit: la notizia mi colpisce a livello emotivo? Se la risposta è "sì": spegni immediatamente il baracchino gracchiante, usa il lercio foglio per pulirti il culo o poggia il cellulare su quella pila di carte che stanno volando via.
Disciplinati a sottoporti sempre a quel semplice test. E agisci di conseguenza quando l'esito è positivo. Non ti preoccupare: quella a cui rinunci non è vera conoscenza.

Scetticismo


È giusto lo scetticismo verso le versioni ufficiali,
a patto che sia rivolto anche alle versioni alternative.
Altrimenti si è soltanto diversamente ovini.

Polarizzazione come strumento di controllo


Okay, l'abbiamo già detto e ridetto, la società è sempre più polarizzata. Polarizzata su qualsiasi tema: politica, conflitti, sanità, ambiente, alimentazione, istruzione, economia. 
Ma perché succede questo? Io noto il seguente meccanismo. 
Il mondo per sua natura è complesso, molto complesso. Lo dimostra la traiettoria culturale che l'essere umano ha compiuto nel tempo per spiegare la natura stessa: animismo, religioni articolate, sistemi filosofici sofisticati, ricerca scientifica. La globalizzazione su vari livelli ha esacerbato il senso di confusione e impotenza degli individui, la maggior parte dei quali, incapace di gestire il crescente livello di articolazione, attende spiegazioni comprensibili a cui aggrapparsi. 
Qualcuno coglie in questo quadro nuove opportunità di controllo delle masse. Fornisce quindi interpretazioni semplificate, spesso al limite dell'infantilismo, comprensibili per tutti, un po' come le storie di Topolino. 
Bene, ma perché i due poli?

PER UN PAIO DI JOULLARI (IN A-A-A-A)

Penose sono quelle caduche
celebrità
che alla rete di cinismo su soprusi
e crudeltà
attaccano la spina della propria
vanità
per una scossa da due joul
di popolarità.


Le due Matrix

Sì, due Matrix. Quella ufficiale e quella alternativa. Perché col divide et impera le mandrie di buoi si governano meglio.
Chi pensa davvero con la propria testa appartiene ad una esigua minoranza, a volte persino ad intermittenza, perché non è semplice tenere la barra del timone sulla rotta della chiarezza indipendente quando si è schiacciati tra i due magli di una bicefala pressa culturale che ingloba, di qua o di là, la maggioranza della popolazione.

Ricette per la serenità, capitolo 1: l'ambito di controllo diretto.

La ricetta per la serenità è facile, e ha radici antiche. Il concetto è semplice. La logica inattaccabile, in quanto banale. Eppure la applicano in pochi. Gli altri, quasi tutti quindi, passano le giornate al lavoro, al ristorante, al bar, in piazza o a casa, ad azzuffarsi su argomenti di cui in realtà non sanno nulla e che non sono direttamente collegati alle loro vite. E lo fanno con la foga di chi sta difendendo ciò che più gli è caro.
Cerchiamo di spiegarci meglio.
Ti imbatti in una teoria, un’ipotesi, un sospetto di carattere globale. Diciamo in ambito geopolitico, finanziario, sociale. Okay, può essere che tale teoria sia azzeccata. O magari no. Riesci a confermarla o a smentirla senza uscire dal tuo ambito di controllo diretto? Se la risposta sì, allora confermala o smentiscila. Se invece è no, mi spiace, ma insistendo nel sostenerla stai sprecando tempo ed energia, inoltre ti stai probabilmente coprendo di ridicolo.
Facciamo un esempio.

Streams?


Mainstream proclamano, che parolone.
Chi lo segue "sa bene" d'aver ragione,
chi è contrario sa scegliere "l'informazione". 
Circo e stadio sono i modelli imperanti:
clown in TV e pagliacci in rete
mettono in scena spettacoli aberranti
per un pubblico di ultras armati di machete.
Si partecipa in massa ad ogni nuova diatriba:
una malattia, una guerra, l'ambiente, il petrolio!
L'originalità viene estratta da un giacimento esaurito:
il "Trito e ritrito" più che cliché è un nuovo rito.
Compromesso, ragionamento? Dei tecnicismi ignobili,
insulti e urla son qui le armi nobili.
Profani? Mai! Davanti a nulla,
esperti dell'intruglio purché sia tafferuglio.
Ci si schiera sempre, senza nutrire dubbi,
monasticamente devoti a qualche tipo di "ismo":
imperialismo, terrorismo, 
fascismo, comunismo,
wokeismo, waspismo,
tradizionalismo e progressismo.
Ore ed ore trascorse ad odiare,
carburati da notizie che alimentano il rancore.
Davanti alle ineffabili questioni globali
io resto perplesso, senza posizione:
per quanto ci provi non riesco a scegliere
tra due imperi arroganti,
tra un miliziano e un soldato,
tra questa o quella vittima,
tra alternative astratte.
Programmi in TV e video in YouTube 
con equanimità li ignoro entrambi,
resto nel mio angolo, in flebile penombra,
a sfogliare testi specialistici e vecchia letteratura.
Fra poesie, filosofia, scienza e romanzi,
cerco il bello, il profondo, l'ispirazione, l'arguzia.
L'esempio di un poveraccio, 
troppo impegnato a campare
per permettersi di dedicare
al massimalismo il suo tempo,
che tuttavia sorride, condivide e aiuta,
resta il promemoria sgualcito e sbiadito
dell'esistenza inequivocabile seppur remota
di un'umana capacità di vivere in armonia la vita.