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Visualizzazione dei post con l'etichetta ironia

Pane dei poveri


Tutto l'anno a far la fame
e ad agosto manco'l pane.

Esclamazioni de-blasfemizzate


Supponiamo che qualcuno, quando per esempio si martella un dito, voglia sfogare la rabbia con un'esclamazione forte e blasfema — una bestemmia insomma — ma con garbo, senza urtare la sensibilità o la devozione di nessuno.
Certo, potrebbe ricorrere a versioni edulcorate usando paronimi eufemistici come "zio porco", "maremma maiala" o "bio parco". Io però ho escogitato una tecnica diversa e più versatile, che offre anche un certo spazio alla creatività.
Funziona così. Pensate ad una bestemmia. Createne l'acronimo. Poi "bacronimizzate", generando un'innocua espressione di vostra scelta. Quindi esclamate l'espressione testé ricavata.
Messa giù così può risultare poco chiara. Spieghiamola con un esempio. Ho immaginato una bestemmia. Ne ricavo l'acronimo: D.C. (avrete sicuramente indovinato la mia scelta). Ora genero un bacronimo, utilizzando un'espressione inoffensiva. Per esempio: [D]emocrazia [C]ristiana. La prossima volta che il ferro da stiro mi precipita sull'alluce, posso dunque urlare: "Democrazia Cristiana!"
È chiaro il meccanismo?

Altri suggerimenti:
Data Center!
District of Columbia!
Provincia di Padova!
Partito Democratico!
Decreto Legge!
Lavoro Digitale!
Diretto Piazze!
Democrazia Proletaria!
Monte Paschi!
Primo Ministro!
DataBase!
BirthDay!
Beni Demaniali!
E così via. Sbizzarritevi!

Cognomi buffi

Ho un cognome particolare: Pulito. Fin dai tempi delle elementari ha sempre suscitato l'ilarità dei miei compagni, che bonariamente ci scherzavano su. Le loro battute non erano proprio ricercatissime (Sporco, Onto, bla-bla-bla...). Non mancò qualche eccezione: la più bella fu quella di uno spiritoso liceale di Piove di Sacco che durante la ricreazione mi chiamò "Rotowash" (nome di pulitrici industriali rese famose da un popolare spot che andava in onda nelle tv locali durante gli anni ottanta).
La migliore ironia sul nostro cognome però l'abbiamo sempre fatta noi stessi Pulito.
Una mia compagna di classe mi ricorda che, mentre eravamo in gita in Toscana o in Umbria, facevo il bulletto accanto ad un cartello che recitava: "Pulito è più bello!"
Un'altra volta ero al mare con mio fratello. Ci facemmo immortalare avvinghiati accanto ad un'insegna su cui stava scritto: "Tenere pulito in spiaggia!"
C'è anche una versione internazionale della satira. Quand'ero al liceo chiacchieravo sempre disturbando le lezioni. Una volta stavo rompendo le palle al prof di inglese, confabulando con un mio amico, che di cognome fa Righi. L'insegnante interruppe la spiegazione, attese che sulla classe calasse il silenzio, cominciò a scuotere la testa e ripeté come un mantra una battuta che divenne leggendaria: "Clean and Stripes, Clean and Stripes, Clean and Stripes...". Pulito e Righi, appunto.
Morale della favola: se avete un cognome buffo e ve ne crucciate, non disperate. La creatività, vostra o altrui, è sempre dietro l'angolo.

L'acquario


Per quanto a chi sta sguazzando dentro a un acquario
si cerchi di spiegare che sta sguazzando dentro a un acquario,
questi non capirà che sta sguazzando dentro a un acquario,
proprio perché sta sguazzando dentro a un acquario.

Il nuovo barbaro

La deriva politica
con al traino la mediatica
si riflette socialmente
nel passaggio dell'umorismo
dall'epoca dell'ironia
a quella buia del sarcasmo.
Con l'ironia si ride,
il sarcasmo deride:
la preposizione "con"
è sostituita dalla "di".
Il divertimento è degradato
a intenzionale umiliazione:
dall'ilare complicità
al perfido sadismo,
da strumento di socialità
ad arma d'aggressione,
da punto d'incontro
a fronte di un conflitto.
La società italiana,
dell'ironia baluardo,
è stata invasa come Roma
dal barbaro sarcasmo.