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La cresta del gallomat - Bangkok, Thailandia

 


È famoso, almeno in Europa, il caso degli sportelli bancomat dalle commissioni esose, normalmente appartenenti a circuiti alternativi (non quelli bancari), tipo "Euronet".

Non tutti sanno però che, in caso di utilizzo della propria carta in un paese con valuta diversa da quella del conto bancario di riferimento, anche le banche ufficiali "ci provano", proponendo la scelta di un tasso di cambio precalcolato, rifiutando il quale ci si affida a quello applicato dalla propria banca. Beh, se vi capita una proposta del genere rifiutatela sempre, perché è "indecente".

Me ne ero già accorto in Europa, uscendo dalla zona dell'Euro, quando mi furono proposti dei tassi di cambio da usura legalizzata in Polonia e Repubblica Ceca. Il trucco che permette loro di restare nei confini della legalità è proprio quello di proporre la scelta. E se accetti sei fregato. Ovviamente vengono utilizzate le solite tecniche "retorico/grafiche" che puntano su debolezze evolutive dei nostri meccanismi cognitivi, per cui davanti al messaggio visualizzato siamo inclini ad accettare, per poi pentircene quando facciamo due conti a consuntivo.

Mi è capitato di recente anche a Bangkok. Ho avuto pure il modo di scattare un paio di foto e confrontare sul posto la tariffa proposta, quella applicata dalla mia banca e quella relativa al tasso ufficiale. Ecco il resoconto.

I finti ghandiani della viabilità ciclabile

Da Il Mattino di Padova
Ho trovato degli ottimi spunti per l'analisi della società italiana studiando il comportamento e gli argomenti di alcuni individui che utilizzano la bicicletta per spostarsi in città.
La loro presunzione di superiorità è chiara: utilizzo la bicicletta e non un mezzo motorizzato, questo fa di me un ecologista e un progressista, di conseguenza si può concludere che ho un grande senso civico. 
Obiezione: ma allora perché invadi le zone pedonali, le piazze, i marciapiedi, le zone coperte da portici, insomma tutti quegli spazi atti a garantire la sicurezza e la comodità di chi va a piedi, in particolare di anziani, bambini, persone con difficoltà di deambulazione o genitori con passeggini?

Rilassatevi, la colpa del dramma dei migranti non è tutta vostra

Sicuramente bisogna fare qualcosa per risolvere il problema dell'immigrazione clandestina, dei barconi che affondano, dei poveracci che annegano, del traffico brutale di esseri umani. Molto probabilmente si sarebbe già dovuto prendere qualche serio provvedimento in passato. Ed è comprensibile che la dimensione della tragedia tocchi la sensibilità della gente. Chi ha un po' di cuore non può che essere colpito dalle notizie e dalle immagini diffuse di recente. Non sono quindi giuste (non sempre almeno) le accuse di buonismo a chi esprime solidarietà o anche solo dispiacere e sgomento.
L'orda di flagellanti virtuali che ha tramortito il web a colpi di commenti penitenti è però sconcertante. Va bene, è vero: tra i vari motivi che hanno portato alla situazione attuale ci sono ANCHE il colonialismo, l'imperialismo, lo schiavismo e lo sfruttamento delle risorse in Africa e nelle altre aree in via di sviluppo. Non sono però le uniche ragioni, e non è detto nemmeno che siano quelle preponderanti. 
Qualcuno saprebbe dire in che condizioni sarebbe il continente africano se la storia fosse andata in modo diverso? Io no, e non sono assolutamente sicuro che la situazione sarebbe tutta rose e fiori. Di sicuro quando le potenze occidentali hanno spalleggiato dei dittatori compiacenti si sono verificate gravi violazioni dei diritti umani. Ma quando hanno dato assistenza alle forze popolari e rivoluzionarie, o anche (e specialmente) quando si sono tenute in disparte, la situazione è spesso degenerata in conflitti tribali, guerre civili, massacri, perfino genocidi. La tratta degli schiavi c'è stata, è innegabile, perché c'era chi li comprava (in Europa, in Africa e altrove), ma anche, ed è innegabile pure questo, perché in Africa c'era chi li vendeva (così come succede adesso con il contrabbando dei migranti). Da decenni le risorse del territorio vengono sfruttate e vendute al miglior offerente da spietati faccendieri del posto (sottolineato, del posto), spesso con corollari di violenza, sofferenze e stenti. 

Sono solo regole diverse - Thailandia (con un po' di foto)

Comprano tutto...inno alla deregulation, anche se poi sembra abbiano solo guide turistiche
Uno arriva in Thailandia e comincia subito a notare le differenze. Che caldo fa…a dicembre! A Malpensa nevicava. Qui tutto costa così poco, si mangia con un euro, a casa nemmeno il caffè mi ci viene. E poi la più sorprendente di tutte: tutto quel che da noi è proibito qui sembra permesso, o almeno tollerato. Mal che vada si può comprarlo con una mazzetta.
Si possono acquistare software e DVD piratati alla luce del sole. Copie di patenti di guida, certificati di laurea e tessere varie. Jeans, maglie e borse d'imitazione. Si può esporre l'insegna di un'attività illegale e nessuno dice nulla. Si viaggia in motorino senza casco, in quattro con bambini e cani, e la polizia, a differenza di quel che faceva nei nostri filmetti degli anni settanta, non s'incazza poi troppo. Venti ragazzini nel cassone di un pick up invece che nascondersi cantano in allegria. Dopo le due i bar non possono vendere gli alcolici, se però te li versano in un bicchiere di carta o in una tazza da tè va tutto bene. I proprietari dei locali notturni fanno a gara per chi paga alla polizia la mazzetta più grossa, affinché lasci loro aprire fino a tardi e faccia invece chiudere i concorrenti. E poi puttane, orge, viagra, cialis, kamagra, donne giovani, vecchie, fantastiche, oscene, spudorate o pudiche. Sì, perché qui ci sono anche le puttane pudiche. E poi omosessuali, bisessuali, transessuali, persino asessuali.
Ehi, qui si può davvero fare qualunque cosa - pensa il nuovo arrivato inebriato da promesse di libertà e impunità - questo è il Bengodi! Evviva! E in breve la vacanza si tramuta in una serie di guai.

Una questione di forma - Bangkok, Thailandia

Sei in un bar all'aperto, sono le due di notte, la calura del giorno ha rilassato le ganasce: siedi con gli amici e vi fate quattro chiacchiere, una Singha grande è proprio quello che ci vuole. Il cameriere dissente, è già troppo tardi e quando stai per rifilargli la tua smorfia sconsolata, aggiunge però che puoi ordinarla in bottiglie piccole. Freni i muscoli del viso prima che sia troppo tardi e li risistemi in un sorriso di quelli standard, che potresti classificare con codici alfanumerici. Questo è il DX-7, bocca aperta ma non troppo, mani a mezz'aria con i palmi verso l'alto, significa: "chi se ne frega...vanno benissimo anche quelle!" Torna con le birre, e altrettanti bicchieri, tu sventagli la mano...quelli non ci servono. Lui versa e sorride, scuote il capo e versa, poi se ne va portando via i vuoti. Ma non l'hai ancora capito? C'è una legge sugli alcolici, non si può trasgredirla così sfacciatamente. È una questione di forma: la birra va bene, ma le bottiglie sul tavolo, quelle no!

Foto di Fabio Pulito