Come sputtanare un bel posto - Koh Samui, Thailandia
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| Festa in spiaggia |
Passo regolarmente per Chaweng beach da una decina d'anni. Ricordo bene l'impressione che ne ebbi la prima volta: una bellissima baia, con la sabbia bianca, l'acqua limpida e la vegetazione tropicale alle spalle. Vivace la sera, con qualche pub in cui si suonava la musica dal vivo e i maxischermi trasmettevano gli eventi sportivi, un paio di discoteche bazzicate da un certo numero di zoccole ma anche da tanti turisti "normali", thailandesi inclusi, e qualche bar. L'atmosfera generale era ancora molto semplice, come da tradizione rurale siamese: un sacco di bancarelle di street-food, mototaxi che ti scarrozzavano da un capo all'altro del paesino per cifre ragionevoli, i songthaew, vie di mezzo tra taxi e autobus, mercatini autentici, personaggi simpatici, qualche buffo svitato, sorrisi, accoglienza. A me come località balneare piaceva molto. Non sono né il tipo da isolette sperdute senza collegamenti elettrici né quello da resort fighetti o di lusso: Samui era il giusto mix.
Poi pian piano l'inevitabile sviluppo, accettabile fino a un certo punto ma sfuggito presto fuori controllo. La spiaggia è ora estremamente affollata, anche in bassa stagione, gli stabilimenti sono stati sequestrati da avidi gestori di baretti tutti uguali, coi cocktail internazionali, i cuscini triangolari e la musica ad alto volume. La sabbia e il mare sono molto più inquinati di un tempo. Le bancarelle e i mercatini sono spariti, così come i negozietti semplici, sostituiti da ristoranti che si scopiazzano il menu e servono cibo pseudo-thailandese a prezzi giapponesi. A breve verrà aperto un enorme centro commerciale. Le discoteche e i pub sono frequentati quasi esclusivamente da prostitute e da turisti sciocchi disposti a pagare i vizi di quelle vuote materialiste (prima di scattare sulla sedia aspettate di leggere il secondo post cinico, sul mito delle povere ragazze thailandesi sfruttate e schiavizzate da vecchi porci bavosi occidentali, che ho già in canna - aggiornamento: ecco qui il post).
La gente sembra divertirsi e gradisce le novità. Io lo so che cos'è il divertimento, credetemi, è forse l'unica cosa di cui mi intendo. Ho una laurea e un dottorato in scienze del divertimento. Mi diverto sempre, anche nelle situazioni in cui gli altri si annoiano o addirittura soffrono. Ho imparato che il divertimento è una questione di atteggiamento e atmosfera, non di strutture, luccichio e soldi. Anzi, spesso più l'atmosfera è autentica, lo stato d'animo sereno, la mente curiosa e i prezzi sono bassi e più ci si diverte. In modo GENUINO intendo. Tutto quel che ha da offrire la nuova Samui è invece robaccia da sfigati, gente che si affida ai pacchetti preconfezionati per ovviare a delle profonde lacune di creatività e spirito investigativo. Io mi ci diverto anche ora, ovviamente, ma come dicevo prima il divertimento per me è una sorta di marchio genetico.
C'è un ulteriore dettaglio significativo da notare: il numero dei turisti thailandesi è crollato mentre aumentano di anno in anno le presenze degli italiani, quelli in versione mediocre, con i tatuaggi e i piercing, i costumini ridicoli, gli occhiali da fighi, le sopracciglia e il petto depilati, personaggi che sembrano essere innamorati della Samui sofisticata. Chissà, forse ricorda loro sempre più Riccione e Jesolo. Forse alla fine a suo modo aveva ragione il ristoratore romagnolo, anche se con le sue uscite ci aveva fatto sghignazzare.
Samui precipita nel baratro dell'omologazione. A me manca già Bangkok, la località più moderna del paese ma paradossalmente quella in cui riesci ancora a toccare tutte le sfaccettature della thailandesità.

Commenti
Incredibili quelle foto di Bangla road anni '80! Irriconoscibile!
Quella che hai descritto qui è così vero per tutti i posti, non solo in Thailandia, dove il turismo è insostituibile fonte di guadagno
Aggiungete che da quando è cambiato governo la televisione è profondamente cambiata, all'interno delle televisioni si sono insediati strateghi del consumismo occidentale che creano format, commedie e spettacoli imbottiti di pubblicità di auto, orologi, telefonini ecc. Il consumismo televisivo ha trasformato i thailandesi, dunque è normale che le cose stiano cambiando anche qui. Sono una persona che per lavoro (ero pilota civile) ha girato tanto ma nonostante tutto quello che vi ho raccontato e quanto scritto nell'articolo rifarei le stesse scelte. Infine voglio far capire a tutti i reali motivi di questo grande cambiamento a Samui. I russi, i russi che arrivano, comprano e mettono i locali come prestanome per sfuggire al ridicolo 12 per cento di tasse, gente che fino a 10 anni fa andava avanti a patate e che adesso, privi di delicatezza ed educazione hanno trasformato molte attività in spremi turisti. Vi saluto e se vorrete sapere altro, sono a vostra disposizione. PS: A Samui ho trovato i servizi che funzionano, ospedali all'altezza, scuole private all'avanguardia e cibi ancora naturali, oltre alla qualità dell'aria che è ottima, visto che qui non ci sono fabbriche ne attività industriali. L'unico inquinamento riguarda le zone costiere dove ci sono gli hotel ed i residence, ma niente di meno o di più delle Maldive, scarichi fognari.... fosse solo questo l'inquinamento le coste italiane sarebbero ancora un fiore.
Saluti
Fabrizio
Le rateizzazioni per le auto non lo so, ma i programmi sciocchi lava cervelli io li vedo da molto prima che si installasse l'ultimo governo.
Il fenomeno russi è in effetti sbalorditivo, e credo che Samui non sia nemmeno l'esempio più eclatante: Pattaya e Phuket, ma anche altre spiagge in Vietnam, in alcune aree sono totalmente russificate. E pensare che ottenere il visto per andare in Russia è invece carissimo e molto complesso, non solo per i thailandesi, anche per noi...
Non conosco nessuna località che non sia cambiata negli anni.
E non è colpa degli sfigati come li chiami tu con tatuaggi e piercing. Io non li ho ma dei tuoi predicozzi e delle tue banalità se ne può fare a meno
Quarant'anni fa Samui non era nemmeno conosciuta come meta turistica, c'era solo qualche pescatore locale. Si narra che ci arrivò un avventuriero inglese nel '78 o giù di lì, facendosi accompagnare da un barcaiolo di Surat Thani. Non so quando tu ci sia stato/a ma se l'hai vista una decina d'anni fa non puoi non essere colpito/a dallo stravolgimento. Oppure semplicemente non te ne frega nulla.
Beh, a me me sì. C'è sviluppo e sviluppo. Quello che va fuori controllo e si ispira solo a gretti principi di omologazione a me non piace. Io ritengo che quel genere di tendenza sia banale. E pure il tuo paragone. Forse più di quello che scrivo io.
Ovviamente non è colpa dei turisti, non principalmente almeno, e non mi sembra di averlo scritto. La colpa è di chi gestisce, pilota e pianifica (hahaha) lo sviluppo, cioè le autorità thailandesi e gli investitori locali e stranieri.
La prossima volta magari in coda agli improperi aggiungi anche la firma.