Seminomade - Bangkok, Thailandia
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| Nomade tibetano, di falsalama (CC) |
Sono di nuovo svincolato, elemento labile, uccello in perenne migrazione, rampicante senza appiglio, umanoide preagricolo, vagone sganciato, scialuppa alla deriva.
Dopo aver consegnato le chiavi e ritirato la caparra mi sono sentito come quando, per due volte, anzi due volte e mezza in passato (*), ho dato le dimissioni da un lavoro a tempo indeterminato, con in mano non un contratto con un’altra azienda ma un biglietto per un lungo viaggio. Come se avessi buttato fuori l'aria dopo aver tenuto il respiro a lungo, il petto finalmente rilassato e il cuore che poteva galleggiarvi soave e leggero, in totale libertà. Senza sapere che pensare quando mi si diceva che dovevo essere pazzo e io non provavo nulla.
Certo il fatto di non avere una famiglia a carico conta molto. Se ce l’avessi non potrei permettermi questi colpi di scena, o di scemo. Ma il mondo è pieno di altri single come me, strozzati dal panico di restare senza lavoro, senza stabilità, senza prospettive, atterriti dallo spettro della precarietà, senza neppure una moglie o dei bimbi come pretesto. Sembra che invece io tutto ciò lo cerchi, alquanto inconsapevolmente, senza piani o strategie, non tanto per sfizio quanto per necessità. Da tempo non ho un lavoro stabile, spesso non ho proprio un lavoro, e quello con cui riesco a campare potrebbe sfuggirmi di mano da un momento all’altro. Le prospettive di pensionamento non so cosa siano. Ora per giunta non ho nemmeno un indirizzo.
Questi che ho elencato sono comunque gli unici sintomi, per il resto mi sento bene. Di quale malanno soffro?
(*) La mezza volta si riferisce a quando a Singapore mi offrirono il prolungamento di un contratto che io avevo espressamente voluto fosse a tempo determinato. Cortesemente ringraziai e rifiutai.
(*) La mezza volta si riferisce a quando a Singapore mi offrirono il prolungamento di un contratto che io avevo espressamente voluto fosse a tempo determinato. Cortesemente ringraziai e rifiutai.

Commenti
A parte quello non credo di seguire alcun ideale. Alla fine, come spesso accade, le scelte che facciamo - o almeno quelle che faccio io - dipendono in parte dalla nostra natura e in parte da reazioni a situazioni e circostanze della vita.
Grazie e ciao!
Vorrei una vita sociale che non ho perchè ora avrei anche di che pagarmi qualche vizio. Sono sfortunato? Non so.
Non so di cosa soffro.
Parkadude: grazie, alla tua!
@Fabio: Sento che 'qualcosa' mi sta chiamando. Non riesco ad adattarmi a questa società.
e non riesco a cambiare la mia vita...
scusate lo sfogo...