martedì 23 settembre 2003

Malacca - Malesia, 23 settembre 2003

Faccio un salto all'area coloniale. Il cimitero olandese - che contiene anche le tombe di alcuni coloni inglesi - non è molto grande. Molto più piccolo di quello, sempre olandese, a Cochin nel sud dell'India o di quello inglese a Dharamsala, sempre in India ma molto più a nord, nell'Himalaya.
La storia della vicina chiesa di San Paolo riflette le vicende coloniali della città. Fu costruita nel 1521 dal capitano portoghese Duarto Coelho che le diede il nome di "Nostra Signora della collina". Nel 1548 fu consegnata ai gesuiti che la chiamarono "Annunciazione", la ampliarono e infine la dotarono di un campanile. Quando gli olandesi si insediarono a Malacca si impossessarono della chiesa e le assegnarono il nome attuale, nonché il credo protestante. La abbandonarono nel 1753 quando terminarono la costruzione della vicina "Chiesa di Cristo".
Con l'arrivo degli inglesi l'edificio fu adibito a polveriera, perse il campanile ma acquistò in compenso un faro che ancora oggi si erge davanti alla facciata. La chiesa ospitò per nove mesi la salma di San Francesco Saverio che, proveniente da Macao, dove il missionario era morto, e in rotta verso il suo definitivo luogo di sepoltura a Goa, ha continuato fino ai nostri giorni a resistere agli effetti della decomposizione - seppur mutilata dai furti dei cacciatori di reliquie.
Francesco Saverio, "l'apostolo d'Asia", durante i suoi spostamenti in oriente soggiornò, predicò e convertì anche a Malacca. Si narra che un giorno una tempesta investì l'imbarcazione su cui stava navigando. Il crocifisso che il frate estrasse per invocare l'aiuto divino gli scivolò in mare. Più tardi, in una spiaggia, Francesco Saverio notò un granchio che teneva tra le chele il crocifisso smarrito e decise di benedire il crostaceo. Secondo la leggenda da allora i granchi di quella specie hanno il guscio marchiato da una croce.
Meno famoso è invece un altro personaggio che ha trovato sepoltura in questa chiesa: la moglie di John Van Riebeck, l'olandese che fondò la colonia che ora è Città del Capo in Sud Africa. La salma fu portata in Africa nel 1915 e qui a Malacca è stata installata una pietra in memoria.
Dei ragazzini entrano rumorosamente nella navata diroccata, e vengono attratti da un ambulante che cerca di vendere loro dei fischietti a stantuffo. Un uomo si è sistemato su un seggiolino all'interno dell'edificio. Ha una chitarra e un'armonica e comincia a cantare una vecchia canzone di Bob Dylan. I ragazzini, con la curiosità multiforme di quell'età, si voltano per ascoltarlo ma lo scaltro venditore, che non è disposto a farsi sfuggire l'occasione, li richiama con un urlo, estrae anch'egli un'armonica e riprende le note del musicista. È veramente troppo per i bambini, che non resistono alla tentazione e comprano uno strumento a testa, prima di correre strimpellando fischietti e armoniche a circondare l'uomo che sta ora suonando "Blowing in the wind".

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