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Visualizzazione dei post da aprile, 2015

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Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

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Rilassatevi, la colpa del dramma dei migranti non è tutta vostra

Sicuramente bisogna fare qualcosa per risolvere il problema dell'immigrazione clandestina, dei barconi che affondano, dei poveracci che annegano, del traffico brutale di esseri umani. Molto probabilmente si sarebbe già dovuto prendere qualche serio provvedimento in passato. Ed è comprensibile che la dimensione della tragedia tocchi la sensibilità della gente. Chi ha un po' di cuore non può che essere colpito dalle notizie e dalle immagini diffuse di recente. Non sono quindi giuste (non sempre almeno) le accuse di buonismo a chi esprime solidarietà o anche solo dispiacere e sgomento.

L'orda di flagellanti virtuali che ha tramortito il web a colpi di commenti penitenti è però sconcertante. Va bene, è vero: tra i vari motivi che hanno portato alla situazione attuale ci sono ANCHE il colonialismo, l'imperialismo, lo schiavismo e lo sfruttamento delle risorse in Africa e nelle altre aree in via di sviluppo. Non sono però le uniche ragioni, e non è detto nemmeno che siano quelle preponderanti. 

Qualcuno saprebbe dire in che condizioni sarebbe il continente africano se la storia fosse andata in modo diverso? Io no, e non sono assolutamente sicuro che la situazione sarebbe tutta rose e fiori. Di sicuro quando le potenze occidentali hanno spalleggiato dei dittatori compiacenti si sono verificate gravi violazioni dei diritti umani. Ma quando hanno dato assistenza alle forze popolari e rivoluzionarie, o anche (e specialmente) quando si sono tenute in disparte, la situazione è spesso degenerata in conflitti tribali, guerre civili, massacri, perfino genocidi. La tratta degli schiavi c'è stata, è innegabile, perché c'era chi li comprava (in Europa, in Africa e altrove), ma anche, ed è innegabile pure questo, perché in Africa c'era chi li vendeva (così come succede adesso con il contrabbando dei migranti). Da decenni le risorse del territorio vengono sfruttate e vendute al miglior offerente da spietati faccendieri del posto (sottolineato, del posto), spesso con corollari di violenza, sofferenze e stenti. 

Esprimete pure quindi il vostro comprensibilissimo orrore per le continue tragedie, ma quando è l'ora di puntare il dito rilassatevi un po', non siate così severi con voi stessi: USA, UE e Cina non sono gli unici responsabili. In alcuni casi non lo sono per nulla, o quasi. Anzi, spesso l'unico aiuto concreto, anche se non sempre sufficiente, viene proprio da lì. Questo non vuol certo dire che noi non c'entriamo nulla. Serve però per mettere un po' le cose nella giusta prospettiva. Ma soprattutto per tranquillizzare chi dalle nostre parti è troppo incline a dichiararsi colpevole: mettetevelo in testa, non è vero, non è tutta colpa vostra! Ora alzatevi dalla seggiola. Sentite che sulle vostre spalle grava già un peso minore? Bene, andatevi a fare una passeggiata e questa notte dormite sonni più tranquilli.

Se invece continuate a sentirvi schiacciati dal fardello della responsabilità più o meno diretta è meglio che usciate dal coro delle accuse vuote e muoviate piuttosto il culo per fare qualcosa di concreto. Basta poco, non c'è bisogno di partire con una missione umanitaria rischiando il sequestro di persona o peggio. La soluzione si trova probabilmente tra le piccole tappe della vostra routine quotidiana. 

Limitarsi ad agitare le dita sulla tastiera per scrivere dei commenti struggenti e masochisti in Facebook o a spruzzare vernice sui muri per lasciare agli addetti del comune qualche slogan maldestro da cancellare non ha mai aiutato e mai aiuterà nessuno. Risulta anzi presto stucchevole e alla lunga irritante. Se proprio non dovete fare un cazzo per risolvere il problema è meglio che rimaniate in silenzio nel sicuro calduccio del gregge delle pecore che (a vostro giudizio) ne traggono vantaggio. 

Sarà forse un po' più cinico, ma di sicuro anche molto meno ipocrita.

Lo scorpione umiliato - Bangkok, Thailandia

Allevato, impalato, condito e fritto vivo,
venduto per pochi spicci ad un turista sbronzo,
assaggiato, masticato, disprezzato, sputato,
scaraventato al suolo, accanto a un mozzicone.
Cristo Santo, guardatemi! Ditemi che vedete,
un terribile scorpione o un gamberetto nero?


Jazz, monumenti e dittatura - Bangkok, Thailandia

Il Monumento alla Democrazia, pulito, decorato e illuminato con cura.

L'ironia del Monumento alla Democrazia di Bangkok. Pulito, decorato, illuminato come un'antica statuetta in una teca del museo di Shanghai. Accudito con estrema cura dall'amministrazione di una giunta militare. Nel frattempo delle enormi casse acustiche diffondono nella zona che circonda la sede del Ministero della Difesa le note di allegri motivi jazz.

Ricordo che anni fa un tassista, mentre passavamo davanti al bell'edificio circondato dai più importanti templi del paese, indicandomelo l'aveva chiamato The Pentagon of Thailand. Chi lo sa, magari anche i generali lo stavano ascoltando. Al posto di Pentagono devono però aver capito pentagramma.

Davvero molto buffo. Osservando con attenzione le foto, nello sfondo mi sembra quasi di scorgere George Orwell che sorride beffardo...


La sede del Ministero della Difesa, con le luci colorate, le casse e il jazz.

Il gelato abbandonato - Kuala Lumpur, Malesia

Ordinato, pagato, afferrato, scivolato,
lasciato a squagliarsi sull'asfalto tropicale,
mai sfiorato da un labbro o leccato da una lingua,
abbandonato senza nemmeno un momento di passione.
Questa vita così arida, senza sentimenti,
che finisca in fretta, adesso, qui:
col pneumatico di una moto che mi sfracella il cono!

La verdura che vola - Pattaya, Thailandia

Al ristorante "La verdura volante", a Pattaya, ogni giorno broccoli, carote, cetrioli e pomodori vengono lanciati dai cuochi dalla porta della cucina. Attraversano volando l'ambiente ben illuminato della sala da pranzo e atterrano su un punto a caso del tuo tavolo, direttamente nella tua bocca se sei fortunato. Salse e sughetti si spiaccicano sulla stoffa dei tuoi vestiti, e vanno consumati leccandoli direttamente da lì. Un'esperienza esotica autentica, assolutamente da non perdere.

P.S. In realtà con l'espressione verdura volante in Thailandia ci si riferisce alla Ipomoea aquatica (morning glory in inglese), una pianta i cui steli vengono saltati nel wok con aglio, peperoncini e salse varie.