Post

Visualizzazione dei post da aprile, 2013

Entra da qui

Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Sono solo regole diverse - Thailandia (con un po' di foto)

Comprano tutto...inno alla deregulation, anche se poi sembra abbiano solo guide turistiche

Uno arriva in Thailandia e comincia subito a notare le differenze. Che caldo fa…a dicembre! A Malpensa nevicava. Qui tutto costa così poco, si mangia con un euro, a casa nemmeno il caffè mi ci viene. E poi la più sorprendente di tutte: tutto quel che da noi è proibito qui sembra permesso, o almeno tollerato. Mal che vada si può comprarlo con una mazzetta.

Si possono acquistare software e DVD piratati alla luce del sole. Copie di patenti di guida, certificati di laurea e tessere varie. Jeans, maglie e borse d'imitazione. Si può esporre l'insegna di un'attività illegale e nessuno dice nulla. Si viaggia in motorino senza casco, in quattro con bambini e cani, e la polizia, a differenza di quel che faceva nei nostri filmetti degli anni settanta, non s'incazza poi troppo. Venti ragazzini nel cassone di un pick up invece che nascondersi cantano in allegria. Dopo le due i bar non possono vendere gli alcolici, se però te li versano in un bicchiere di carta o in una tazza da tè va tutto bene. I proprietari dei locali notturni fanno a gara per chi paga alla polizia la mazzetta più grossa, affinché lasci loro aprire fino a tardi e faccia invece chiudere i concorrenti. E poi puttane, orge, viagra, cialis, kamagra, donne giovani, vecchie, fantastiche, oscene, spudorate o pudiche. Sì, perché qui ci sono anche le puttane pudiche. E poi omosessuali, bisessuali, transessuali, persino asessuali.

Ehi, qui si può davvero fare qualunque cosa - pensa il nuovo arrivato inebriato da promesse di libertà e impunità - questo è il Bengodi! Evviva! E in breve la vacanza si tramuta in una serie di guai.

Non è vero, ovviamente, che qui non ci sono regole: ci sono semplicemente regole diverse. Spesso sono formalismi che a noi possono sembrare antiquati e inutili, il più delle volte ipocriti, e quasi sempre hanno a che fare con il concetto di appropriatezza. Da noi certe cose possono sembrare sorpassate, ma qui sono importanti, e se sgarri sono cazzi. Alle volte addirittura mazzate.

Gli aspetti più sensibili: buddismo e monarchia. Le due istituzioni sono come la corrente ad alta tensione: non si toccano. La lesa maestà qui è un crimine punito molto severamente. E non si tratta di portare rispetto soltanto in situazioni ufficiali, ma di fronte a qualunque cittadino. Anche il thailandese più mansueto e mentalmente aperto può tramutarsi in una vipera incazzata se toccato su questo tasto. Qui la libertà di espressione e di critica non è sempre considerata un segno di progresso. Qualunque cosa sensibile abbiate da dire a riguardo...pensatela e basta.

Orgoglio nazionale e personale: se durante una qualsiasi discussione, anche una che a voi sembra innocua, fate perdere la faccia all'interlocutore (cioè lo umiliate in pubblico), questi può reagire in maniera inconsulta, a volte persino violenta. Assolutamente da evitare sarcasmo, ironia pungente, attacchi umilianti o velenosi riferimenti personali. Può finire in parole grosse, addirittura in un bagno di sangue.

Sostanze stupefacenti: da lasciare a casa. Sono severamente vietate e spesso malviste da gran parte della popolazione. Si rivelano un ottimo strumento di estorsione per poliziotti avidi e corrotti e sono frequenti le truffe perpetrate da amichevoli procacciatori che prima intascano i proventi della transazione e poi "si vendono" il pollo al complice in divisa.

Anche se raggirare il prossimo, qui come in molti altri posti, è una pratica diffusa, il furto duro e puro è spesso considerato inaccettabile. Specialmente se perpetrato nei confronti di una persona di età maggiore, di posizione sociale elevata o di buona reputazione. Mi è capitato un paio di volte di assistere alla seguente scenetta: un moccioso colto sul fatto da un adulto, schiaffeggiato e cazziato in pubblico, sotto gli sguardi sprezzanti degli astanti, a mani giunte mentre sbandando sotto i colpi dell'altro si profonde in inchini e suppliche, non tanto per spiegarsi o protestare ma per abbreviare il rito, calmare l'ira dell'aguzzino e convincerlo a non colpire troppo energicamente. La fuga non è contemplata: finirebbe nelle grinfie della folla schierata contro di lui. Rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare la barbara reazione sarebbe puro masochismo: non troverebbe la pietà o la comprensione di nessuno, forse nemmeno quella della sua famiglia. E' stato colto sul fatto: può solo subirne le conseguenze, sperando che non siano troppo severe. E se lo sono, beh, cazzi suoi.

Ci sono poi tutte le infrazioni al codice delle buone maniere, che ovviamente non è lo stesso vigente da noi. Quindi occhio a dove mettete i piedi, ad alzare la voce nel posto sbagliato, a vestirvi in modo inappropriato o abbandonarvi a smancerie in pubblico, a fare foto senza chiedere il permesso, e molte altre cose spesso incomprensibili per un occidentale, che qui, a prescindere dal paese di provenienza, è sempre chiamato "francese".

Per vari motivi, non tutti nobili, in caso di atti irrispettosi lo status di straniero si rivela spesso un'aggravante. Non aspettatevi sconti quindi, bensì sguardi stizziti di cui nessuno vi spiegherà il motivo. Vi sembrerà ingiusto, perché in effetti lo è. Ma può anche diventare una piccola lezione di vita. Capire cosa una persona possa provare in un paese straniero, anche da noi, aiuta a cambiare la prospettiva, ci insegna a osservare certe situazioni da angolazioni diverse. Anche se in alcuni casi, purtroppo, contribuisce soltanto a inacidire gli animi.

Per il resto la Thailandia, così come il resto del Sud Est Asiatico, dove esistono dinamiche simili, è un bel posto, dove davvero ci si può godere una libertà maggiore di quella che ci è concessa a casa. Basta sapere come farlo. E fino a che punto ci si può spingere.


Un tizio che vende certificati falsi...e, davanti a lui, la polizia non si incazza 
Un banchetto di certificati falsi. Come spiega il segnale al centro fotografare è vietato, evidentemente più che falsificare
Qui si vende software piratato
I banchetti in mezzo alla strada, e ndo sta er probblema?
Sblocco telefoni cellulari, con tanto di insegna gigante

La strada degli artisti grotteschi - Pattaya, Thailandia

Natale a Pattaya

C'è una stradina a Pattaya: è l'ultimo tratto di Walking Street, sul lato del porto. Se Walking Street fosse un intestino, un bel budello pieno di feci e liquame (metaforici e reali), questo sarebbe il suo retto, lo sfintere, insomma...il buco del culo, ecco.

E' un luogo piuttosto buio (ciò non sorprende, considerata l'analogia anatomica), senza bar, ristoranti e discoteche. Soltanto il lungomare da un lato e degli alberghi dall'altro. La musica dei locali vi arriva smorzata e ci si può godere un relativo silenzio. Verso sera dei giovani thailandesi arrivano muniti di chitarre, si siedono sul marciapiedi e cantano delle canzoni. Non in thailandese o in inglese, come tutti si aspetterebbero, o come succedeva fino a tre o quattro anni fa. No, questi cantano in russo. Siamo vicini a un complesso di discoteche (Mixx, Lima Lima) frequentate principalmente da turisti russi, e questi busker si esibiscono proprio per loro. In russo quindi. Folti gruppi di russi più o meno brilli si fermano ad ascoltarli e i più spavaldi li accompagnano cantando. Spesso male, è vero, ma alla fine pagano, e per questo vengono sopportati e graziati.

Poco più avanti c'è una fila di ritrattisti e caricaturisti: producono dei dipinti dozzinali che si trovano un po' dappertutto. Poco prima della grande insegna luminosa, con un po' di (s)fortuna ci si può imbattere in due dei personaggi più pittoreschi della zona.

Una è una donna. Espone la foto del figlio e un cartello in cui spiega agli spettatori (se ce ne sono) di esibirsi per guadagnare il denaro necessario per mandarlo a scuola. Sale su una pedana con un tamburello in mano e tenendo un ritmo tutto suo canta delle canzoni (in thailandese) da far accapponare la pelle. Stonata, fuori tempo, gracchiante, senza alcuna melodia. Ma, se quel che dice è vero, lo fa a fin di bene. Tuttavia, considerando lo scarso successo, se vuole davvero che il figlio non finisca a guidare un tuk tuk le conviene farsi venire qualche altra idea.

Proprio alla fine della via, seduto come un bonzo tra venditori di rose e spacciatori, sta un tizio grassottello che canta a ciclo continuo la famosa canzonetta "Pattaya, Pattaya", personalizzandola con delle strofe in russo. Quando i passanti russi soprappensiero se ne accorgono scoppiano a ridere, si fermano e spesso gli lasciano una mancia. Canta male, conosce non più di dieci parole in russo ma riscuote un buon successo. La tizia del tamburello dovrebbe imparare da lui.

Questa versione pattayana di una Rue des Artistes finisce qui, proprio dove Walking street sfocia nella piazza del porto, tra puttane, puttanieri, ruffiani, venditori ambulanti, ballerine da discoteca, luci al neon, musica ad alto volume, spazzatura e la solita puzza che aleggia sopra ogni strada del sud est asiatico. 



La tizia del tamburello, se riuscite a vederla

La casa con una bella vista...in Asia

No, questa vista te la puoi proprio scordare...

Se ti sei appena trasferito in Asia e hai scelto l'appartamento in base alla vista favolosa che ti puoi godere dalla finestra della stanza da letto...potresti aver commesso un errore grossolano.
Dai un'occhiata all'appezzamento lì a fianco. Nel caso sia vuoto, o peggio ancora utilizzato come parcheggio, un edificio alto abbastanza da poterti oscurare la casa potrebbe spuntare proprio lì nel giro di pochi mesi.
E allora non ti resterà che rimpiangere l'alternativa con vista su grovigli di cavi elettrici e stradone trafficato, quella che hai scartato con sdegno altezzoso, accomiatandoti dall'agente che te l'aveva proposta con una di quelle tue odiose battutine sarcastiche.


Ecco, questa è più probabile...
...o magari questa

Forse suo malgrado, ma è un tipo originale - Kuala Lumpur, Malesia

...lentamente se ne va.

Tra le mandrie di uomini d'affari, impiegati, turisti, fighette che fanno shopping, immigrati in cerca di fortuna, sfigati vari (ed è proprio questa la categoria che mi comprende), osservando bene ogni tanto nel centro di Kuala Lumpur si riesce a scorgere qualche personaggio originale. Magari suo malgrado, come in questo caso.

La pettinatura da Jackson 5, un paio di pantaloni da abito strappati all'altezza del buco del culo, cuciti (si fa per dire) con del nastro colorato, di quello che si usa per i pacchi regalo. Tra le varie toppe che coprono le lacerazioni della sua giacchetta ce n'è persino una a forma di banconota da un dollaro, dettaglio tristemente ironico, considerando le condizioni in cui versa il soggetto. Indossa un guanto da palestra. Uno solo. Magari è un ex discobolo o lanciatore di giavellotto. Lo osservo da alcuni minuti e non ha mai smesso di succhiarsi i polpastrelli. Non so se immagini soltanto di averci della cioccolata appiccicata o se magari ce l'avesse veramente, qualche ora fa s'intende, perché ora le dita sono lucide come würstel: ecco, magari è proprio a causa di questa curiosa illusione ottica che se le lecca. 

Dopo un po' qualcosa attira la sua attenzione, si toglie le mani dalla bocca e col passo del pinguino, sbandando a destra e a sinistra, lentamente se ne va.


Eccolo che sbanda

Pensieri/18


- C'è chi compra benessere pagando in libertà. Io, quando posso, faccio esattamente il contrario.

- Da ragazzino ero talmente imbranato con le donne che, quando in preda alla frustrazione decidevo di masturbarmi, facevo fatica persino a sedurre la mia mano.

- Ti fai degli scrupoli quando si tratta di mettergli la museruola e poi lo addestri come un cane della gestapo? In quel modo non gli metti in gabbia solo la bocca, ma l'intera anima!

- Sì, sì, certo, è facile prendere le decisioni degli altri.

- Alcuni sostengono che una ragionevole dote di stress faccia bene alla salute. Ho notato però che dopo avermelo spiegato tremano, balbettano e si contorcono in maniera mostruosa.

- Non ho una moglie, figli, un lavoro fisso, una casa, un'auto, azioni, fondi, piani pensione, risparmi...ma perché diavolo sono così sereno?

- Mi chiedi dedizione: non te ne posso dare. Non per cattiveria, semplicemente perché non ne ho.

- Il modo migliore per sconfiggere la paura di essere derubati è possedere il meno possibile.

- Consiglio al turista appena sbarcato in Thailandia: se una bella donna ti sembra un uomo...concludi pure che è un uomo. Se ti sembra una donna, dacci un'altra occhiata prima di decidere.

- Quando i fascisti ti danno del comunista, i comunisti del fascista, i religiosi dell'eretico e gli atei dell'integralista, forse sarai anche un po' rompicoglioni ma puoi andare fiero della tua indipendenza intellettuale.

Altri pensieri qui

Versetti balsamici: Quella libertà non la voglio

Vista da una finestrella del forte di Qaitbay - Alessandria d'Egitto

"Ti lascio libero, vai!" mi hai detto ad un tratto,
ma la franchigia che m'offri io non l'accetto:
voglio essere ostaggio, prigioniero, recluso,
alle sbarre dei tuoi capelli accostare il viso,
tra i tuoi seni e le cosce mendicare il rancio,
ricevere via flebo ogni goccia di bacio,
e nell'afosa penombra dei tuoi abbracci assopito
assuefarmi inconsciamente al tuo respiro viziato.
Non mendico grazia, cauzione o clemenza,
per il reo cuore l'ergastolo è la giusta sentenza.
Carceriere non cedere, non avere pietà,
gettami nelle segrete e spezza la chiave a metà!

PS C'eravate quasi cascati eh? Ma guarda te...proprio lui, ridotto così? Eh no, il soggetto in questione non sono io. Non so nemmeno se sarei in grado di provare una passione tanto elevata. Tuttavia, scrivendo pensavo ai tanti individui in queste condizioni che ho incontrato.

Come, come? Cos'è che avreste compreso? - Bangkok, Thailandia

Il segnale del km 0, nei pressi del Monumento alla Democrazia

Ci sono degli emigranti a Bangkok (o come amano farsi chiamare loro, expat) - non tutti certo, ma comunque molti, direi troppi - che camminano, si muovono e stanno persino fermi con l'aria di chi sembra avere una presa sicura sulle maniglie della città. Di chi l'ha osservata a lungo, studiata con attenzione, compresa totalmente. A tal punto da non doversi più aspettare sorprese. Presa sulle maniglie? Sì, certo! Le maniglie dell'amore forse, o meglio quelle del sesso, magari a pagamento, le altre, mah, ho forti dubbi a riguardo.

Secondo me si tratta soltanto di una flebile illusione. Pochi stranieri si trovano in una posizione più incerta di quelli che vivono in Thailandia. Osservati con ostilità da una porzione rilevante della popolazione (non crederete davvero che tutti quei sorrisi siano manifestazioni di allegria?), con visti e status precari, eterni ospiti non del tutto graditi di una società che mantiene barriere ben marcate tra sé e quelli che chiama, alle volte con una punta di disprezzo, farang, ovvero francesi. Ci sono decine di diritti concessi da ogni paese occidentale persino agli immigrati più indesiderati a cui nemmeno lo straniero più ricco, colto e astuto si può sognare di aspirare da queste parti. Come potrebbe una nazione così orgogliosa e permalosa svelarsi tanto facilmente a una cozzaglia di presuntuosi fanfaroni di quel tipo?

Ascoltarli per più di due minuti (il tempo sufficiente a inquadrarli) può diventare una vera tortura. Mentre ti martellano con i loro bla-bla-bla sul paese, la sua cultura, le sfumature sociali, la storia e la religione. Dopo tanti anni della stessa solfa non si sono ancora stancati di provare a sorprenderti con quei quattro concetti triti sul buddismo, le interpretazioni da Lonely Planet dei sorrisi siamesi, le solite frasette thai che conoscono cani e porci ma di cui solo loro sanno svelarci i risvolti più...shhh...emblematici. 

Ma lasciate perdere. Se non credete a questo povero sfigato fidatevi almeno di Socrate, che sapendo di non sapere e ammettendolo in pubblico si impose come l'uomo più saggio dei suoi tempi. Voi, così come me, avete capito poco più di una mazza a proposito di Bangkok, della Thailandia, dell'Estremo Oriente e dei popoli asiatici in genere. E d'altra parte anche loro hanno capito poco di voi. Con un'unica differenza: non hanno alcun interesse a farlo.

Prima ve ne rendete conto e vi mettete il cuore in pace e prima riuscirete finalmente a passeggiare per le strade di questa città intrigante, oscena, vivace e intossicante a cuor leggero, liberi da complessi di accettazione e ansie da prestazione, godendovi quel che il posto ha da offrire (ed è tanta roba) senza rincorrere futili, noiose, insoddisfabili ambizioni da illusi.

PS Per fortuna di italiani così non ne ho ancora incontrati...ma forse sono stato solo fortunato.