sabato 27 settembre 2003

Kuala Lumpur - Malesia, 27 settembre 2003

Abdul Hadi Awang - il leader del governo locale dello stato di Terengganu - ha dichiarato che il 'Terengganu syariah criminal enactment' (la legge islamica) verrà ufficializzato il prossimo ottobre - prima del ritiro di Mahatir - ed entrerà in vigore immediatamente. Ho deciso di recarmi a Kuala Terengganu e di scrivere un pezzo a riguardo.
Per la giornata di oggi scelgo invece di seguire il consiglio di un cinese di Malacca che alloggia, come me, al Pudu hostel. Il suo nome è Michael, commercia in diamanti grezzi. Li compra dai venditori africani e li rivende in tutta l'Asia. Ha vissuto per 7 anni in Belgio, ad Anversa (Antwerp) - la capitale mondiale del diamante. Mi spiega come funziona il commercio. Gli operatori più affidabili sono iscritti alle borse del diamante. Lui è iscritto alla sede di Kuala Lumpur.
Di solito quando ha bisogno di un fornitore si rivolge ad aziende accreditate e spesso chiede consiglio ai suoi amici di Anversa. Le banche fanno da garanti con delle lettere di credito. Il fornitore spedisce la merce tramite un corriere specializzato (Briks) e il denaro per il pagamento resta congelato fino a che la merce non viene consegnata e accettata.
Michael mi consiglia di recarmi a Genting highlands. Di questa località so che è la sede del più grande centro divertimenti del paese e di molti casinò. Lui me lo conferma ma aggiunge che il tragitto in funivia attraverso la giungla è molto suggestivo.
Nell'autobus incontro un altro cinese con cui faccio conversazione. Quando gli dico che ho la passione della scrittura mi dice che gli piacerebbe che mi dedicassi alla stesura di un libro sul tema "amore e vitalità". Gli chiedo perché non lo fa lui.
«Non ho studiato e non riuscirei mai a scrivere un libro»
«Ma lei parla un ottimo inglese...»
«È perché ho lavorato per un ex-capitano inglese per il quale mia madre prestava servizio. L'ho seguito anche in India e a Londra»

Parliamo un po' della politica malesiana. Proprio lui - un cinese - sostiene che i cinesi hanno in un certo senso rovinato il paese con le loro pratiche di corruzione. A proposito del PAS mi dice che alle prossime elezioni potrebbe aggiudicarsi un altro stato.
«Quale?»
«Johor Bharu...» risponde lui provocando la mia sorpresa.

Poi mi confida che gli piacerebbe che Bush cogliesse l'occasione del summit dell'OIC (Organizzazione della Conferenza Islamica) a KL che si terrà in ottobre per dialogare con i paesi musulmani alla ricerca di una soluzione al problema del terrorismo. Secondo lui una profezia cinese prevede una terza guerra mondiale e questo summit sarà l'ultima opportunità per evitarla.
La vista sulla giungla e sulle montagne ricoperte da una insolita nebbiolina vale in effetti il prezzo del biglietto e il viaggio. Per non parlare della fresca temperatura...un sollievo dopo l'aria soffocante e calda della metropoli.
Continuiamo la conversazione bevendo un caffè a Genting. Comincia a parlarmi delle sue idee sull'amore, che va dato e ricevuto. E che la maggior parte della gente non sa di preciso che cosa sia... Non lo seguo più molto bene, un po' perché le sue teorie mi sembrano un po' confuse e un po' perché mi concentro su altri particolari. Ha un viso interessantissimo. Dice di avere 66 anni ma ne dimostra 10 o 15 in più. Ha pochissimi denti. Un lunghissimo incisivo gli sbarra la bocca quando ride mentre le labbra si piegano verso l'interno avvolgendo le gengive ormai spoglie. La pelle abbronzata si corruga in un disegno complesso che avvolge il viso scarno. Gli occhi sembrano scoloriti dal tempo e dagli eventi. Finalmente mi ricordo dove avevo già annusato l'odore emanato dalla sua pelle. È lo stesso profumo che hanno addosso alcuni vecchi del paese di mio nonno. Un profumo vagamente aspro che nel mio immaginario sa di semplicità, di campagna, di lunghe e lente camminate in collina. Di camicia, giacca nera e cappello di feltro indossati ad agosto. E ancora di enormi forme di pane tagliate con un coltello tascabile, di stalle e conigli, di somari ed escrementi, di campi e di frutta.
Scopro due ennesimi record della Malesia. La funivia è la più lunga e veloce del sud-est asiatico. L'hotel First World ha il banco della reception più lungo del mondo! Non me lo posso perdere e, lasciato il cinese che va al casinò con le sue teorie di metodi e capitali, seguo le insegne per l'albergo del record. È una passeggiata incredibilmente lunga attraverso ristoranti, sale giochi, parchi giochi all'aperto e al coperto, otto volanti e sale per spettacoli.
Arrivo alla 'Lobi' (questa e' la grafia del termine malese) e mi scappa da ridere: il banco sarà lungo almeno 50 metri e ci lavorano decine di persone. Per alcuni servizi è necessario ritirare il bigliettino col numero, per altri bisogna accodarsi a file lunghissime: è sabato e i malesiani arrivano a frotte al loro "centro di divertimenti". Soprattutto cinesi ma anche indiani e un bel po' di musulmani. Mi imbatto, non senza sorpresa e un filo di delusione, anche in una donna coperta - ad eccezione dei soli occhi - dal velo nero del 'purdah'. E' accompagnata dal marito - con la barba lunga e il copricapo musulmano - e dai figlioletti. Ma che ci viene a fare in un posto cosi' una famiglia religiosa islamica?

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