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Brandelli di un mondo bizzarro non è un diario in ordine cronologico da sorbirsi dall’ultimo post. È un archivio di scene, satira e ragionamenti. Parti da dove ti interessa:

Tutti i post in ordine di data restano disponibili sotto. Meglio entrare da una porta, però.

Un'impertinente domanda pertinente

Una famigliola...belle facce sveglie!

Questo lo scrivo mentre mi trovo a Kuala Lumpur, ma si tratta di una pura coincidenza: potrei osservare delle scene anaggole in qualunque altro posto. Sicuramente in ogni grande metropoli asiatica.

Guardali lì, imbambolati davanti allo schermino. Quanti sono? Tanti, troppi, quasi tutti in pratica. Attorno ai tavoli del caffè, nei mezzi pubblici, al ristorante. A controllare gli aggiornamenti in Facebook, a giocare ai giochini, a chattare, persino a farsi le foto da soli, in posa sorridente davanti al loro stesso braccio teso. 

Non starò qui ad aggiungere l'ennesima critica alla lunga lista, un nuovo pedante giudizio su questa smania assurda. Mi pongo solo una domanda: ma prima, quando quegli aggeggi non esistevano, questi individui che cazzo facevano? Non dico quando non c'erano i cellulari, perché molti di loro a quel tempo erano ancora dei marmocchi, ma solo pochi anni fa, quando l'espressione smart-phone ai più sarebbe sembrata una specie di ossimoro, ai tempi in cui gli schermi erano ancora grigi o verdi, e le scritte nere. Quando coi telefoni ci si potevano solo fare le chiamate o mandare i messaggi.

Come passavano il tempo quelle fighettine che ora chine sul telefono ad aggiornare il loro profilo virtuale nascondono al mio occhio bramoso quello reale? Che argomenti affrontavano le coppiette che oggi hanno finalmente una scusa per non cagarsi un attimo e starsene in silenzio durante tutta la durata della cena? Viene da pensare che siano stati tratti in salvo da un gadget elettronico appena in tempo, quando erano sul punto di scivolare nel baratro di una vita piatta, senza obiettivi, totalmente priva di stimoli.

Ma forse poi, per quanto triste, è meglio così. Quanti discorsi del cazzo risparmiati, quanti battibecchi inutili evitati. Se gli smartphone riusciranno ad invertire la tendenza mondiale alla crescita dei divorzi - anche se attraverso una drastica riduzione del tempo dedicato dalle coppie alla discussione -, favorendo in questo modo un nuovo boom delle nascite, potremo almeno dire che l'annientamento cerebrale globale della razza umana non sarà stato perpetrato invano. Pagare in qualità per ottenere quantità insomma. Sempre, ovviamente, che a quel punto un pensiero di questo livello non sia già troppo difficile da elaborare.

Modifica all'originale: ehm, ora che ci penso ho emesso un nuovo pedante giudizio, come avevo promesso di non fare. Immancabilmente cinico tra l'altro. E' andata così, amen.

Schierati fianco a fianco
Un fotografo, almeno lui è da solo
Una dolce coppietta...che romantici!
Troppo impegnati...entrambi
Due amiche che si stanno divertendo un casino assieme!

Segnali buffi/7

Spesso mi imbatto in segnali, cartelloni, scritte o etichette divertenti. Quando capita mi assicuro sempre di non andarmene senza una foto. Le propongo a rate anche qui.

An'vedi, non era veneziano ma...irlandese! (Costanza, Germania)

Che pesanti questi divieti! (Firenze)

Pensavo fossero delle schifezze qualunque, invece è e-waste! (Pattaya, Thailandia)

Ineccepibile...è un'affissione (Firenze)

Andate a provare le loro specialità e fatemi sapere (Pattaya, Thailandia)

ALL SO? O forse...ASS WELL? (Kuala Lumpur, Malesia)

RM5 = 1,25 euro. E noi continuiamo a comprare Diesel, Levi's, Gucci, Replay, Calvin Klein, ecc. (Kuala Lumpur, Malesia)

Quell'acronimo mi sembra un po' superfluo (Kuala Lumpur, Malesia)

Per entrare lì dentro non serve un'autorizzazione, basta l'autorità! (Pattaya, Thailandia)

Senso unico...dici? Beh, da oggi saranno due! (Firenze)
Potete trovare gli altri segnali buffi qui

Italiani in Thailandia/8: il liquame umano continua a colare verso il basso

Sembra liquame, invece è un rigagnolo

E continua a colare precisamente da qui 

Storia 3) Un terzo puttaniere bighellonava con dei colleghi presso la piazzetta dei delfini con una bella telecamera in mano. Gli si è avvicinata una ragazza carina. Dopo un breve scambio di battute se ne sono andati assieme. I colleghi si sono guardati l'un l'altro in preda allo stupore. Ma come? Una figona del genere se ne va con quello sfigato? (Nota personale: non me l'aspettavo proprio, ma probabilmente anche per andare a puttane bisogna essere dei fighi.) Nessuno di loro l'ha più visto per un giorno. Dopo la seconda notte di assenza si sono ricordati della telecamera, hanno messo assieme i tasselli del puzzle e preoccupati sono andati a cercarlo. Non è stato difficile trovarlo: era stato sedato e ronfava ancora pesantemente in una delle stanze che loro stessi avevano frequentato spesso in passato, con donne della stessa risma. Per alcuni giorni (!) lo hanno accudito. Dal momento che era sempre mezzo addormentato hanno cercato di tenerlo sveglio, trascinandolo regolarmente in spalla a prendere aria. Né la vittima né alcuno di quegli altri disperati aveva (voglia di spendere) soldi per l'ospedale. Oltre alla telecamera questa doppiolavorista (puttana e anestesista, la rima è casuale ma ci sta giusta) gli ha fottuto tutto il denaro che aveva addosso. Senza nemmeno doversi sfilare le scarpe. La possiamo accusare di varie nefandezze ma non certo di essere una che vende il proprio corpo per quattro spicci.

Storia 4) Q stesso una volta (o forse più d'una) è stato narcotizzato da una puttana.
Lei ha scoperto che lui teneva qualche migliaio di euro in stanza, una sera lo ha portato a fare una passeggiata in spiaggia e di soppiatto gli ha infilato qualcosa nella bottiglia d'acqua che aveva appresso. Q ha cominciato a sentirsi strano. Ha insistito per tornare in stanza mentre la farabutta cercava di trattenerlo in spiaggia, allettandolo con delle proposte sessuali. Con un ultimo sforzo Q è invece riuscito ad entrare in albergo e assicurare il gruzzolo in cassaforte prima di crollare per tre giorni filati. La puttana è riuscita a sgraffignargli solo il telefonino e 1000 baht. E per fortuna non è morto, eventualità non così improbabile, considerando che ha più di 60 anni e dei problemi cardiaci. E che lei non è certo una farmacista qualificata, esperta nei dosaggi. Lui sospetta che avrebbe anche potuto gettarlo in mare una volta che si fosse addormentato sulla battigia. La cosa sembra essere già successa in passato ad altri sfortunati che per ovvi motivi non hanno potuto raccontare la vicenda di persona.

Storia 5) Q si è recato spesso in un vicolo frequentato da donnacce che lo portavano a scopare all'interno di locali simili a delle capanne indiane. Pompini e trombate: 100 baht, poco più di due euro. Non ne sono sicuro, ma se chiudo gli occhi e mi impegno, mettendo assieme i peggiori frammenti di umanità rimasti conficcati nella mia memoria in un collage frankensteiniano, forse riesco a immaginarmi che genere di donne possano vendersi per così poco. Che schifo.

Storia 6) Un altro tizio, che sembrava una persona per bene, ha raccontato a Q di una sua disavventura, tanto per metterlo in guardia. Alcune settimane prima un italiano lo aveva invitato a casa a mangiare un mediocre piatto di pasta e gli aveva poi presentato un conto di 1000 baht, più che ai ristoranti italiani di lusso della città. Diciamo all'incirca tre volte tanto. Sembra che lo faccia con tutti i nuovi arrivati, come gesto di benvenuto da parte del Comitato di Accoglienza per Compaesani un po' Smarriti. Q non aveva bisogno della dritta, conoscendo già bene sia il personaggio che la truffa. Qualche tempo dopo la persona per bene ha invitato Q a casa sua per fare quattro chiacchiere. Q si è presentato all'ora stabilita e lo ha trovato con il farabutto, cioè il presidente del comitato accoglienza polli, mentre bevevano birra e chiacchieravano cordialmente. La volpe nel pollaio, invitata a banchettarvi proprio dal gallo.
Che brutta cosa la solitudine. Per fortuna mi sembra di esserne tutto sommato immune.

The end. 
Beh, almeno si spera.

Ho (ri)letto I Promessi Sposi: ecco le mie chiavi di lettura


Ho riletto di recente I Promessi sposi. Anzi, direi che l'ho letto per la prima volta, visto che al liceo avevo seguito la vicenda attraverso i riassunti della leggendaria Casa editrice Bignami, con l'unico obiettivo di non fare una figura meschina alle interrogazioni, senza alcun interesse letterario. L'ho letto in versione e-book tra l'altro, e spero che l'Alessando  (con l'articolo, alla milanese) non si rivolti nella tomba. 
Tra i vari motivi che mi hanno spinto a farlo c'era una curiosità: dopo tanti anni c'è ancora qualcosa di attuale in questa storia? O la leggiamo soltanto per tradizione, per costrizione, perché i programmi scolastici sono dei muri spessi, difficili da abbattere e ricostruire, o anche solo da restaurare?

Ricordo che Manzoni veniva spesso elogiato per le poetiche descrizioni dei paesaggi e per l'ideazione di personaggi elaborati, rappresentativi, intriganti. Onestamente non sono d'accordo. Mi spiego, tutto ciò è sicuramente vero. Per un lettore del diciannovesimo secolo però. Ma ora? Dopo aver letto Tolstoy, Faulkner, Flaubert, Updike, Pirandello, Greene, Roth, Eco? Mah, i personaggi e i paesaggi di Manzoni non vengono fuori troppo bene dal confronto. Provate ad analizzare il profilo di Herzog, il protagonista dell'omonimo romanzo di Saul Bellow o il modo in cui McCarthy dipinge con le parole i tramonti al confine tra Messico e USA. Poi tornate a quel ramo del lago di Como o alle macchiette stereotipate di Azzeccagarbugli, Don Abbondio, Agnese o Perpetua e tirate le somme. In realtà mica è colpa del buon Alessandro: il confronto non è nemmeno corretto farlo. Sarebbe come paragonare i tempi degli atleti di due epoche diverse, o le tecniche chitarristiche o le velocità dei sistemi di trasporto. La letteratura si evolve, così come la società e la tecnologia. E a un lettore del ventunesimo secolo tenderà a piacere di più quel che è stato scritto in tempi a lui più vicini.

Significa forse che non mi è piaciuto? Neanche per sogno! E che non c'è nulla in questo romanzo da salvare nel ventunesimo secolo? Nemmeno questo è vero: tra le varie sfaccettature del talento di Manzoni ce n'è infatti una che io trovo estremamente attuale. Mi riferisco alla sua capacità di captare, analizzare e riproporre le dinamiche delle masse, i loro comportamenti, le loro fobie, le loro reazioni, che sono sì inconsulte, ma anche sincronizzate. Facciamo alcuni esempi.

1) Le manifestazioni di S. Martino contro l'aumento dei prezzi del pane, con i vari gruppi di facinorosi e paceri, sinceri e opportunisti. C'è chi utilizza il caos per dar libero sfogo alla violenza, chi invece è inorridito dalla piega che prendono gli eventi. C'è chi davvero urla per chiedere giustizia e chi invece è solo interessato a depredare forni o spaccare qualche muso.
2) Lucia è appena tornata al paesino dopo la prigionia presso il castello dell'Innominato. Ora che è in salvo tutti festeggiano, si congratulano e si offrono di aiutarla. Quando invece era in pericolo nessuno si era fatto vivo per darle una mano o anche solo per mostrarle la propria solidarietà.
3) Durante la carestia tutti se ne stanno tranquilli, non ci sono proteste contro le autorità, rivolte e sommosse. Mentre a S. Martino per questioni meno serie, legate al prezzo di mercato del pane, la città era in subbuglio.
4) Sebbene i segnali e i sintomi siano chiari e gli esperti abbiano dato l'allarme da un pezzo la gente non crede che ci sia un'epidemia di peste.
5) Quando l'epidemia è in stato avanzato si fa strada la teoria cospiratoria degli untori. Ci cascano tutti, anche i cittadini più colti. Chi si dimostra scettico viene emarginato o addirittura minacciato e aggredito.
6) "L'insistere e imperversare del disastro aveva inselvatichiti gli animi e fatto dimenticare ogni cura di pietà, ogni riguardo sociale." La comunità cittadina si era tramutata insomma in un branco di bestie selvatiche. Bastano quindi poche settimane di difficoltà per demolire un sistema sociale costruito nell'arco di secoli.

Non vi ricorda qualcosa? Vediamo, mi vengono in mente degli esempi attuali per alcuni dei punti elencati, agli altri pensateci voi:

1) Manifestazioni No global e studentesche in genere.
2) Guerre civili in Ruanda, Bosnia, Siria...
3) Gente che si scalda quando prende le difese di un calciatore o di un personaggio dello spettacolo per poi subire ingiustizie e prevaricazioni sulla propria persona senza fare troppo rumore.
4) Le crisi economico/finanziarie.
5) La teoria del complotto dell'11 settembre o la maggior parte delle teorie cospiratorie in genere.
6) Vedi punto 2). Questo tra l'altro è il tema principale de "Il signore delle mosche", scritto un secolo e mezzo più tardi, romanzo che valse il Nobel a William Golding.

Non so se la situazione sia cambiata da quando frequentavo il liceo, ma temo che parallelismi del genere non vengano tracciati spesso, se non da qualche insegnante particolarmente proattivo.
Spunti per rendere interessante la lettura dei Promessi Sposi ce ne sarebbero vari quindi. E se a qualcuno al ministero competente interessa davvero che gli studenti non ronfino durante le lezioni (o leggano il riassunto del Bignami) sarebbe meglio che si adoperasse per introdurre chiavi di lettura più attuali. Altrimenti che si decidessero a rimuovere la materia e buonanotte. Sicuramente qualche lezioncina di educazione civica, scienze politiche di base o inglese in più non guasterebbe di certo.

Italiani in Thailandia/7: l'escalation dello squallore

Squallore

Come vi avevo detto tempo fa, pur avendo lasciato Pattaya da un pezzo non vi ho ancora raccontato tutti gli aneddoti raccolti quando ci abitavo.

Eccovi le ultimissime storie di Q (che abbiamo conosciuto qui). Spero siano davvero quelle conclusive perché l'escalation dello squallore non accenna a placarsi.
Le ho buttate giù in fretta poco dopo averle apprese, preoccupandomi innanzitutto di non dimenticare nulla, utilizzando un tono e una terminologia di basso livello, adattandomi semplicemente a quel che avevo appena ascoltato. Pensavo di levigare il tutto in seguito, poi però ho pensato che questa spazzatura merita strumenti espressivi di pari qualità. Le "prostitute" sono quindi chiamate "puttane", i "rapporti sessuali" sono "scopate" e...eccetera eccetera, non c'è bisogno di aprire una sezione dedicata al vocabolario tecnico a questo punto. Se non digerite il pastone (contenuti e stile) mi dispiace, spero troviate altri post nel blog di vostro gradimento. Io questo qui lo dovevo scrivere così. A volte ci vuole l'anima corazzata anche solo per provarci a essere politicamente corretti, e la mia in questo momento è come una bolla di sapone, che ondeggia e si deforma mentre svolazza verso il basso, rischiando di esplodere per una semplice folata d'aria polverosa.

Storia 1)
Il signor Gallina (nome inventato, in realtà si tratta di un altro volatile, comunque è un italiano) si è sposato con una puttana e poi ha costruito una villa per andarci a vivere assieme.
Oltre alla ex(?) prostituta sembra si spupazzi anche le figlie che la signora ha avuto con altri uomini, giovani adulte consenzienti, evidentemente contente di potergli chiedere in cambio del denaro. Buon sangue non mente, come dice il proverbio.
Se siete già schifati sappiate che la cloaca in cui sguazza Gallina in realtà è molto più profonda e maleodorante. Sembra che infatti abbia addirittura messo gli occhi (speriamo solo quelli, ma potrebbe trattarsi di una illusione da ingenui) sulla figlia che lui stesso ha avuto con la donna, e in questo caso stiamo parlando di una bambina innocente. Io rispondo frastornato: "Ma dai! Non è possibile!" Q mi spiega: "Eh, ma Gallina tu non lo conosci, ha fatto di tutto..."
No, per fortuna non lo conosco.
Gallina nel frattempo si porta un sacco di altre puttane illegittime a casa, quando quella legittima non c'è. Lei per gelosia lo vuole ammazzare, ritenendo probabilmente che l'adulterio sia soltanto una sua prerogativa, e che l'harem di suo marito sia un club esclusivo riservato soltanto a lei e alle sue figlie. Quando dico ammazzare non lo faccio in senso figurato, ma letterale. Un omicidio vero e proprio insomma, cioè, se lo becca lo uccide. Conoscendo gli scatti d'ira a cui alcuni thailandesi sono soggetti quando si ritengono umiliati (vedi ad esempio qui, qui e qui) io la prenderei sul serio. E pure lui, che si è quindi volatilizzato.

Storia 2) 
Un altro tizio ha acquistato un bel appartamento e ha - poco saggiamente - lasciato le chiavi alla puttana di fiducia mentre lui stava in Italia. Quand'è tornato ha notato dei cambiamenti nell'arredamento, non tutti di suo gradimento. Ad esempio, il televisore LCD ultra piatto mega schermo che aveva comprato non c'è più: ora al suo posto c'è una crosta a tubo catodico degli anni '80. La sua compagna sostiene che quello bello si sia rotto, ma considerandone il livello etico è più probabile che l'abbia venduto al mercato nero, assieme agli altri oggetti sostituiti nel corso del processo di interior design restyling, intascando il ricavato, oltre al denaro che il pollo le aveva già lasciato prima di partire e spedito in seguito dall'Italia. Il signore si è lamentato un po', poi si è rassegnato e ha continuato a frequentare colei che lo deruba. Dubito che si tratti di amore: probabilmente è convinto che di meglio non riuscirebbe a trovare. Lo so, lo so, alle volte il mio cinismo può risultare davvero insopportabile.

Non ho finito, ma lasciatemi (e concedetevi) un momento di tregua. La tortura riprenderà al più presto...ve lo assicuro.

La lezione di stile del papa (in politica)


Non sono esattamente quel che si può definire un credente devoto. Anzi, un lato religioso, nel senso più ortodosso del termine, forse mi manca proprio. Purtroppo l'unico aspetto del mio carattere che invade la sfera del mistico è la mia antica propensione agli sfoghi di blasfemia, con gran dispiacere di mia madre, donna piuttosto morigerata. 

C'è però un tarlo di natura teologica che da alcuni giorni mi rosicchia l'attenzione. Riguarda le recenti dimissioni del papa e le relative battute che ho letto e sentito. Non capisco come mai le migliaia di utenti di Facebook e Twitter che quotidianamente pubblicano commenti indignati a proposito di politici avidi, corrotti e immorali restii a mollare il proprio posto, invitandoli ad "andare a casa", non abbiano gioito all'unisono alla notizia delle dimissioni del pontefice, preferendo invece abbandonarsi a dell'inconcludente umorismo da osteria.

Stiamo parlando di un tizio a cui spetta di diritto la cucitura a vita della tunica alla tappezzeria del trono papale, che ammette di non essere più in grado di ricoprire la sua carica e di propria spontanea volontà la abbandona. Come minimo mi sarei aspettato un applauso a scena aperta, in primis proprio dai più aspri critici delle cose di chiesa. Io, personalmente, l'ho fatto, anche se non si è sentito.

A mio modo di vedere, come capo di stato il Sig. Ratzinger (lo chiamo Signor perché mi riferisco all'uomo, al politico, non al religioso) ha lezioni di onestà, maturità e soprattutto di stile da impartire alla maggior parte dei suoi colleghi laici. 

PS vabbè, dopo aver fatto dei complimenti (ma a pensarci bene neanche tanto) a un papa comincio a sentirmi un po' a disagio. Ho un assoluto bisogno di un bagno dissacrante per purificarmi. Lo faccio con una constatazione un po' irriverente: secondo me rispetto a quello nuovo il papa pensionato aveva una faccia migliore per le caricature.

Il coro dei polli - Kuala Lumpur, Malesia

Mo guarda che bei vestitini...

Alcuni istanti dopo che ho messo piede in un negozio di abbigliamento qualcuno urla qualcosa che non capisco, quindi un altro la ripete, poi è il turno di una donna e in seguito molte altre voci si sovrappongono. Sembra che stiano tutti gridando la stessa frase: "Welcome to Uniqlo!". Sì sì, è proprio questo che dicono, e siccome sono l'unico che è appena entrato si stanno rivolgendo per forza a me. Mamma mia che buffonata. Per togliermi i dubbi residui mi volto verso l'entrata e osservo. Entra un altro cliente, un commesso lo nota e urla: "Welcome to Uniqlooooo!" Lo fa con un tono pseudo-simpatico che risulta però indisponente. E' come se si concentrasse più sulla sua esibizione che sul saluto stesso, rendendo il gesto non solo insincero ma anche ridicolo. I suoi colleghi affacendati ad appendere camicie o piegare magliette lo sentono e ripetono la frase a pappagallo, senza distogliere l'attenzione dalle loro attività, utilizzando virtuosismi vari quali il falsetto, il gorgheggio, il crescendo e il calando. Si stanno servendo di una tecnica di vendita vecchia come il cucco, quella dello stordimento, ma a me sembra di essere tornato all'asilo, o meglio di essere entrato in una voliera tropicale.

Io sto solo cercando delle polo decenti e non troppo costose: sono arrivato a Kuala Lumpur direttamente dalle Filippine con una borsa piena di magliette da spiaggia e mi serve qualcosa di dignitoso da indossare al centro di formazione. Mi aggiro tra gli scaffali e ogni decina di secondi parte una nuova raffica di starnazzate. C'è anche la versione che accompagna i clienti all'uscita. Cambia solo l'espressione: "See you again!" Per il resto è tutto uguale: l'aria distratta, il passaparola e quel tono ridicolo. Più grande è la borsa degli acquisti e più il volume del pollame si alza. Tutto molto irritante, quasi imbarazzante. Come se non bastasse questa filiale è sprovvista di polo a maniche corte. In compenso il negozio è pieno di maglioncini e felpe col cappuccio. Ma come? In un paese tropicale devi vendere magliette e polo, non abbigliamento da mezza stagione...e che cazzo!

Non mi piacciono queste catene di presunta moda giovane. Ho fatto un salto anche nei punti di vendita di Gap, Guess, Esprit e altri marchi di cui non ricordo il nome: vendono tutti robaccia di scarsa qualità in stile talmente pretenzioso da risultare buffo. Non mi spiego come facciano ad avere il successo che hanno, se fosse per me fallirebbero nel giro di due stagioni. Datemi un paio di pantaloni dignitosi, o per lo meno utilizzabili, una maglietta che non sembri un'armatura medievale o un centrino da tavola, niente pizzi, ricami, retine, merletti e per finire un paio di scarpe, possibilmente a forma di piede. Per quanto mi riguarda il resto potete pure riciclarlo.

Riesco a uscire senza farmi notare, accodandomi a un pagliaccio con cresta, occhialoni, catene e tre borse piene di cianfrusaglia fresca di acquisto dietro a cui tutte le galline nell'aia impazziscono. A me non m'hanno cagato di striscio. Li ho fregati! Insomma, per modo di dire...dipende sempre dai punti di vista.

PS se avete bisogno di una polo dignitosa in puro cotone andate da Zara, dove per il resto vendono delle porcherie da far intristire un clown.