lunedì 4 febbraio 2013

Dopo tanto miele...finalmente un po' di fango (con foto) - Birmania

Suggestiva visione d'insieme della stanza
Dopo averci versato sopra tanto miele è finalmente arrivato il momento di gettare un po' di fango anche sulla Birmania. Lo faccio sia perché sono un po' stronzo e non riesco a evitarlo, sia perché non credo che esaltare i pregi di una cosa e insabbiarne i difetti giovi alla cosa stessa, di qualunque cosa si tratti. 
Come avrete già notato se avete letto i post precedenti questo paese simpatico e affascinante ha anche le sue macchie. La Birmania innanzitutto non è un posto pulito. La spazzatura è accumulata ovunque, lungo le strade, sulle pendici delle colline e le sponde dei corsi d'acqua: se un birmano si ritrova con un sacchetto di plastica vuoto in mano lo getta, ovunque si trovi. Io comunque, dopo tutti gli anni passati a viaggiare nel S.E. asiatico, ci sono abituato. Sarò uno svitato ma un po' di sudiciume, diroccamento e colorata confusione spesso più che deprimermi mi tira su il morale. Il racket dei tassisti alle stazioni di autobus e treni o agli aeroporti è invece piuttosto fastidioso. Anche perché, dopo aver contrattato come uno strozzino per farti fregare comunque, ti accorgi che poche centinaia di metri più in là ci sono quelli più onesti a cui ovviamente non è permesso andare ad aggredire chi è appena arrivato. Soluzione: cercare appunto quelli onesti e contrattare, con decisione ma anche comprensione. Pure le possibilità di beccarsi un'intossicazione alimentare, viste le condizioni igieniche, sono abbastanza alte: bisogna stare attenti, ma senza paranoia, altrimenti non ci si diverte più. Male che vada si tratta solo di pisciare un po' di vellutata di merda col culo. Dopo un po' non ci sarà più nulla da espellere, e in breve il tutto ritornerà al buon vecchio stato solido.
Ma l'aspetto peggiore del paese per chi lo visita è, per il momento, la situazione degli alloggi.
Nell'ultimo anno, in seguito all'introduzione delle riforme del governo, il numero di turisti (e investitori, uomini d'affari, giornalisti, studiosi) si è moltiplicato. Non sono però stati costruiti nuovi hotel, ostelli e alloggi in genere, e molti di quelli che non avevano la licenza per ospitare gli stranieri non l'hanno nel frattempo ottenuta. Il risultato è che per 30 dollari a notte vieni infilato in un bugigattolo per cui non ne pagheresti 10-15. E se vuoi pagarne 10 è meglio che ti tappi gli occhi e il naso prima di entrare nel loculo che ti viene proposto. Io ho viaggiato spesso sintonizzato su queste ultime cifre (anche più basse a dire il vero: ricordo di aver vissuto per settimane a Chiang Mai in una squallida celletta da un euro a notte, con bagno privato!). L'ho fatto persino qui in passato. E per 5-10 dollari mi sono sempre state offerte stanze come quelle per cui ora i ragni birmani ne esigono 25-40. Parliamoci chiaro, non sono il tipo che si fa problemi a dormire in posti semplici, è essere preso per il culo che mi provoca dei violenti attacchi di allergia. Un paio di settimane fa, appena arrivato, mi è capitato addirittura di mettere il naso in una stanza da 80 dollari, per nulla migliore delle altre. Eh no signori miei, accà nisciun è fess'...
Purtroppo negoziare il prezzo, cosa comune qui e nel resto del sud est asiatico, in queste condizioni è impossibile. In pratica gli albergatori si sono visti tramutati, a loro insaputa, in una cricca di oligopolisti, hanno fissato dei prezzi assurdi e sono diventati dei pigri parassiti che osservano le mazzette di dollari entrare nelle loro casse senza muovere un dito per dare una mano di vernice alla parete scrostata, per riparare la serratura scassata, per cambiare la lampadina fulminata, spesso nemmeno per lavare il pavimento o il bagno. Chiedendo in cambio cifre per cui nei paesi limitrofi si trovano stanze di alta categoria in posti stupendi o centralissimi. Certo, nel giro di pochi anni chi ha proprietà e capitali costruirà dei nuovi alberghi, ostelli, guest house, resort e i pigri proprietari di questi tuguri saranno costretti a farsi il mazzo per sistemare le loro strutture cadenti, abbassando drasticamente i prezzi. Per ora però la situazione è assai frustrante.

Ecco le foto di una stanza a Mandalay. Prezzo: 30 dollari, non negoziabili. Non mi lamento dello squallore, non sono il tipo. Sono semplicemente allibito dal prezzo.

Ehi, c'è il condizionatore! Sì, sì, ma guarda anche che c'è attorno...

Un complesso intrico di tubi che termina con una doccia

Strato di muffa dietro al quale si possono notare dei minuscoli settori di parete

Altra doccia. Questa perde, quindi va poggiata a terra altrimenti il gocciolio riverbera nel bagno e ti tiene sveglio tutta la notte

Cavi scoperti, segni misteriosi, crepe, ecc...

Botola marcia che dà su una soffitta in cui non me la sono sentita di avventurarmi

La lampada senza lampadina

Simpatiche e creativissime decorazioni sulle pareti

Le ultime tre le ho prese in prestito dall'amico I

Strappi, sangue, fori di proiettile, boh

Vernice scrostata accanto al cuscino, con ogni probabilità un rudimentale messaggio lasciato da uno dei vecchi prigionieri

Nylon hotel, lo hanno chiamato...Nylon, cazzo...e pure hotel...doppio cazzo!

12 commenti:

  1. Fabio... confermi quello che ci eravamo detti via mail...Per fortuna che alla fine non c'ho portato i miei genitori (a confronto il Vietnam è lusso puro!)...

    Io sono un viziato, mica lo so se senza la mia sleeping bag sarei restato...

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  2. Fabio... confermi quello che ci eravamo detti via mail...Per fortuna che alla fine non c'ho portato i miei genitori (a confronto il Vietnam è lusso puro!)...

    Io sono un viziato, mica lo so se senza la mia sleeping bag sarei restato...

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  3. Andrea: confermo, la situazione alloggi fa veramente pietà, ma migliorerà presto. Ti assicuro però che il paese è fantastico e temo che, al contrario delle stanze, peggiorerà presto, è inevitabile, e anche giusto, se è quello che va bene a loro. Quindi va visto ora.
    E poi avevo capito che ti piaceva andare nell'Isan a fare la raccolta del riso...non dirmi che ti fanno dormire all'Hilton lì! hehe

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  4. ...all'Hilton? hahaha Neppure il materasso o l'acqua corrente, altro che Hilton... ma i miei genitori oramai non si adattano a "certe condizioni" (igiene in primo luogo!)

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  5. Certo scherzavo, so com'è la situazione nei villaggi isan. Volevo appunto dire che non mi sembri molto viziato...

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  6. Quelle foto mi ricordano il mio ultimo viaggio in Birmania: YMCA di Yangoon, stesso sudiciume, lenzuola bucate (è un classico del paese), la mia amica portoricana si è fatta cambiare il materasso a metà notte perchè prudeva tutta peggio di una gatta randagia. L'episodio più triste è stato scoprire la scortesia dell'albergatore di un magnifico B&B, che l'anno prima mi aveva colpita per la sua gentilezza e disponibilità: era nervosissimo e l'entrata pullulava di gente stipata per la colazione, "Sai, da quando ci ha citati la Lonely Planet vengono tutti qua". Maledetta guida, proprio non la sopporto.

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  7. Elisabetta: non credo che questo oligopolio durerà ancora per molto...

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  8. Me lo auguro! Tra l'altro, quando nel 2010 andai in Birmania con la (copia fotocopiata acquistata a Phnom Penh) Lonely Planet, quasi tutti i ristoranti di Yangoon citati nella guida non esistevano più. Spariti. Rimpiazzati. Meno male che l'avevo pagata solo 3 dollari :)

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  9. Nilar Biryani and cold drinks a Rangoon, che mi ricordavo dal 2002, è ancora lì...

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Pazzia! Da segnarmi: aspettare 3-5 anni prima di andare in Birmania :P

    (Magari con l'apertura si diffonde un po' di couchsurfing, anche.)

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  12. Dottornomade: magari...per ora credo che persino il floorsurfing sia ancora agli albori.
    La Birmania non è nemmeno sulla lista dei paesi selezionabili di hostelworld.com, tanto per darti un'idea...

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