mercoledì 12 settembre 2012

Abilità notevole - Thailandia

Due cose sorprendono spesso gli asiatici quando mi conoscono.
Una è l'età, e questo non mi stupisce affatto: dai dieci anni in poi mi sono sviluppato (esteticamente) più lentamente rispetto ai miei coetanei. Alle medie e alle superiori la cosa mi creava dei problemi. Venivo spesso trattato come un bambino delle classi inferiori, specialmente dalle ragazze...e non potevo certo consolarmi con le attenzioni di quelle più giovani: a quell'età una differenza di due anni pesa come un'era geologica. Potevo solo aspettare e sperare, non c'era altra soluzione. L'attesa pagò: dai vent'anni in poi la mia babyface mi è pesata sempre meno. Ora è diventata quasi un motivo di vanto, specialmente quando rivedo amici dei tempi di scuola o università diventati canuti, calvi, rugosi e rigonfi.
L'altra caratteristica che fa strabuzzare gli occhi a molti orientali è la mia nazionalità. Italiano? Davvero? Non l'avrei mai detto! Avrei pensato che tu fossi...e poi partono a elencare una serie incongruente di paesi da cui potrei provenire: Francia, Inghilterra, Svizzera, Belgio, persino l'Olanda! Confusione totale, qualsiasi posto va bene, tranne l'Italia.
In realtà io come italiano non sfiguro affatto, nessuno in patria mi ha mai scambiato per straniero, se non magari quando camminavo in Piazza San Marco o della Signoria guardando distrattamente per aria. Di sicuro non incarno l'ideale dell'uomo mediterraneo (così come molti altri italiani, anche meridionali tra l'altro): non ho i capelli neri, gli occhi scuri, la pelle perennemente abbronzata, la barba folta e il petto villoso. La peluria sulle braccia è molto chiara e sottile, risultando quasi invisibile. Questo sembra comunque bastare per squalificarmi, perlomeno a est degli Urali.
Gli unici che non sbagliano mai quando tirano a indovinare sono quegli indiani che nelle zone turistiche della Thailandia campano vendendo abiti su misura agli stranieri. Con pochissimi secondi a disposizione (la distanza che mi separa da chi mi precede su un marciapiedi affollato non è mai superiore ai cinque metri e loro possono solo lavorarsi un passante alla volta) mi danno un'occhiata e porgendomi la mano sparano sicuri: italiano? buonasera!
Io ovviamente tiro dritto...di abiti non ne compro dal '36 e quelle tecniche di vendita aggressive - il corpo a fare da blocco, il sorriso provato allo specchio, la mano tesa a chiunque, inflazionando un gesto che, bello o brutto, è comunque serio - mi infastidiscono un po'. Inoltre il riconoscimento - ormai abituato a non essere facilmente classificato da anni - mi fa sentire improvvisamente vulnerabile, smascherato, quasi nudo.
Pensandoci a freddo tuttavia, supponendo che riescano a riconoscere anche i turisti di altre nazionalità, la loro è un'abilità sorprendente. Certo, come in tutte le attività, dedicandocisi per ore e ore al giorno, tutti i giorni, con un campionario di bersagli vario e numeroso, alla fine credo che imparerebbero tutti. Ma non avendoci mai provato mi sembra comunque notevole. E per questo ogni volta che mi succede mi sembra di tornare alle scuole medie, quando un compagno ti si avvicinava da dietro e ti abbassava i pantaloni della tuta da ginnastica, lasciandoti lì ad affrettarti goffamente per rialzarli, paonazzo e indeciso se guardare il simpaticone in cagnesco o sorridere agli altri che si sbellicavano dalle risate. Sperando che tra loro non ci fossero donne...il look da bamboccione va anche bene, ma da fesso...mai!

Foto di b.frahm (CC)

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