lunedì 23 luglio 2012

Ulisse - di William Stabile

Riporto qui un'altra poesia di William Stabile, un amico, scrittore, poeta e viaggiatore.

Ulisse 

“ l’uomo senza dei é nulla ”
Nettuno a Ulisse naufrago

vento caldo tra i rami
dell’uliveto sull’isola
Itaca
cipressi annuiscono al vento
e ai pentagrammi
dei cancelli cani
ululano alla luna
vento a pelo d’acqua
che sale sui declivi e
ti viene a cercare
tra gli orti
passeggiando
tra gli orti
tra muri a secco chiusi
di pietra sull’isola
vedo l’uomo
svoltare l’angolo
chi è ?

forse Nessuno ?

Il cammino mi chiamava
........................................

nulla mi ostacola se
non una figura convessa
che mi somiglia

partii…

fu il turbinio del vento
mi resi conto
mi dettero in dote
Castalia la lingua
si disciolse in tasselli
di sale di sole di sabbia 
che costituiva la pelle
la prua penna
dello scafo incideva
nell’onda del mare 
piccole linee
onde di questo grande
quaderno la vita
il mare così incerto
scrive il mio verso
qual’e’ il senso dell’onda ?
forse le penelope palpebre
chiudersi ?
mentre a pelo d’acqua
emergono
versi e parole che aggrumano
presso lo scoglio la roccia
dove son significato
d’amore

*
questo continuo
controllare gli stralli
le cime e armare
le navi salpare partire
all’arrembaggio
sbarcare
alla prossima spiaggia
e continuare a nutrirsi
di felicità e disperazione
questo lasciarsi cadere
questo non resistere
questo essere sconfitti
e rinascere incessante
come il mare
forte universale
animale
come il mare la marea
-eterno fracasso dell’onda -
sulla spiaggia
sempre  sempre  sempre

*
questo continuo ripetersi
dell’onda sulla riva
questo parlare orale
dell’onda del mare
del mare orale 
della bocca dell’onda
questo linguaggio
primordiale 
secco acuto minerale
del mare orale
e alla deriva questo
poter ancora alzare
gli occhi al cielo
e gridare:  
cosa vuoi da me ?
non mi è rimasto nulla 
nulla
solo la vita...la mia vita
che cosa devo capire ?
cosa ?
voglio che tu capisca
che l’uomo senza
dei è nulla
nulla

*
e poter ancora apprezzare
fresche sul volto la fronte
le note della pioggia cadere
scrivere un pentagramma
di senso
ed il corpo totalmente 
avvolto immerso
in un panno d’acqua
questa acqua tagliata
come lamina di metallo
che brucia la pelle
e questo dire ancora

si  si  si

ed ancora si
mentre affondiamo
affoghiamo

si  si  si

sono io sei tu
Signore

piccolo  piccolo  piccolo
umano troppo umano

William Stabile

2 commenti:

  1. Molto bella Ti fa sentire la insienme a Nessuno!!!
    Ciao mi chiamo Alessio anche io ho un blog, ti metto fra i miei blog preferiti e mi iscrivo al tuo se ti piace il mio blog fallo anche tu ciao!!
    Consiglio, togli il codice di verifica ai messaggi rallenta tutto!

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  2. Grazie! In realtà i complimenti vanno all'autore, l'amico Guglielmo Stabile.

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